La Banca d’Inghilterra rinvia il rialzo dei tassi al 2016

Oggi tutti gli occhi erano puntati sul “Super Giovedì” britannico che ha visto nel ruolo di grandi protagonisti la Bank of England e il suo governatore, Mark Carney. Quest’ultimo ha, infatti, deciso di accorpare in un solo giorno riunione di politica monetaria, pubblicazione dei verbali e dichiarazioni di voto, rapporto sull’inflazione e conferenza stampa. Vediamo quali sono state le principali decisioni prese e comunicate.

Innanzitutto, partiamo dalla notizia base. La Banca d’Inghilterra ha deciso di lasciare invariati i tassi d’interesse allo 0,5% e ha rinviato il primo rialzo al prossimo anno. È emerso, dalla pubblicazione delle dichiarazioni di voto, che solo un membro del board su nove, Ian McCafferty, si è espresso a favore di una crescita dei tassi dallo 0,5 allo 0,75%; il mercato globale auspicava che almeno due membri votassero a favore ma così non è stato. Ricordiamo che in Gran Bretagna i tassi sono fermi ai livelli minimi storici dal mese di marzo del 2009.
Sulla base delle previsioni della Banca centrale britannica, il tasso d’interesse crescerà fino allo 0,75% nel secondo trimestre 2016, all’1% alla fine dello stesso anno e all’1,5% entro la fine del 2017.

Carney ha confermato poi il piano di acquisto di titoli per 375 miliardi di sterline e ha annunciato che, secondo le previsioni interne della BOE, il Pil britannico aumenterà del 2,8% nel 2015, del 2,6% nel 2016 e del 2,5% nel 2017. Per quanto riguarda, invece, il tasso d’inflazione, è atteso in crescita fino all’obiettivo del 2% entro i prossimi due anni. Le stime di inflazione sono state ritoccate al ribasso a causa dei prezzi dell’energia, troppo deboli.

La cautela della Banca d’Inghilterra, chiamata The Old Lady, ha fatto calare il cable sul mercato Forex nei confronti sia del dollaro che dell’euro. Dando quindi una panoramica globale, vista la decisione odierna, si pensa che sarà la FED la prima delle banche centrali a rialzare i tassi dopo anni di tassi zero. Fondamentale per ipotizzare le tempistiche per questo rialzo sarà la pubblicazione, domani alle 14.30, del dato sul mercato del lavoro statunitense di luglio.