La FED lascia invariati i tassi di interesse

Dopo settimane di attesa e di previsioni, ieri la Federal Reserve, la banca centrale degli Stati Uniti, ha preso la sua decisione: per ora i tassi di interesse rimangono invariati. Rimane comunque ancora sul tavolo un possibile rialzo del costo del denaro prima della fine del 2015, cosa che non accade da circa nove anni.

Molti analisti si aspettavano un innalzamento dei tassi già in questi giorni in quanto il Federal Open Market Committee (FOMC), la commissione che si occupa delle operazioni di mercato della FED, aveva fatto trapelare già a luglio che molti dei suoi membri ritenevano maturi i tempi per fare questo passo. Inoltre la situazione economica statunitense sta crescendo in maniera abbastanza costante e stabile: la disoccupazione a luglio è scesa al 5,1%, la spesa delle famiglie sta aumentando, il mercato immobiliare è migliorato e la crescita del PIL è stimata a circa il 3,7 per cento quest’anno. Tutti fattori che potevano spingere ad un aumento di almeno mezzo punto percentuale.
Ma in realtà ieri la decisione di lasciare tutto com’è è stata presa con nove voti a favore e uno contrario. Nelle motivazioni che hanno accompagnato la comunicazione della decisione, la FED afferma che le esportazioni statunitensi sono ancora troppo poco solide e che un rialzo dei tassi avrebbe acuito il problema. Inoltre, il livello di inflazione rimane al di sotto di quello previsto come obiettivo per l’anno in corso (2 punti percentuali).
Nella presa di posizione della Banca Centrale statunitense, ha pesato anche la situazione globale, in primis il rallentamento dell’economia cinese. La Presidente della FED, Janet Yellen, ha in effetti parlato del timore che nel prossimo futuro la crescita dell’economia a stelle e strisce possa essere frenata dalla crisi finanziaria cinese. In questa ipotesi, sarebbe più vantaggioso avere i tassi invariati anziché più alti.

Per ora quindi la situazione rimane invariata e si resta in attesa delle prossime mosse dei governi centrali. Qualora invece si fosse deciso per un innalzamento dei tassi, ci sarebbero stati dei risvolti negativi immediati per le economie emergenti. Il denaro, infatti, sarebbe defluito verso gli Stati Uniti, dove i depositi sarebbero stati più vantaggiosi, e sarebbe diminuiti gli investimenti negli altri paesi.