La Cina taglia i tassi e inietta nuova liquidità

Il crollo della Borsa di Shangai non sembra arrestarsi. Dopo la chiusura di ieri a -8,49%, risultato che ha contribuito ad affondare tutti i mercati globali, ha chiuso oggi a -7,62%, portandosi sotto la soglia di sicurezza dei 3.000 punti, livello sotto il quale si paventa il rischio di panic selling. Per evitare una possibile tempesta sui mercati, la Banca Centrale Cinese ha, quindi, preso la decisione di tagliare i tassi d’interesse a un anno dello 0,25% e di abbassare dello 0,50% il tetto di riserva obbligatoria imposto alle banche, ora al 18%.

Il governo cinese ha deciso di agire ponendo in essere nuove misure di allentamento valutario alfine di cercare di rivitalizzare l’economia del Paese e di calmare i mercati finanziari. La People’s Bank of China ha, quindi, tagliato i tassi di interesse di 25 punti base al 4,6%, mentre il tasso sui depositi è stato portato all’1,75%; è questo il quinto taglio dei tassi di interesse da novembre. Per favorire la crescita dell’economia reale, ha anche tagliato i requisiti di riserva per gli istituti di credito che operano con le aree rurali e che concedono prestiti all’agricoltura e alle piccole imprese. E non è tutto. La Banca Centrale della Cina ha infatti iniettato nel sistema 150 miliardi di yuan, pari a circa 23,4 miliardi di dollari, mettendo in atto la più grande operazione di questo tipo dal mese di gennaio 2014. È di pochi giorni fa la notizia di un’altra iniezione di 150 miliardi di yuan, fondi che però erano diretti esclusivamente alle banche.

Per capire se le misure assunte oggi saranno sufficienti a fermare l’incendio finanziario che ha tenuto, e sta tenendo, con il fiato sospeso i trader di tutto il mondo sarà necessario aspettare la riapertura delle piazze cinesi. Per il momento la reazione dei listini europei sembra improntata alla positività. A metà seduta, Francoforte segna +4,14%, Milano +4,58%, Parigi +4,42%, Londra +3,34% e Madrid +3,3%.

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