Italiani sempre più poveri, ecco come cresce il disagio sociale

Secondo quanto afferma il rapporto Unimpresa, gli italiani sono sempre più poveri. Certo, probabilmente non era necessario attendere i risultati dell’ultima osservazione del Centro Studi, ma una ulteriore “ufficializzazione” formale del critico stadio delle economie familiari italiane non può che contribuire a tingere di oggettivo pessimismo un inizio 2015 che pare particolarmente critico.

In maniera più dettagliata, il Centro Studi di Unimpresa afferma che – sulla base delle sue elaborazioni dei dati Istat – il numero degli italiani che “non ce la fanno” è cresciuto di quasi mezzo milione di unità. Con la conseguenza statistica di condurre il totale dell’area di disagio sociale (che comprendeva ben 9,21 milioni di persone nel terzo trimestre del 2014) verso quota 10 milioni di unità, in incremento di oltre 5 punti percentuali rispetto all’anno precedente.

Stando a quanto afferma Unimpresa, ai 3 milioni di persone disoccupate andrebbero aggiunti i lavoratori con un contratto a tempo determinato part time (677 mila persone) e a tempo pieno (1,74 milioni), oltre ai lavoratori autonomi part time (813 mila), i collaboratori (375 mila) e infine quelli con i contratti a tempo indeterminato part time (2,5 milioni).

Sempre secondo le elaborazioni del Centro Studi, in un solo anno ben 466 mila persone sono entrate nell’area definita di “disagio sociale”. Il deterioramento del mercato del lavoro non avrebbe come conseguenza solamente l’espulsione degli occupati, bensì anche la mancata stabilizzazione dei lavoratori precari e il crescere dei contratti atipici.

Tant’è che – ricordava in un suo approfondimento il quotidiano La Repubblica – “nel terzo trimestre dello scorso anno i disoccupati erano in totale 2,84 milioni: 1,48 milioni di ex occupati, 596mila ex inattivi e 763mila in cerca di prima occupazione. A settembre 2014 i disoccupati risultano in aumento del 5,8% rispetto all’anno precedente (+166mila persone). In calo gli inattivi: -19mila unità (-3,2%) da 596mila a 577mila. In aumento di 51mila unità gli ex occupati da 1,48 milioni a 1,53 milioni (+3,4%). Salgono anche le persone in cerca di prima occupazione, in aumento di 134mila unità da 763mila a 897mila (+17,6%). In forte aumento anche il dato degli occupati in difficoltà: erano 5,9 milioni a settembre 2013 e sono risultati 6,2 milioni a settembre scorso”.

Per quanto attiene i contratti a termine, quelli part time sarebbero cresciuti di 60 mila unità a quota 677 mila, con un incremento del 9,7%, mentre i contratti a termine full time sono cresciuti di 92 mila unità da 1,65 milioni a 1,74 milioni (+ 5,6%). Sono risultati in crescita anche i contratti di collaborazione (+ 18 mila unità, + 5%) così come i contratti a tempo indeterminato part time (+ 4%, + 99 mila unità) e gli autonomi part time (+ 31 mila unità, + 4%).