Laurea: aver svolto Erasmus aumenta del 12% possibilità di trovare lavoro

Erasmus compie 30 anni. un’occasione molto importante per i laureandi di formarsi all’estero, vivere una delle prime esperienze (se non la prima) lontani da casa in un altro Paese europeo e di migliorare la propria lingua.

Una esperienza che, a parte quanto dà in termini personali, sta dando sempre più anche dal punto di vista della ricerca di un lavoro. Molto positivi sono i dati diramati da Almalaurea, consorzio interuniversitario che funge da database statistico con ricerche annuali ma anche da intermediario tra l’università e il mondo del lavoro. Secondo Almalaurea, infatti, la possibilità di trovare un lavoro ad un anno dal titolo per quanti hanno conseguito un’esperienza Erasmus è arrivata al 12%. Mentre è raddoppiato anche il numero di quanti lo svolgono, passato dall’8% del 2008 al 16% del 2016. Vediamo di seguito come è nato e come funziona Erasmus, le mete più gettonate e quali studenti partecipano di più in termini geografici, culturali e sociali.

Quando è nato il progetto Erasmus

L’idea di permettere lo scambio tra studenti europei è partita quasi cinquant’anni fa, nel 1969, da Sofia Corradi (soprannominata non a caso “Mamma Erasmus”), pedagogista e consulente scientifico della Conferenza permanente dei rettori delle università italiane.

Occorrerà però aspettare quasi vent’anni, affinché si realizzasse concretamente, grazie all’impegno dell’associazione studentesca EGEE (oggi AEGEE) fondata da Franck Biancheri il quale convinse l’allora presidente socialista francese François Mitterrand a sostenerne la nascita. Così partì ufficialmente come programma Erasmus nel 1987. Per poi essere incorporato negli anni nei successivi programmi Socrates I e II (2000-2006) e nel Lifelong Learning Programme. Ad oggi vi hanno aderito in totale quasi 3 milioni di studenti, mossisi da 4 mila istituzioni universitarie di 31 paesi diversi aderenti ad Erasmus.

Come funziona Erasmus

Erasmus consente ad uno studente europeo di studiare o di effettuare un tirocinio in un paese dell’Unione per un periodo compreso tra i tre e i dodici mesi. Grazie ad accordi bilaterali, possono aderire ad Erasmus anche paesi extraeuropei come Liechtenstein, Islanda, Norvegia e Turchia.

La somma che l’Università concede allo studente è composta da un fisso mensile e di una quota che varia a seconda della fascia di reddito. La borsa dà inoltre diritto ad un corso di lingua e a praticare uno sport, sempre presso le strutture dell’università ospitante. Le domande vengono fatte tramite bando pubblico, solitamente attivo da gennaio. La candidatura viene valutata da un’apposita commissione che stilerà le graduatorie entro il mese successivo.

L’Erasmus partirà l’anno seguente nel semestre da lui scelto, avendo la possibilità di affrontare gli esami nell’università ospitante (ovviamente nella lingua locale) per poi farseli riconoscere dal proprio ateneo una volta che lo studente è tornato in Italia o per via telematica dopo 2 mesi dalla data. Gli studenti esclusi hanno comunque la chance di esser ripescati, per quelle destinazioni rimaste senza richiesta. Ogni studente può comunque scegliere più di una destinazione, così da avere sempre una possibilità di riserva.

Oltre a partecipare ad attività sportive, corsi di lingua, la formulazione del programma di studi, un’altra novità subentrata negli anni è stata La Rete tematica (European Tematic Network Programme – ETNP). La quale promuove la cooperazione fra facoltà e dipartimenti universitari di Stati diversi, ma anche con altri soggetti extra-universitari. Il tutto, al fine di implementare la qualità della conoscenza di una specifica isciplina di studio. Altrimenti, si può ampliare un argomento interdisciplinare o multidisciplinare, o altri temi di interesse comune.

