IVA Reverse charge su edilizia 2018: ecco come fare

inversione contabile

Cos’è IVA Reverse charge? Come funziona IVA Reverse charge 2018? Come fare per IVA Reverse charge su edilizia? Cosa significa IVA Reverse charge? Il termine reverse charge può essere tradotto con inversione contabile. E come tutti i provvedimenti fiscali italiani si presenta alquanto complicato. La Legge di Stabilità 2015 – Legge 190/2014 – attuata dal Governo Renzi, ha ampliato l’ambito di applicazione del reverse charge o inversione contabile per l’edilizia a partire dal primo gennaio 2015. Con lo scopo di potenziare la lotta all’evasione fiscale, che nel campo dell’edilizia è molto alta. Ma vediamo meglio cos’è IVA Reverse Charge 2018 su edilizia e come funziona.

IVA Reverse Charge su edilizia cosa significa

Cosa significa IVA Reverse Charge su edilizia? In pratica, che l’Iva reverse charge sarà applicata a quei campi del settore edile come operazioni come pulizia, operazioni di demolizione, lavori di installazione di impianti e lavori di completamento relativi agli edifici.

Più precisamente, il riferimento normativo del reverse charge IVA in Italia è rappresentato dall’articolo 17, commi 5 e 6 del dpr 633/1972 (c.d. «decreto IVA»). Di recente, quest’ultimo è stato ampiamente riformato per effetto dell’introduzione dello spesometro trimestrale tramite D.L. 193/2016. Occorre comunque dire che tale riforma non ha toccato la parte relativa al reverse charge.

IVA Reverse Charge su edilizia 2018 cos’è

Abbiamo detto che IVA Reverse change significa appunto conversione contabile. Ciò in quanto si sposta l’aggravio dell’IVA su un soggetto considerato tradizionalmente fiscalmente più affidabile. Vale a dire il consumatore finale rispetto al venditore. Ovvero, non sarà più il fornitore a dover pagare l’IVA, includendola nel prezzo finale del suo bene o servizio venduto come avveniva prima. Bensì chi li acquista. Che dunque avrà tutto l’interesse a dichiarare l’IVA e avere così uno sconto su quanto pagato.

IVA Reverse Charge su edilizia 2018 come funziona

Come funziona IVA Reverse Charge su edilizia 2018? La legge prevede che, applicando tale strumento, il fornitore di beni o servizi non deve evidenziare in fattura l’imposta sul valore aggiunto, ma quest’ultima deve essere integrata dal destinatario della prestazione. Quest’ultimo si occupa del versamento al Fisco dell’IVA e matura così il diritto alla detrazione come se l’imposta fosse stata addebitata dal cedente/prestatore.

Ricapitolando, Iva reverse charge edilizia 2018 funziona così:

Una fattura gestita secondo la legge del Reverse Charge deve essere registrata secondo lo schema che vado a proporre e spiegare

  • Si integra la fattura con l’esposizione dell’IVA
  • Si registra la fattura nel registro acquisti
  • Si registra l’autofattura ex art. 17 c. 6 DPR 633/72 nel registro vendite per rendere l’operazione neutra ai fini IVA. E’ un movimento che deve avvenire solo ai fini IVA ma non ai fini del reddito. In questo modo gli obblighi IVA sono stati “invertiti” a carico dell’acquirente così come richiede la normativa vigente

IVA Reverse Charge edilizia un esempio

Facciamo un esempio per capire meglio cos’è IVA Reverse Charge 2018 su edilizia. Mettiamo caso che si verifichi un’operazione di vendita tra 2 parti in cui l’acquirente è soggetto passivo dell’imposta. Vale a dire che soddisfa i tre presupposti soggettivo, oggettivo e territoriale ai fini IVA.

La fattura viene emessa per euro mille con codice di esenzione IVA articolo 17.

Il venditore emetterà quindi una fattura senza addebito IVA. Quindi in contabilità si registrerà il seguente articolo in partita doppia:

Credito verso Azienda Alfa a Ricavi per cessione di beni/prestazione di servizi

Da parte sua, chi acquista invece riceverà una fattura da euro 1.000 ma la registrerà integrandola con l’IVA, che mettiamo caso sia del 22%. Quindi, egli registrerà 2 operazioni: l’acquisto e l’autofattura.

