Jobs Act: ecco cosa prevede il piano di Matteo Renzi per il lavoro

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Il Jobs Act del premier Matteo Renzi è sbarcato sulle scrivanie del Ministero del Lavoro, ed ha nella Naspi, il nuovo sussidio di disoccupazione, il suo perno fondamentale.

Naspi. La Naspi, nuovo ammortizzatore sociale, sarà destinato a tutti coloro che perdono il posto, senza alcuna eccezione legata all’appartenenza a particolari categorie. Il piano costerà tuttavia 1,6 miliardi di euro in più rispetto a quanto si spende oggi per i sussidi e, in termini complessivi, 8,8 miliardi di euro: quanto basta per garantire un supporto a quei lavoratori (circa 1,2 milioni di unità) che oggi sono del tutto privi di sussidi in caso di perdita del proprio posto di lavoro.

Ma in cosa consiste la nuova Naspi? Sinteticamente, il nuovo sussidio andrà indirizzato a tutti coloro che perdono il posto di lavoro ed hanno lavorato almeno tre mesi. Il sostegno andrà erogato al massimo per due anni per i lavoratori dipendenti (anziché uno e mezzo come è l’Aspi per chi non ha più di 55 anni), o al massimo per sei mesi per gli atipici (cocopro & co.). Per quanto attiene il suo importo, si oscillerà entro un massimo di 1.100 – 1.200 euro al mese all’inizio del periodo di copertura, per poi scendere verso i 700 euro alla fine del piano di accompagnamento.

Perchè la Naspi. Attraverso la Naspi, Matteo Renzi vuole cercare di risolvere alcuni problemi fondamentali del mercato del lavoro italiano, senza tuttavia dissanguare le casse statali (che di fatti avranno necessità di “soli” 1,6 miliardi di euro in più all’anno, molto meno rispetto a quanto originariamente previsto). Tra i tanti, il supporto ai lavoratori a tempo indeterminato che, dal 2016, per effetto della riforma Fornero, perderanno l’indennità di mobilità. Ancora, il sostegno ai lavoratori non protetti, 900 mila dipendenti, tra quelli a termine, quelli somministrati e quelli interinali, che ad oggi non sono compresi nelle tutele della riforma Fornero poichè privi di contributi da almeno due anni, e un lavoro negli ultimi 12 mesi.

Ad essere inclusi nei benefici della nuova Naspi saranno altresì i collaboratori a progetto con almeno tre mesi di busta paga (circa l’80% circa di 400 mila persone), oggi privati anche della mini Aspi. In totale, pertanto, 1 milione e 200 mila lavoratori potenziali disoccupati senza rete di supporto.