Erasmus in Italia

In Italia l’Erasmus viene gestito da tre Agenzie nazionali competenti per ambiti diversi:

  1. Indire (acronimo di Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa) è Agenzia nazionale Erasmus+: opera di concerto con la Commissione europea, DG Istruzione e Cultura, e MIUR. Nonché con le Agenzie nazionali dei 33 Paesi partecipanti al programma. Indire si occupa di gestire la mobilità degli studenti dei 3 cicli universitari, sempre al fine della conoscenza; oltre alla formazione di tutto il personale docente, amministrativo e tecnico di scuola, università. Indire organizza anche progetti extra-universitari, in favore di scuole di secondo grado, organizzazioni pubbliche e private. La sede principale è a Firenze, ma ha anche una sede distaccata a Roma.
  2. INAPP (acronimo di Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche), già Isfol si occupa di formazione
  3. ANG (acronimo di Agenzia Nazionale per i Giovani) si occupa di Gioventù. Sia INAPP che ANG hanno sede a Roma.

I numeri confortanti

Secondo dati del 2014, hanno partecipato a Erasmus complessivamente 58.000 italiani, contro i 650mila totali in Europa. I soldi finanziati sono stati pari a 92.80 milioni di euro. Il nostro Paese risulta secondo solo alla Turchia, per numero di candidature presentate. Le prime 5 università italiane per studenti che sono partiti per il progetto Erasmus sono state: l’Università di Bologna, Alma Mater Studiorum, l’Università degli studi di Padova, la “Sapienza” di Roma, L’università degli studi di Torino e la Statale di Milano. Mentre quelle che hanno accolto più studenti dall’estero sono state l’Alma Mater di Bologna, la “Sapienza” di Roma, l’Università degli studi di Firenze, il Politecnico di Milano e l’Università degli studi di Padova.

L’Italia ha realizzato 118 progetti (contro i 18mila europei) coinvolgendo 791 organizzazioni. Sono stati spesi oltre 30 milioni di euro, buona parte dei progetti destinati alle scuole superiori.

Italiani con esperienza Erasmus più aperti mentalmente

Abbiamo detto di quanto Erasmus faciliti l’occupazione del 12%. E’ anche vero poi che secondo Eurostat, la metà di quanti hanno svolto dei tirocini, hanno poi ricevuto un’offerta di lavoro dall’impresa europea in cui è stato svolto.

Possiamo ritenerci orgogliosi, visto che la media europea è stata del 30%. Evidentemente, noi italiani ci mettiamo più impegno. Erasmus ha anche un ottimo impatto sullo spirito di imprenditorialità negli italiani: uno su tre ne esce con la voglia di avviare una start up, mentre uno su dieci l’ha già concretizzata.

Erasmus apre ovviamente anche la mente e invoglia alla mobilità: uno su dieci è disposto a trasferirsi all’estero per lavoro o si dice più propenso a cambiare lavoro rispetto a chi non ha svolto Erasmus. Erasmus rende ovviamente più incline all’Europa: quasi 9 italiani su 10 dimostrano una maggiore “attitudine europea”, mentre il 37% ha un rapporto affettivo stabile con una persona non italiana.

Le mete Erasmus scelte da italiani

Quali sono le mete estere più scelte da studenti e docenti italiani? Queste le mete più scelte negli ultimi anni dagli studenti italiani. La meta scelta da uno studente italiano su tre è la Spagna, che distacca di molto le altre mete.

  • Spagna 31,16%
  • Francia 14,14%
  • Germania 10,52%
  • Regno Unito 8,9%
  • Portogallo 4,95%
  • Belgio 4,6%
  • Paesi Bassi 3,36%
  • Svezia 2,6%
  • Polonia 2,44%
  • Finlandia 1,86%
  • Turchia 1,76%
  • Irlanda 1,6%
  • Austria 1,58%
  • Danimarca 1,58%
  • Svizzera 1,4%
  • Rep. Ceca 1,12%
  • Ungheria 1,05%
  • Norvegia 1,04%

Da dove provengono gli studenti stranieri in Italia

L’interscambio Italia-Spagna si conferma anche per quanto riguarda gli arrivi in Italia. Ancora più accentuati, se si considera che quasi 4 studenti stranieri che approdano nel nostro Paese per svolgere Erasmus sono spagnoli in quasi 4 casi su 10.