Si troverà quindi a registrare la seguente scrittura in partita doppia:

Merci conto acquisti e IVA su acquisti a Fornitore esente Reverse charge IVA

Per l’autofattura, invece, procederà così:

Cliente per autofattura a Vendite fittizie di merci e IVA su vendite.

Quindi, come si evince da questo esempio, chi acquista evidenzia l’IVA sia in dare che in avere, neutralizzando così l’operazione. Il reverse charge IVA emerge all’atto dell’emissione dell’autofattura, così che sia il destinatario a corrispondere l’IVA all’Erario e non il fornitore di beni e servizi.

Cosa sarebbe accaduto senza reverse charge? Ci sarebbe stata una fattura comprensiva di IVA e sarebbe stata versata al fornitore. Poi sarebbe stato compito di quest’ultimo versarla all’Erario (ma lo avrebbe fatto?), mentre l’acquirente l’avrebbe portata in detrazione. Con l’inversione contabile, invece, entrambi questi oneri versano sull’acquirente. Che ha anche tutto l’interesse a praticarli, come detto, per averci un ritorno economico. Invece per il fornitore, ovviamente, la dichiarazione Iva è solo una perdita.

L’acquirente con il reverse charge addebiterà l’IVA sulla cessione al consumatore finale, il soggetto passivo vero e proprio dell’imposta.

IVA reverse charge quando si applica

Quando si applica Iva reverse charge 2018? Negli scambi comunitari, anche al fine di evitare le cosiddette «frodi carosello». Nel nostro Paese e più in generale nell’Unione europea, però, il reverse charge ha avuto maggiore applicazione nel campo dell’edilizia. Tra i settori economici che maggiormente patiscono l’evasione fiscale da parte dei suoi operatori.

Il reverse charge IVA nel campo dell’edilizia rappresenta però solo uno dei diversi ambiti di applicazione del meccanismo di inversione contabile. Ecco gli altri campi di applicazione, come previsto dai commi 5 e 6 dell’articolo 17 del dpr 633/1972:

  • cessioni imponibili di oro da investimento
  • cessioni di materiale d’oro
  • cessioni di prodotti semilavorati o di purezza pari o superiori a 325 millesimi
  • prestazioni di servizi, compresa la prestazione di manodopera, rese nel settore edile da soggetti subappaltatori nei confronti delle imprese che svolgono l’attivita’ di costruzione o ristrutturazione di immobili ovvero nei confronti dell’appaltatore principale o di un altro subappaltatore (escluse le prestazioni di servizi rese nei confronti di un contraente generale a cui venga affidata dal committente la totalità dei lavori)
  • cessioni di fabbricati o di porzioni di fabbricato di cui ai numeri 8-bis) e 8-ter) del primo comma dell’articolo 10 per le quali nel relativo atto il cedente abbia espressamente manifestato l’opzione per l’imposizione
  • cessioni di apparecchiature terminali per il servizio pubblico radiomobile terrestre di comunicazioni soggette alla tassa sulle concessioni governative di cui all’articolo 21 della tariffa annessa al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 641, come sostituita, da ultimo, dal decreto del Ministro delle finanze 28 dicembre 1995, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 303 del 30 dicembre 1995, nonche’ dei loro ’componenti ed accessori
  • cessioni di personal computer e dei loro componenti ed accessori
  • cessioni di materiali e prodotti lapidei, direttamente provenienti da cave e miniere.

In questi casi, la legge prevede che:

al pagamento dell’imposta e’ tenuto il cessionario, se soggetto passivo d’imposta nel territorio dello Stato. La fattura, emessa dal cedente senza addebito d’imposta, con l’osservanza delle disposizioni di cui agli articoli 21 e seguenti e con l’annotazione «inversione contabile» e l’eventuale indicazione della norma di cui al presente comma, deve essere integrata dal cessionario con l’indicazione dell’aliquota e della relativa imposta e deve essere annotata nel registro di cui agli articoli 23 o 24 entro il mese di ricevimento ovvero anche successivamente, ma comunque entro quindici giorni dal ricevimento e con riferimento al relativo mese; lo stesso documento, ai fini della detrazione, e’ annotato anche nel registro di cui all’articolo 25.”

