La FED non alzerà il costo del denaro?

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Dopo l’incertezza delle ultime sedute i mercati azionari aprono in lieve ripresa ma spingono la FED a non rialzare i tassi fino all’anno prossimo. Questa è la previsione degli operatori che osservano in particolare i future sui Fed Founds, indici indicativi per individuare il futuro della politica monetaria.

Le stime dicono che c’è solo il 27% delle possibilità che la FED rialzi il costo del denaro entro l’anno, per le debolezze degli scambi oltreoceano che sembrano non lasciare dubbi nelle decisioni della banca centrale statunitense nello stimolare i mercati mantenendo i tassi bassi.

Niente rialzo dunque nella prevista riunione di metà dicembre con il dollaro che continua a segnare il passo nei confronti dell’euro arrivato di nuovo verso il tasso di 1,15 senza svalutarsi per i QE della banca centrale europea. Delusi quindi quelli che volevano una moneta unica debole per favorire le esportazioni mentre le borse europee aprono in lieve ripresa con Milano che guadagna lo 0,8% in attesa della legge di Stabilità in discussione oggi al Consiglio dei Ministri verso l’ora di pranzo.

I Btp tengono quota 108 punti sui Bund tedeschi, segnando lo stesso spread in chiusura ieri.

Con la debolezza mostrata dai mercati azionari gli investitori tornano ad acquistare l‘oro che tocca i 1185 dollari l’oncia per le consegne immediate, un 0,1% in più rispetto a ieri, mentre il petrolio guadagna lo 0,16% con il Brent quotato 49,77 dollari.

Dopo tre giorni negativi anche Tokyo ha aperto in rialzo e la seduta di oggi si è chiusa con un +1,5% mentre Shangai ha segnato il +2,3% di chiusura.

In Italia, Piazza Affari dovrà fare i conti con la pubblicazione di un allarme sui dati economici di Fincantieri nel primo trimestre, che potrebbe influire negativamente verso la chiusura la borsa milanese.

Oltre alla legge di Stabilità, oggi ci saranno altri incontri istituzionali di rilievo per i mercati. Il Consiglio Europeo si riunisce a Bruxelles mentre in America si conosceranno i dati sull’inflazione, su alcuni indici manifatturieri e altri sulla filiale FED di Philadelphia. Riunioni in USA anche su sussidi ai disoccupati.