  • Spagna 37,19%
  • Francia 9,56%
  • Germania 9,23%
  • Polonia 7,15%
  • Turchia 6,05%
  • Regno Unito 5,01%
  • Portogallo 4,09%
  • Romania 3,03%
  • Belgio 2,53%
  • Paesi Bassi 1,97%
  • Austria 1,69%
  • Grecia 1,58%
  • Rep. Ceca 1,39%
  • Ungheria 1,37%
  • Lituania 1,00%

Italiani ed Erasmus: identikit di chi decide di svolgere questa esperienza

Almalaurea traccia anche un identikit degli studenti italiani che decidono di svolgere un Erasmus.

Avere genitori laureati facilita la scelta

In effetti, provenire da genitori laureati spinge maggiormente a scegliere di svolgere un Erasmus all’estero. Il 14% degli studenti sono figli di genitori a loro volta laureati e solo il 5% hanno padri e madri senza nemmeno il diploma di maturità. Inoltre, uno su dieci proviene da un’estrazione sociale più elevata, mentre il 6% da contesti più svantaggiati. Quindi il contesto socioeconomico di origine ha il suo peso.

La provenienza universitaria

Quali sono invece le facoltà da cui provengono maggiormente quanti decidono di svolgere Erasmus? Naturalmente, quanti svolgono studi linguistici sono più spinti a fare questo tipo di esperienza, vale a dire il 22% proviene da una facoltà linguistica; seguono medicina e odontoiatria (16%); architettura (13%); indirizzo giuridico e politico-sociale (entrambi al 10%). Tutte le altre facoltà sono al di sotto di uno studente su 10, mentre chiudono la graduatoria gli indirizzi sanitari, l’insegnamento (entrambi al 2%) ed educazione fisica (3%).

La provenienza geografica

Il Sud è fanalino di coda anche in questo caso. Nel 2016, gli studenti italiani che hanno scelto di svolgere l’Erasmus sono stati l’11%, mentre il Sud e le Isole si fermano al 6 e 7 per cento.

La provenienza scolastica

Infine, stando ai dati Almalaurea, a pesare sulla scelta di fare o non fare questa esperienza è anche la provenienza scolastica. Aver conseguito il diploma liceale con voti elevati incide molto. Uno studente su 10 viene dal liceo, mentre sei su cento da un indirizzo tecnico e quattro su cento da uno professionale.

La strage delle studentesse Erasmus del 20 marzo 2016

Purtroppo però, il termine Erasmus rievoca anche brutti ricordi. Il 20 marzo 2016, sull’autostrada del nord-est della Catalogna, in Spagna, un autobus con 57 passeggeri che riportava da Valencia a Barcellona un gruppo di studenti del progetto Erasmus si è schiantato frontalmente con un altro veicolo che viaggiava sulla carreggiata opposta. Sono morti tredici giovani tra cui sette studentesse italiane. Questi i loro nomi: Francesca Bonello, Elisa Valent, Valentina Gallo, Elena Maestrini, Lucrezia Borghi, Serena Saracino, Elisa Scarascia Mugnozza. Provenienti da Torino, Firenze, Grosseto, Udine e Roma.

A causare l’incidente è stato un colpo di sonno dell’autista, che stava riaccompagnando i giovani da Barcellona, dove avevano assistito alla tradizionale festa dei fuochi delle Fallas. Il caso è stato in prima battuta archiviato, poi ad inizio di quest’anno il tribunale ha accolto il ricorso presentato dai familiari delle vittime e un altro giudice ha riaperto le indagini.

Tuttavia, anche quest’anno la Spagna ha “regalato” brutte notizie per l’Erasmus svolto da italiani. Giacomo Nicolai, uno studente universitario di Fermo di 24 anni, è stato trovato lo scorso marzo esanime nel suo appartamento a Valencia. A ritrovarlo privo di vita i due coinquilini, quando sono rientrati a casa. I due hanno asserito che Giacomo fosse solo in casa, mentre nell’appartamento non sono stati riscontrati segni di effrazione. Si pensa al suicidio, ma non si esclude l’ipotesi omicidio.

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