Iva reverse charge, come disposto dalla normativa, si applica dunque “a prescindere dalla circostanza delle prestazioni, dal subappaltatore nei confronti delle imprese che svolgono l’attività di costruzione o ristrutturazione di immobili ovvero nei confronti dell’appaltatore principale o di un altro subappaltatore e nei confronti di un contraente generale a cui venga affidata dal committente la totalità dei lavori”.

Inoltre, il reverse charge non fa distinguo in base alla tipologia di contratto stipulato tra le varie parti o dal tipo di attività esercitata.

L’Agenzia delle Entrate ha anche precisato cosa si intende per “edificio”:

un sistema costituito dalle strutture edilizie esterne che delimitano uno spazio di volume definito, dalle strutture interne che ripartiscono detto volume e da tutti gli impianti e dispositivi tecnologici che si trovano stabilmente al suo interno; il termine può riferirsi a un intero edificio ovvero a parti di edificio progettate o ristrutturate per essere utilizzate come unità immobiliari a sé stanti”.

Cosa significa ciò? Che Iva reverse charge è destinata per lavori sia per fabbricati ad uso abitativo che a quelli strumentali. Compresi gli edifici di nuova costruzione o in corso di costruzione rientranti nella categoria catastale F3 e le “unità in corso di definizione” rientranti nella categoria catastale F4.

Non sono considerarti edifici e quindi esclusi dall’inversione contabile IVA le prestazioni di servizi per terreni, parti del suolo, parcheggi, piscine, giardini. Salvo il caso in cui essi non integrino l’edificio stesso.

Iva reverse charge 2018 quali lavori rientrano

Quali prestazioni rientrano nella Iva reverse charge 2018 per edilizia? La Legge di Stabilità 2015 ha ampliato tale disposizione non solo al subappalto, ma pure ad appalti e contratti d’opera.

Iva reverse charge non può invece essere applicata in questi casi:

  • preparazione del cantiere
  • trivellazione e perforazione
  • realizzazione di coperture
  • noleggio a caldo di attrezzature e macchinari.

Cosa significa tutto questo? Che l’Inversione contabile diventa obbligatoria quando si manifesta un rapporto tra soggetti professionali con partita IVA e la prestazione svolta riguardi uno dei servizi visti in precedenza. Particolarmente apprezzata sembra la sua esclusione dai servizi di pulizia, tanto per le imprese quanto per gli studi professionali.

Per quanto concerne i lavori di demolizione, installazione di impianti e completamento di edifici edifici, l’applicazione del reverse charge viene individuata tramite sezione F della tabella Ateco 2007.

Iva reverse charge edilizia 2018 quali servizi sono inclusi

Quali servizi sono soggetti obbligatoriamente ad Iva reverse charge 2018? Per saperlo, ci viene in soccorso la succitata sezione F della tabella Ateco 2007:

  • pulizia di nuovi edifici post costruzione
  • pulizia a vapore, sabbiatura, e attività simili per pareti esterne di edifici
  • pulizia generale (non specializzata) di edifici
  • altre attività di pulizia specializzata di edifici e di impianti e macchinari industriali
  • servizi di disinfestazione

Per quanto concerne la demolizione, sono escluse la demolizione di altre strutture.

