Jobs Act: ecco come cambia il mondo del lavoro

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Il Jobs Act rivoluziona il modo di intendere il lavoro. Cambiano, però, anche i diritti e i doveri dei lavoratori stessi. Le nuove misure verranno applicate fin da subito, ma varranno solo per il 2015 e solo per le giornate di astensione ricosciute nello stesso anno. Per poter godere di questi benefici per gli anni a venire serviranno altri decreti legislativi, e la relativa copertura finanziaria (si parla di 104 milioni per il 2015). Ma andiamo a vedere cosa, e come, cambierà il Jobs Act.

Iniziamo proprio con il congedo parentale retribuito: con il Jobs Act questo durerà fino al sesto anno di età del bambino (invece che fino al terzo come accadeva fino ad oggi), e il lavoratore avrà diritto di fruirne con un’indennità pari al 30% della retribuzione. Il congedo non retribuito, invece, si estenderà dai 6 ai 12 anni di vita del bambino. La durata, comunque, resta invariata: il genitore potrà richiederlo fino a 6 mesi.

Un cambio notevole si avrà per la cosiddetta maternità obbligatoria: i giorni di astensione obbligatoria che non vengono goduti prima del parto (nel caso in cui questo avvenga in data anticipata) possono essere aggiunti al periodo di congedo di maternità subito dopo il parto. Attenzione però: questa condizione è fattibile solo nel caso in cui i due periodi non superino il limite complessivo dei 5 mesi.

Giro di boa anche per la Cassa Integrazione: con il Jobs Act cambierà la durata e le modalità di richiesta. In sostanza, sia quella ordinaria che quella straordinaria verranno abbassate a 24 mesi in 5 anni. Attualmente, invece, si parla di 48 mesi. Il tetto previsto, però, può innalzarsi ai 36 mesi se la Cassa Integrazione viene abbinata al contratto di solidarietà.

Un’altra novità riguarda il cosiddetto “bonus-malus”. In sostanza, per le aziende che utilizzano molto la cig un contributo addizionale del 9% della retribuzione fino ad un anno. Le quote salgono con il passare del tempo: il 12% fino ai 2 anni, il 15% fino ai 3.

Dal primo gennaio 2016, però, la cassa straordinaria non potrà più essere richiesta nei casi di cessazione definitiva dell’attività dell’azione o di un solo ramo di essa. Questa potrà però essere richiesta nel caso in cui vi sia una riorganizzazione aziendale e un contratto di solidarietà.

Solo in questi due casi, la cig straordinaria può arrivare a 24 mesi. Infine, è al vaglio l’ipotesi di incentivare le aziende ad aprire un nido famiglia presso le loro sedi. In questo modo, l’assenteismo potrebbe essere maggiromente combattuto. Di sicuro, le novità del Jobs Act rivoluzioneranno il mondo del lavoro, e i lavoratori stessi.

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