La Grecia nuovamente nelle mani di Tsipras

Ieri la Grecia è tornata al voto dopo soli sette mesi di governo di Alexis Tsipras e dopo aver vissuto mesi di alta tensione a causa della paventata uscita del paese ellenico dall’Euro e dei difficoltosi accordi con la Troika. Ebbene i greci hanno ridato fiducia al loro primo ministro uscente.

Syriza, il partito di Tsipras, ottiene infatti il 35,5% dei voti e 145 seggi. Nuova Democrazia risulta essere il secondo partito, con il 28,1% dei voti e 75 seggi, mentre terza forza sono i neofascisti di Alba Dorata con il 7% e 18 seggi; i comunisti di Kke prendono 15 seggi, To Potami 11 seggi, i Greci indipendenti di Panos Kammensos 10 seggi e l’Unione dei centristi 9 seggi. Non raggiungono la soglia del 3% i ribelli di Unità popolare di Panagiotis Lafazanis.
Ai fini dell’ottenimento della maggioranza in Parlamento, Tsipras è ora pronto a stringere una nuova alleanza con i nazionalisti dei Greci indipendenti e a continuare con il suo programma politico e con le riforme. Ora che si è liberato dai ribelli interni al suo partito, può infatti portare avanti le trattative sulla ristrutturazione del debito pubblico che corre al 170% del Pil e procedere con il Piano di salvataggio da 86 miliardi di euro di crediti in cambio di riforme strutturali, taglio delle pensioni anticipate, aumento dell’Iva, fine degli sconti per le isole ed abolizione delle agevolazioni fiscali per gli agricoltori. Inoltre lo aspettano le decisioni in merito alla ricapitalizzazione delle banche per 25 miliardi di euro e alla recessione dell’economia ellenica (-2%).

I mercati finanziari questa mattina hanno letto il voto greco come una promessa di stabilità politica e come un impegno a rispettare gli accordi con i creditori e l’austerità. Sono quindi rimasti in territorio leggermente positivo: Londra + 0,85%, Parigi +1,4%, Francoforte +0,4%, Milano +1,0%.