La BCE rilancia il QE2

MILANO 10/10/2003 - SOLDI - EURO - BANCONOTE - FOTO GUATELLI/NEWPRESS

Ad annunciare la probabile ripresa della politica espansiva da parte della Banca Centrale Europea è stato Ewald Nowotny della banca centrale austriaca e consigliere per Bruxelles in un’intervista ad un quotidiano polacco, il Rzeczpospolita.

Il banchiere austriaco non ha parlato solo di politica monetaria, attraverso una ripresa dei Quantitative Easing, ma anche alcune misure strutturali nella fiscalità europea.

Le riforme strutturali e la fiscalità

Il banchiere centrale ha fatto riferimento esplicito a riforme strutturali e a diverse politiche fiscali per l’Europa, spiegando che nel primo caso si potrebbe passare dalla politica neutra attuale a politiche più espansive, dopo le strette degli anni scorsi, per i vincoli di bilancio dei paesi dell’Unione.

L’inflazione

Ewald Nowotny non nasconde l’obbiettivo di riportare il tasso d’inflazione attorno attorno al valore medio del 2% dopo i ribassi degli ultimi tempi. Situazione definita preoccupante dall’esponente della banca centrale austriaca, a margine di un convegno in Polonia tenutosi nei giorni sorsi.

I prezzi dell’energia, in particolare del petrolio, sono in ribasso da più di un anno e a detta di Nowotny forse la Banca centrale dovrebbe cambiare la propria strategia monetaria per affrontare la debolezza dei mercati delle materie prime, e tentare di far salire l’inflazione.

Il QE

La BCE intanto è pronta per il QE2 per fare seguito al primo. Anche in questo caso il banchiere austriaco si dice favorevole alla misura che farebbe svalutare ancora l’euro nella speranza di rilanciare le esportazioni e accelerare una ripresa, quella della zona unica, ancora molto debole.

Il piano di acquisto titoli a cui Nowotny è favorevole è stato stimato attorno ai 2.400 miliardi di euro da Standard & Poor’s, raddoppiando il piano precedente con una tempistica che dovrebbe portarlo fino alla metà del 2018.

Le voci di un QE2 intanto stanno già portando al ribasso l’euro nei confronti del dollaro rispetto ad una settimana fa, quando era quotato 1,15 nei confronti della divisa statunitense. Oggi si è scesi a 1,1350 anche se gli analisti prevedono un possibile rimbalzo a 1,14 per poi continuare il ribasso.