Iva e Unione Europea: ecco la riforma per evitare l’evasione fiscale

L’Unione Europea si sta dedicando con attenzione all’Iva, al fine di  combattere la piaga dell’evasione fiscale, ormai diventata quasi un’ossessione per tutti gli Stati, ma soprattutto per l’Italia, i cui dati registrano un alto tasso di evasione al fisco per diversi settori.

L’Unione Europea, per evitare ulteriori perdite, sta studiando una riforma dell’Iva che avrebbe l’obiettivo di far guadagnare agli Stati membri ben 170 miliardi di euro in più l’anno.

La Commissione Europea procederà a questo provvedimento iniziando a dare la possibilità agli Stati, di tagliare o azzerare del tutto l’aliquota su alcuni beni di prima necessità, provando in tutti i modi, comunque, a mantenere una aliquota minima pari al 15%.

Sommario

Il Comunicato stampa della Commissione Europea spiega la riforma anti evasione

Il commissario europeo Pier Moscovici ha preparato il comunicato stampa della riforma che andrà al voto della Commissione Europea, il contenuto del comunicato è stato diffuso dal giornalista Marco Zatterin, corrispondente da Bruxelles de La Stampa. Zatterin ha fatto sapere che una società belga, nell’attuale situazione economica europea, vende ad una società italiana un prodotto esente dall’imposta, così come è previsto dalla legge sul commercio transfrontaliero.

iva unione europea

Tutto questo è stato considerato come un passaggio che permetterà a molte aziende di far sparire l’imposta, ed è per questo che la nuova riforma dell’Ue prevede che le cessioni da un Paese all’altro saranno oggetto di Iva, alimentando dunque la possibilità che il percorso fiscale sia comunque tracciabile.

L’imposta ridotta si presume che non dovrà comunque superare il 5%: ad oggi, sono stati stilati degli elenchi dettagliati, ciascuno dei quali riguarda i beni assoggettabili alla tassazione più contenuta.

La Commissione Europea permetterà ad ogni Paese la possibilità di scegliere su quali prodotti applicare l’imposta ridotta e su quali prodotti invece annullarla del tutto, ovviamente previo il consenso dei partner europei e inoltre rispettando un elenco di beni proibiti molto probabilmente considerati «di lusso».

Se uno Stato offre l’aliquota ridotta su un particolare genere di bene, questa potrà essere automaticamente adottata  dagli altri Paesi. La Commissione si impegnerà inoltre, a ridurre il numero degli adempimenti da intraprendere, che rappresentano un costo competitivo rilevante.

Il nuovo mercato europeo dell’Iva 2016 (anzi, 2018?) sarà soggetto ai controlli del web

A Bruxelles le idee sul nuovo mercato europeo dell’Iva prevedono che tutti commercianti transfrontalieri saranno impegnati a chiudere i loro dossier Iva attraverso un portale web, costruito dal loro sistema fiscale. E’ proprio su questo stesso portale che si raccoglierà l’Iva nel Paese dove avviene la vendita, per poi trasferirla nel luogo in cui le merci vengono consumate.

La nuova riforma dell’Unione Europea, si presume che venga proposta ufficialmente con i dovuti testi legislativi, entro un anno e qualche mese, per poi entrare in vigore a partire dalla fine del 2018.

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