Per quanto concerne invece l’installazione di impianti, troviamo incluse le seguenti operazioni (per ciascuna di esse, ove previsto, si intende anche la manutenzione e la riparazione):

  • installazione di impianti elettrici in edifici o in altre opere di costruzione
  • installazione di impianti elettronici
  • installazione di impianti idraulici, di riscaldamento e di condizionamento dell’aria in edifici o in altre opere di costruzione
  • installazione di impianti per la distribuzione del gas
  • installazione di impianti di spegnimento antincendio
  • installazione di impianti di depurazione per piscine
  • installazione di impianti di irrigazione per giardini
  • installazione, riparazione e manutenzione di ascensori e scale mobili
  • lavori di isolamento termico, acustico o antivibrazioni
  • altri lavori di costruzione e installazione n.c.a

Per quanto invece riguarda i servizi di completamento dei lavori, sono ricompresi i seguenti servizi:

  • intonacatura e stuccatura
  • posa in opera di casseforti, forzieri, porte blindate
  • posa in opera di infissi, arredi, controsoffitti, pareti mobili e simili
  • rivestimento di pavimenti e di muri
  • tinteggiatura e posa in opera di vetri
  • attività non specializzate di lavori edili – muratori (esclusa la costruzione)
  • altri lavori di completamento e di finitura degli edifici n.c.a.

Non solo edilizia: IVA reverse charge anche per Hi tech

Gradualmente, IVA reverse charge è stato allargato sempre a più ambiti. Proprio per ridurre il più possibile l’evasione fiscale sull’Iva. Quindi, anche al settore Hi-Tech da maggio 2016. Quindi anche in sede di acquisto di pc portatili, tablet e console per videogame. Del resto, l’Hi tech è un settore che non conosce crisi ed è l’unico che regge anche nei momenti più drammatici di recessione. La novità è stata introdotta dalle direttive europee 2013/42/UE e 2013/43/UE, che hanno modificato la disciplina reverse charge IVA prevista dal d.p.r. 633/1972.

Si tratta comunque di disposizioni a carattere temporaneo in quanto la normativa comunitaria ha validità fino al 31 dicembre 2018. Poi si deciderà se prorogarla o meno, anche in base al successo o fallimenti conseguito.

Perchè tale normativa è entrata in vigore dal 2 maggio 2016? Occorre innanzitutto dire che le nuove regole si applicheranno solo nei rapporti B2B (acronimo di “business to business”). Ma i professionisti ed operatori del settore vogliono verificarne gli effetti sui consumatori finali, con particolare riferimento al caso del consumatore finale con partita IVA.

Infatti si rischia una certa confusione normativa.

In Italia l’allargamento dell’IVA Reverse charge all’Hi tech è come detto entrata in vigore dal 2 maggio maggio 2016 su console da gioco, tablet, Pc e laptop. Ma anche per le cessioni di dispositivi a circuito integrato, come microprocessori e unità centrali di elaborazione. Poste in essere, però, ancor prima della loro installazione in beni immessi sul mercato dei consumatori finali.

Per applicare correttamente la normativa sul reverse charge IVA 2018 bisognerà fare riferimento alla circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 59/E/2010 (puoi leggerla qui) emessa in seguito all’entrata in vigore del reverse charge su cellulari e microprocessori. Stando a questa circolare, il regime del reverse charge IVA si applica solo fino alla fase immediatamente precedente al commercio al dettaglio.

Cosa significa ciò? Che gli acquisti di pc portatili, tablet e console per videogame saranno soggetti a regime IVA ordinario se però acquistati solo per un utilizzo strumentale in proprio (nonostante l’acquirente sia un soggetto passivo IVA a tutti gli effetti).

Ci sono però dei distinguo da fare in base alle categorie merceologiche. Per i tablet, la disposizione prevede che essi debbano essere dotati di sistemi operativi che li facciano funzionare come personal computer. Evidentemente, con ciò si vuole far sì che i tablet siano utilizzati per scopi professionali e non per esclusiva attività ludica.

Per i Pc è invece prevista la permanenza nel regime ordinario di applicazione dell’IVA, salvo come detto i pc portatili (laptop) o i tablet pc. Quindi, l’Agenzia delle entrate ha negato il reverse charge Iva per questa tipologia di strumenti informatici.

