Italia: paradiso fiscale?

Il titolo dell’odierno approfondimento potrebbe essere una provocazione in netta contraddizione con la realtà quotidiana che tutti noi viviamo di Paese con un elevata tassazione. Eppure, a ben vedere, esiste una particolare nicchia nel nostro ordinamento fiscale che al momento risulta essere molto più agevolata rispetto ai principale Paesi, nostri partner europei. E, a detta di molti esperti, tale distorsione sarà oggetto di revisione da parte del Governo che purtroppo, come tutti noi sappiamo, è bisognoso di fare cassa.

Ora, soprattutto se ne avete avuto esperienza diretta, avrete probabilmente capito che sto parlando della tassa di successione, unica in Europa al 4% contro aliquote media UE che sfiorano il 15%, con franchigie medie di € 300.000 (mentre l’Italia si distingue per una franchigia addirittura di 1 milione di euro).

Per agevolare la vostra conoscenza delle norme che riguardano i nostri principali partner europei ho realizzato per voi queste Slide, di seguito disponibili: slide 1, slide 2, slide 3, slide 4.

Avrete notato la forte discrepanza tra le nostre aliquote e quelle presenti in Europa, fino ad arrivare al caso limite inglese con aliquota del 40% e franchigia di 325.000 sterline (al cambio attuale circa € 415.000). Molte testate giornalistiche avevano previsto come imminente la revisione della tassa di successione italiana già con la Legge di stabilità 2014 ma il Governo preferisce, evidentemente, giocarsi tale carta per il 2015.

Tale processo di modifica dovrebbe avvenire gradualmente. In sostanza si prevede che l’aliquota venga alzata gradualmente con piccoli ritocchi: il primo ritocco dovrebbe portarla al 5% ma con una riduzione drastica della franchigia alla media europea di circa €250.000/300.000 dall’attuale 1 milione di euro per eredi in linea retta (figli,coniuge..).

Per il mio lavoro di consulente, molto spesso mi viene richiesta un analisi SAG (servizio di analisi generazionale) sia da parte di imprenditori che da privati. Il consiglio è pensare per tempo alla pianificazione successoria e fiscale in modo da evitare che qualcun altro, oppure lo Stato decida per noi e di conseguenza lasciare ai nostri eredi balzelli pesanti da pagare.

Anche se molto lentamente, ci stiamo recando verso una maggiore integrazione fiscale europea e pare un ragionamento logico e scontato pensare che tali aliquote dovranno convergere alla media UE molto più alta.

Esiste però una notizia positiva è cioè che nella maggior parte dei Paesi UE i prodotti Previdenziali/assicurativi/caso Morte sono esenti da imposte di successione ed anche in Italia siamo tutelati in tal senso da una norma del Codice Civile (Articolo 1920 terzo comma). Pertanto sarebbe una soluzione semplice valutare con il proprio consulente, prodotti adeguati alle proprie esigenze in questa area di investimento.

Altre attività esenti da imposte di Successione sono ad esempio i Titoli di Stato.

Non lasciamo che altri decidano cosa fare del nostro patrimonio pensiamoci per tempo!

Effettuate subito, con esperti un analisi della vostra situazione patrimoniale personale ed aziendale e successivamente cercate gli strumenti più adatti per tutelarvi.