Italicum, la nuova legge elettorale: ecco come si voterà

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L’Italicum, la nuova legge elettorale che succede al Mattarellum (1994, 1996, 2001) e al Porcellum (2006, 2008, 2013) è quasi realtà. Ma cosa prevede? E in che modo si eleggeranno i prossimi deputati? Cerchiamo di riassumere in pochi minuti i punti fondamentali della riforma.

Soglie di sbarramento

I seggi saranno distribuiti su base nazionale in via proporzionale, ma le soglie di sbarramento potrebbero impedire ai partiti più piccoli di entrare in Parlamento. Per poter sedere sui banchi sarà infatti necessario ottenere almeno il 4,5% dei voti per i partiti in coalizione, l’8% per i partiti non coalizzati, il 12% per le coalizioni.

Circoscrizioni

Spariscono le 27 circoscrizioni attuali, sostituite da 120 collegi (ognuno comprenderà circa 500 mila abitanti), in cui presentare mini liste bloccate (pertanto, niente preferenze) con 3 – 6 candidati. L’intenzione è permettere la stampa dei nomi dei candidati in lista direttamente sulla scheda elettorale, garantendo un più vicino collegamento tra elettori e potenziali eletti.

Premio di maggioranza

Se il partito o la coalizione più votata dovesse ottenere almeno il 37% dei voti, otterrà un premio di maggioranza massimo del 15%: pertanto, il partito o la coalizione più votata potrebbe arrivare a ottenere la maggioranza assoluta di almeno il 52%. In ogni caso, il premio di maggioranza non potrà permettere ai partiti o alle coalizioni vincitrici di arrivare oltre il 55%.

Doppio turno

Se nessun partito o nessuna coalizione arrivasse al 37% scatterebbe il secondo turno elettorale per assegnare il premio di maggioranza. Accederebbero al secondo turno solo di due partiti o le due coalizioni più votati al primo turno, e il vincente otterrà un premio di maggioranza tale da arrivare al 53% dei seggi. Tra il primo e il secondo turno non sono possibili nuove alleanze.

Scenari futuri

Stando così la legge elettorale, gli scenari futuri sembrano essere molteplici. Tra i vari effetti che l’Italicum potrebbe portare vi sarebbe la riconduzione dei piccoli partiti all’interno delle coalizioni, considerato che, altrimenti, potrebbero non arrivare a un seggio in Parlamento. Si considera ancora come, attualmente, è ben difficile che un partito o una coalizione possano autonomamente raggiungere il 37% delle preferenze, con la conseguenza di portare a doppio turno il Pd (probabile) e uno tra Forza Italia o M5S. Considerato che manca ancora un po’ di tempo alle possibili elezioni, è tuttavia ovvio che lo scacchiere dei partiti politici possa gradualmente muoversi…

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