Juncker non gradisce la posizione intransigente dell’Italia

Continua l’attesa per la lettera dossier che dovrebbe arrivare ormai in giornata da parte della commissione europea. Fino a ieri sera si sapeva soltanto di un mero “no comment” da parte di uno dei portavoce di Bruxelles, ma da stamattina si parla di un clima teso negli uffici di Juncker.

Secondo il secolo XIX, chi ha parlato con lui recentemente può soltanto descriverlo come “particolarmente infastidito“. Da cosa? Sembra che Juncker al momento sia molto preso a stringere accordi con il Canada e quindi questo potrebbe essere il momento meno opportuno per avere altri problemi da trattare. Sta di fatto però che per ora non sono arrivate lettere a nessuno dei paesi in attesa. Juncker

Perché Juncker è “infastidito”?

Principalmente per le dichiarazioni rilasciate del premier Renzi, proprio ieri sera al tg5 e dal ministro dell’economia Padoan. Entrambi mantengono questa linea intransigente. Padoan ha addirittura affermato in un intervista uscita su Repubblica, domenica, che se l’Europa non accetta questa manovra rischia la fine. Parole pesanti dunque rivolte all’operato di Juncker. Lo stesso ha fatto Renzi ieri sera nel suo intervento alle 20.00 al tg5, dove con ironia ha dimostrato come non è disposto a cambiare la manovra, soprattutto visti i punti su cui sta cercando di fare leva il governo europeo.

Quali sono i punti della manovra che Juncker non gradisce?

I punti sono principalmente due e sono stati ribaditi anche ieri sera dallo stesso Matteo Renzi: il piano antisismico, con relativo sblocco di fondi da parte dell’ue e l’immigrazione. Il primo, non viene considerato così estremo e sul secondo non vogliono essere effettuati investimenti extra. Il nostro premier ha suggerito che se l’Unione europea, non vuole che il deficit italiano salga ancora, allora deve aprire i confini e le frontiere degli altri paesi agli immigrati, altrimenti l’intero costo verterà sulle spalle dell’Italia.