La nuova disciplina sulla trasparenza bancaria ed il credito ai consumatori

Banca d’Italia con un Provvedimento del 29 luglio 2009, pubblicato in G.U n.217 del 18 settembre 2009 ed entrato in vigore il 3 ottobre 2009 (con obbligo di adeguamento da parte di tutti gli intermediari creditizi e finanziari scaduto in data 31 dicembre 2009), con successive modifiche e revisioni legislative, ha sancito nuove disposizioni in materia di trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari, mediante sostituzione e revisione legislativa delle disposizioni precedentemente contenute nel Titolo X, Capitolo I delle Istruzioni di Vigilanza per le Banche.

Con successivo provvedimento le suddette disposizioni sono state integrate con la disciplina contenuta nel Decreto 27 gennaio 2010, n.11 grazie al quale è stata recepita nell’ordinamento italiano la Direttiva 2007/64/CE sui servizi di pagamento nel mercato interno. Tante le novità introdotte in materia bancaria e creditizia, vediamole in dettaglio in questa guida utile.

Banche e Trasparenza bancaria: nuovo assetto normativo

La nuova disciplina legislativa ha introdotto rilevanti novità in materia di trasparenza bancaria, tra le quali vanno senz’altro annoverate una più dettagliata regolamentazione dell’ambito di applicazione della normativa (con specifico riguardo ai casi di prodotti “composti”), l’introduzione del c.d. principio di proporzionalità consistente in una spiccata differenziazione della disciplina in base alle caratteristiche delle attività e dei servizi prestati, nonché alla tipologia d clientela che ne usufruisce, la distinzione della clientela in più categorie (cliente al dettaglio, consumatore altri) ed una maggiore attenzione alla semplificazione ed alla comprensione delle informazioni e delle relative forme, tanto in fase precontrattuale, quanto in corso di rapporto con l’istituto di credito.

Emerge, nella logica unitaria, l’intento sia di garantire l’effettività dell’accesso all’informazione da parte del cliente che versa in una condizione di “debolezza” conoscitiva sia di regolare l’acquisizione e la circolazione dei fattori di conoscenza all’insegna di un consenso informato.

Trasparenza bancaria: di cosa si tratta

Il principio di trasparenza bancaria agisce sui rapporti di mercato mediante differenti congegni che possono operare sia in via esclusiva che in via cumulativa. Con il concetto di trasparenza si vuole fare riferimento a quel complesso di notizie e di informazioni che ogni istituto di credito ed ogni altro intermediario creditizio e finanziario dovrebbe assolutamente rendere note ai propri clienti perché siano in grado di valutare ad hoc le condizioni ed i vincoli ai quali sono sottoposti.

Trasparenza, correttezza e buona fede renderebbero a fondersi in un complesso di regole che non possono e non debbono considerarsi limitate ad una fase precontrattuale, investendo direttamente l’intera panoramica e dinamica di negoziazione tra le parti coinvolte.

Obblighi di trasparenza bancaria: nodi “cruciali” ed essenziali

Si possono definitivamente individuare tre nuclei essenziali lungo cui si snodano gli obblighi di trasparenza distribuiti tra informazione precontrattuale, fase contrattuale e relative comunicazioni alla clientela e fase post-contrattuale.

Obblighi di informazione precontrattuale e contrattuale

Tra gli obblighi di informazione precontrattuale previsti in capo alle banche ed agli intermediari creditizi si sostanziano nella messa a disposizione, a titolo gratuito, alla clientela di un documento generale denominato “Principali diritti del cliente” redatto secondo il dichiarato intento di innalzare il livello di conoscenza dei clienti creditizi in modo da facilitare l’approccio con il sistema bancario e ridurre gli spazi di abuso da parte di banche ed altri intermediari finanziari. Vi sono, anche, fogli informativi recanti le principali informazioni economiche e normative relative al singolo prodotto, nonché la possibilità per il cliente stesso di ricevere, prima della conclusione del contratto, una copia dello stesso.