Iva reverse charge: altri campi di applicazione

A parte per edilizia e Hi tech, Iva reverse charge 2018 è prevista per altri campi di applicazione, quali:

  • cessioni imponibili di oro da investimento
  • cessioni di materiale d’oro
  • cessioni di prodotti semilavorati o di purezza pari o superiori a 325 millesimi
  • alle cessioni di fabbricati o di porzioni di fabbricato di cui ai numeri 8-bis) e 8-ter) del primo comma dell’articolo 10 per le quali nel relativo atto il cedente abbia espressamente manifestato l’opzione per l’imposizione
  • alle cessioni di apparecchiature terminali per il servizio pubblico radiomobile terrestre di comunicazioni soggette alla tassa sulle concessioni governative, nonche’ dei loro ’componenti ed accessori
  • alle cessioni di materiali e prodotti lapidei, direttamente provenienti da cave e miniere
  • rottami, cascami e avanzi di metalli ferrosi e così via
  • cessioni di gas e di energia elettrica a un soggetto passivo rivenditore;
  • cessioni di beni effettuate nei confronti di ipermercati, supermercati e discount alimentari;
  • cessioni di bancali in legno (pallet) recuperati ai cicli di utilizzo successivi al primo

Iva reverse charge Google Adsense

Il meccanismo del reverse charge Iva si applica anche per i pagamenti elargiti da Google Adsense per quanti inseriscono i banner sui propri siti o blog. Tali annunci pubblicitari producono introiti in denaro che per essere incassati dal titolare del sito, devono essere fatturati con l’inversione contabile.

Come funziona il reverse charge con Google AdSense? Google avendo sede legale in Irlanda, segue la legge fiscale in materia di IVA irlandese e quindi come un qualsiasi altro soggetto comunitario, per cui i servizi pubblicitari forniti a Google Adsense sono soggetti al meccanismo di reverse charge, secondo il quale l’IVA viene assolta dal destinatario, ossia da Google Adsense.

Quindi, il soggetto italiano titolare di Partita IVA emette la fattura senza IVA e la spedisce in Irlanda a Google Adsense, che essendo soggetta a normativa irlandese, non è tenuta a pagare l’IVA al proprio fornitore di servizi italiano. Il soggetto italiano non è tenuto né a versare e né ad incassare l’IVA , ma neppure a versarla allo Stato italiano. Per questo dovrà provvedere Google in Irlanda.

Sulla fattura emessa dal soggetto italiano dovrà essere riportata la seguente dicitura: “Operazione soggetta all’inversione contabile o VAT reverse charge in base all’art. 7-ter del DPR 633/72 assolta dal destinatario, Google Ireland, in conformità all’art 196 della Direttiva 2006/112/CE del Consiglio dell’Unione Europea e della Direttiva 2008/8/CE”.

Iva reverse charge edilizia 2018 riferimenti normativi

Ecco le disposizioni normative di riferimento riguardo Iva reverse charge applicata ad edilizia:

  • Legge 296/2006 (Legge Finanziaria 2007)
  • circolare Agenzia delle Entrate numero 59/E del 23 dicembre 2010
  • Legge 190/2014 (Legge di Stabilità 2015)
  • circolare dell’Agenzia delle Entrate numero 14/E del 27 marzo 2015
  • circolare Agenzia delle Entrate numero 37/E del 22 dicembre 2015
  • Decreto Legislativo numero 24/2016 sul reverse charge IVA in materia di console da gioco, tablet, Pc e laptop.

Iva Reverse charge edilizia 2018 e bollo fatture

Quanti rientrano nella Iva reverse charge 2018 sono tenuti al bollo fattura? No, l’imposta di bollo fatture da 2 euro non va versato anche se l’importo della fattura dovesse superare i 77,47 euro. Ciò è previsto dall’articolo 1 comma 629 della Legge di Stabilità 2015.

Pertanto, il prestatore/cedente deve fatturare senza addebitare l’IVA ed inserire nella fattura l’apposita dicitura che prevede l’applicazione del regime di inversione contabile e senza apporre l’imposta di bollo, per la quale va indicata: “Operazione esente da imposta di bollo e senza addebito dell’ IVA ai sensi dell’art.17DPR.633/72 – Inversione contabile –“. in seguito, dovrà annotarla nel registro fatture emesse e riportarla nella comunicazione dei dati IVA e della dichiarazione IVA.

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