La rivoluzione del lavoro italiano con il “Jobs Act” e “Garanzia Giovani”

Secondo “l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico” (OCSE), la diminuzione dei disoccupati con l’aumento degli impiegati risulta essere una sorta di illusione, visto che i contratti veri e propri di apprendistato sono aumentati relativamente poco rispetto al mega incremento avuto con i Voucher.

Quella che doveva essere una riforma atta a creare più lavoro e a facilitare i rapporti tra imprese e chi è in cerca di un impiego, ha semplicemente facilitato per le aziende la capacità di ottenere sgravi fiscali assumendo con pseudo contratti precari. L’aumento occupazionale è solo un dato provvisorio, indipendentemente se viene elaborato dall’Istat o dall’OCSE quello a cui lascia spazio è solo la strumentalizzazione nell’interpretazione da parte del governo.jobs act

Uno dei punti portanti del “Jobs Act: il programma Garanzia Giovani”

Uno degli ultimi punti su cui ci si può soffermare è quello proposto dal programma “Garanzia Giovani”, in cui si viene assunti per 6 mesi con una forma particolare di tirocinio extracurriculare con una retribuzione mensile di 500€ al mese, dove 200, vengono generalmente emessi puntualmente dall’ente ospitante e i restanti 300 vengono inviati, con le più calme tempistiche, dagli enti pubblici di dovere. Numerosi i casi di tirocinanti che ricevono i loro primi 300€ dopo 4 mesi dall’inizio e, la stragrande maggioranza di chi aderisce a questa iniziativa, al termine dei sei mesi, raramente viene assunto con un contratto di apprendistato (sembra esserlo solo il 5%).

Siamo davvero sicuri dell’efficacia di questo jobs act?

Se si considera dunque questo temporaneo impiego semestrale per molti giovani, come un incremento occupazionale, allora sì certamente i valori non possono che essere positivi, ma stiamo parlando davvero un impiego serio e retribuito come si deve o si sta solo mascherando una forma di precariato, che agevola solo le imprese da sgravi fiscali?