La Svizzera vota contro l’abolizione del Canone TV

Oltre il 70% della popolazione elvetica ha votato per il mantenimento del Canone TV che rimane la più cara in Europa: dal risultato delle votazioni la Svizzera rimane fedele alla televisione pubblica e rimane favorevole al pagamento del canone.

Il referendum “No Billag” svoltosi in data 4 marzo 2018 che chiedeva l’abolizione della tassa per finanziare la radiotelevisione di Stato ha visto l’affermazione dei «no» con una percentuale che ha superato oltre il 70% dei consensi.

Nessuno dei cantoni della confederazione elvetica ha fatto eccezione e persino il Ticino ha scelto di continuare a pagare il canone televisivo della SSR (Società svizzera di radiotelevisione).

La stessa società continuerà quindi a essere finanziata mediante il pagamento dell’esoso un canone televisivo di 451 franchi annui: un vero salasso se comparato con quello applicato nel resto dell’Europa. Questo scenderà a 365 franchi a partire dal 1° gennaio 2019.

Vediamo quali sono ragioni della vittoria dei “NO”, quali sarebbero state le conseguenze derivanti da un’eventuale trionfo dei “SI” e chi è la SSR in Svizzera.

Canone TV Svizzera: la vittoria dei “NO”

Urne aperte in Svizzera il giorno 4 marzo per decidere in merito all’abolizione o al mantenimento del canone TV: il referendum “NO BILLAG” per l’abolizione del canone è stato definitivamente bocciato da parte dei cittadini svizzeri.

Promossa dalla destra elvetica (l’Unione democratica di centro Udc e Partito liberale radicale Plr), l’iniziativa di abolire il canone trova la sua ragione nell’essere “una tassa che limita la libertà di ogni individuo e la concorrenza sul mercato dei media“.

Se avesse vinto il SI, l’abolizione del canone TV Svizzera avrebbe messo a rischio oltre 6mila lavoratori e sancito la definitiva chiusura della TV svizzera, compresa la RSI, che trasmette in lingua italiana.

Oltre a questa conseguenza, l’eventuale “smantellamento” del servizio pubblico radiotelevisivo avrebbe danneggiato la qualità e la pluralità del settore dei media, favorendo l’espansione sul mercato di gruppi stranieri.

Tuttavia, l’esito del Referendum “NO BILLAG” è stato risolutivo: il NO ha trionfato definitivamente con il 71% dei voti e, dopo l’esito delle votazioni, Gilles Marchand, direttore della SSR ha annunciato che dal 2019 il canone scenderà a 365 franchi all’anno, circa 320 euro.

Perché il canone televisione elvetico è caro?

L’alto costo del canone televisivo in Svizzera è giustificabile perché, oltre alla casa madre (SRG-SSR) ci sono altre 4 radiotelevisioni nazionali (dette unità aziendali) di 4 lingue diverse (tedesco, francese, italiano e romancio) che devono garantire un servizio pubblico minimo di qualità, come richiesto dalla normativa vigente.

La domanda dei contribuenti elvetici è costituita poco più di 8 milioni di abitanti: il costo del canone televisivo svizzero è così esoso anche in ragione della minore dimensione quantitativa della platea se comparata con quella dei restanti paesi dell’Europa.

Attualmente ogni nucleo familiare svizzero paga 451 franchi all’anno per il canone televisivo e, con molta probabilità, questo scenderà a circa 365 franchi a partire dal 1° gennaio 2019.

Lo stesso Direttore della SSR ha commentato che si tratta di “un segnale forte per il servizio pubblico, per le radio e televisioni regionali, nonché per l’insieme della società svizzera” e saranno necessarie nuove riforme volte a risparmiare.

Lo stesso Gilles Marchand ha prospettato un piano di ristrutturazione con tagli di 100 milioni di franchi svizzeri che si ripercuoteranno necessariamente sui posti di lavoro e “informazione, cultura, mondo digitale” saranno le priorità all’interno della strategia aziendale della società.

Chi è la SRG-SSR e come si finanzia?

La SSR si definisce sul suo sito istituzionale come “un’associazione aperta a tutti” che gestisce l’azienda dei media pubblica e indipendente: produce e diffonde contenuti audiovisivi in quattro regioni linguistiche, dando lavoro a 6000 persone.

La stessa SSR si finanzia grazie agli introiti che derivano per ben 3/4 dai canoni TV incassati dai contribuenti elvetici e per 1/4 con gli introiti pubblicitari: grazie a questo modello di finanziamento, la SSR è in grado di mantenere la propria indipendenza dai gruppi di interesse politici ed economici.

Come dichiarato dalla stessa SSR, l’associazione mira a proporre offerte per tutti gli abitanti della Svizzera con un’offerta attrattiva; in tale modo si raggiungono tutte le fasce d’età e i gruppi sociodemografici.

L’offerta dei servizi della SSR è indirizzata al pubblico mobile, a quello urbano, all’infanzia, ai giovani adulti ed alle persone con retroterra migratorio. Inoltre, sviluppa il continuo contatto con gli utenti dei mezzi di comunicazione, in particolare sui social media.

La SSR è impegnata da anni sul mercato con un modello di giornalismo “scomodo” e indipendente che garantisce una professionalità esemplare al servizio della collettività.

Grazie a offerte educative, la SSR contribuisce ad informare e formare una società moderna, aperta sul mondo e competitiva, oltre a potenziare una partnership a livello interregionale per sviluppare offerte comuni e sfruttare sinergie.

Anche sul fronte della digitalizzazione dei servizi e all’interno della radicale trasformazione dei media, la SSR punta all’innovazione a tutti i livelli e in tutti i settori grazie all’apporto delle competenze dei collaboratori e collaboratrici che lavorano per la stessa.

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