Italia fuori dalla crisi: i dati ISTAT sono positivi

L’Italia è fuori dalla crisi? A giudicare dalle ultime rilevazioni dell’Istat su inflazione e Pil, ci sono buone speranze che le cose stiano così. Il maggiore istituto di statistica italiano ha pubblicato i dati sull’indice di prezzi al consumo di maggio e sul Prodotto Interno Lordo del primo trimestre.

L’economia dell’Italia cresce, seppur di pochissimo, e fa segnare nel primo trimestre uno striminzito +0,3% su base annua. Il differenziale è vicino allo zero ma ci si aspettava un inversione di tendenza (banalmente, la scomparsa del segno meno) dunque si tratta di una buona notizia.

Buone nuove anche sul fronte dell’inflazione. A maggio, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, i prezzi del paniere sono aumentati dello 0,2%. E’ un dato importante, dal momento che senza un’adeguata spinta inflattiva è praticamente impossibile pensare alla crescita economica. Certo, siamo ancora ben lontani dal target del 2% (la Bce sta lavorando proprio per raggiungere questo obiettivo) ma siamo di fronte a un passo in avanti rispetto al -0,1% rilevato da aprile

Il discorso sull’inflazione è comunque complesso, dal momento che i numeri cambiano – e di tanto – in base al paniere che viene utilizzato. Anche perché sono i carburanti a influire maggiormente, e lo hanno fatto anche negli ultimi mesi: il brusco calo delle quotazioni del petrolio ha catapultato l’Europa nel circolo vizioso della deflazione. Eppure, se escludiamo i carburanti – che dipendono dall’oro nero – il “carrello della spesa”, in quanto a inflazione, non se la passa affatto male, facendo segnare un buon +0,8%.

Le cattive notizie però non mancano. Sempre nel primo trimestre 2015, i consumi sono calati dello 0,1% rispetto allo stesso periodo del 2014. Questo dato dimostra soprattutto una carenza di fiducia da parte degli italiani che, convinti che la crisi non sia ancora alle spalle, risparmiano in attesa di tempi migliori. Ovviamente, a incidere è anche la scarsità di risorse a disposizione. Il riferimento è al tasso di disoccupazione, ancora molto alto (e a quella giovanile, estremamente alta) e alla diffusione dei contratti precari, che limitando le certezze riducono sfavoriscono gli acquisti.

E’ bene contestualizzare i dati dell’Istat. Per quanto riguarda l’inflazione, tutti i paesi industrializzati sono sulla stessa barca (la ragione è sempre quella, il petrolio). Per quanto riguarda la crescita, c’è poco di cui festeggiare. Passi il confronto con le economie emergenti, come India e Cina, per definizione in forte crescita, ma persino gli Stati Uniti ci surclassano. Il Pil Usa viaggia al 3% annuo, gli statunitensi possono affermare di essere usciti dalla crisi. L’Italia, no.

Responsabilità: Tutti gli autori, i collaboratori e i redattori degli articoli pubblicati su webeconomia.it esprimono opinioni personali. Tutte le assunzioni e le conclusioni fatte nei post ed ulteriori analisi di approfondimenti sugli strumenti finanziari (valute, azioni, criptovalute, materie prime, indici) sono soggettive e non devono essere considerate come incentivi e/o raccomandazioni all'investimento. Le analisi e le quotazioni degli strumenti finanziari sono mostrate al solo scopo di informare e non per incentivare le attività di trading o speculazione sui mercati finanziari. Lo staff di webeconomia.it e gli autori degli articoli non si ritengono dunque responsabili di eventuali perdite di denaro legate ad attività di investimento. Lo staff del sito e i suoi autori dichiarano di non possedere quote di società, azioni o strumenti di cui si parla all'interno degli articoli. Leggendo i contenuti del sito l'Utente accetta esplicitamente che gli articoli non costituiscono "raccomandazioni di investimento" e che i dati presentati possono essere non accurati e/o incompleti. Tutte le attività legate agli strumenti finanziari e ai mercati come il trading su azioni, forex, materie prime o criptovalute sono rischiose e possono comportare perdita di capitali.
Giuseppe Briganti, 1987. Nato a Reggio Calabria, blogger, laureato in Scienze della Comunicazione e Comunicazione Istituzionale e d’Impresa, sempre con il massimo dei voti. Appassionato di politica, economia, narrativa, ho cominciato a scrivere quando ho realizzato che pensare non mi bastava. Concepisco la scrittura come dialogo, battaglia tra idee e visioni del mondo. Consapevole che una verità unica ed eterna non esiste, mi piace persuadere il prossimo e, quando un’idea altrui mi conquista, farmi persuadere. Nella mia vita professionale ho scritto di qualsiasi argomento, ma trovo particolare piacere a scrivere di economia. Sono un attivista politico e ho collaborato durante la campagna elettorale con il candidato sindaco di Reggio Calabria per il centrosinistra.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here