Vi è poi il “documento di sintesi” identificato con il frontespizio del contratto, la cui funzione precipua + quella di evidenziare con immediatezza i costi e gli oneri dell’intera operazione sopportati in concreto dal cliente stesso. In relazione ai contratti di mutuo ipotecario, anticipazione bancaria, altri finanziamenti, conti correnti destinati ai consumatori ed aperture di credito offerte ai clienti al dettaglio, il foglio informativo ed il documento di sintesi deve riportare un “indicatore sintetico di costo” (ISC) che per i contratti di mutuo, anticipazione bancaria ed altri finanziamenti coincide con il tasso annuo effettivo globale (TAEG) previsto dalla disciplina del credito al consumatore.

L’obiettivo è quello di offrire un unico referente numerico facilmente comprensibile e rilevabile e, soprattutto, calcolato da tutti gli operatori con le stesse modalità al fine di assicurare una leale comparazione delle offerte presenti sul mercato.

Quanto ai requisiti di trasparenza dei contratti, si ribadisce che gli stessi debbano essere redatti sotto pena di nullità mentre, per le comunicazioni alla clientela è ribadito, ai sensi dell’art. 118 del TUB, che l’intermediario è tenuto a comunicare al cliente le variazioni unilaterali apportate alle clausole del contratto con evidenziata la formula “Proposta di modifica unilaterale del contratto”, con preavviso minimo di 60 giorni ed il relativo diritto per il cliente di esercitare il diritto di recesso.

Obblighi di informazione post-contrattuale: problemi “patologici”

Per quanto concerne la particolare e delicata attenzione riservata alla fase post-contrattuale con il cliente creditizio, l’intermediario è tenuto ad assistere lo stesso contraente. La ratio normativa è quella di assicurare la giusta assistenza anche quando insorge il reclamo, ciò al fine di fornire la dovuta assistenza e consulenza anche in termini di indicazione dei mezzi di tutela per il cliente stesso.

Costante dell’intero complesso normativo è il principio di proporzionalità che realizza una differenziazione della disciplina in base alle caratteristiche delle attività e de servizi prestati ed ai bacini e segmenti di clientela a cui tali servizi bancari si rivolgono. Per questo motivo, alcune norme risultano essere applicabili solo alla categoria dei consumatori e clienti al dettaglio tra cui persone fisiche, consumatori finali che espletano attività professionale o artigianale, gli enti non profit e le micro imprese.

Responsabilità: L'autore dell'articolo pubblicato su webeconomia.it esprime le sue libere opinioni in merito alle analisi in oggetto. Dichiara che tutte le considerazioni fatte all'interno del post e le eventuali altre analisi sugli strumenti finanziari (valute, azioni, criptovalute, materie prime) sono soggettive e non devono essere considerate come incentivi e raccomandazioni di investimento. Le analisi e le quotazioni degli strumenti finanziari sono mostrate al solo scopo di informare e non per incentivare le attività di trading o speculazione sui mercati finanziari. Lo staff di webeconomia.it e gli autori degli articoli non si ritengono dunque responsabili di eventuali perdite di denaro legate ad attività di invstimento. Lo staff del sito e i suoi autori dichiarano di non possedere quote di società, azioni o strumenti di cui si parla all'interno degli articoli. Leggendo i contenuti del sito l'Utente accetta esplicitamente che gli articoli non costituiscono "raccomandazioni di investimento" e che i dati presentati possono essere non accurati e/o incompleti. Tutte le attività legate agli strumenti finanziari e ai mercati come il trading su azioni, forex, materie prime o criptovalute sono rischiose e possono comportare perdita di capitali. L'Utente, quindi, solleva lo staff di webeconomia.it e i suoi autori dalla responsabilità di qualunque perdita o danno subito legato ad attività di investimento che scaturisce dalla consultazione dei dati contenuti nel sito.

LEAVE A REPLY