Istat: povertà assoluta per 4 milioni di italiani

L’Istat ha presentato ieri il “Rapporto sulla povertà in Italia” relativo al 2014. Da questi emerge che 1 milione 470 mila famiglie residenti nel nostro Paese (pari al 5,7% del totale) si trovano in una condizione di povertà assoluta. Stiamo parlando di 4 milioni e 102 mila persone (pari al 6,8% della popolazione).

povertà assoluta in Italia
Indice di povertà in Italia. Sconcertanti i dati ISTAT

Quasi la metà dei poveri assoluti vivono nel Mezzogiorno

L’Istituto di Statistica, per voce di Cristina Freguja, ha presentato i suddetti dati nel corso dell’audizione alla Camera davanti alle commissioni Lavoro e Affari Sociali per il ddl povertà, sottolineando come il problema sia maggiormente sentito nelle regioni del Sud Italia, dove vivono in situazioni di povertà 704 mila famiglie (pari all’8,6% del totale), ovvero 1,9 milioni di individui (il 45,5% del numero complessivo dei poveri assoluti residenti in Italia). Risultano particolarmente colpiti i nuclei familiari composti da cinque o più membri (16,4%), soprattutto se coniugi con tre o più figli (16%), e le famiglie con componenti aggregati (11,5%).

Rispetto ai due anni precedenti, 2012 e 2013, si è registrato un peggioramento generalizzato della condizione economica. Mediamente c’è stata infatti una crescita della povertà di circa due punti percentuali a livello di nucleo familiare: si è passati dal 3,4% al 4,4% nelle regioni del Nord, dal 3,6% al 4,9% nelle regioni del Centro, e dal 5,1% al 10,1% nelle regioni meridionali.

Prestazioni assistenziali

L’84% dei soggetti che beneficiano delle primarie prestazioni assistenziali contemplate dal sistema socio-assistenziale italiano è formato da persone anziane (il 39% delle quali vive da solo e il 23% in coppia). L’Istat ha sottolineato come il welfare italiano sia solo in parte rivolto al contrasto della povertà in quanto non si indirizza in modo precipuo ai soggetti deboli (persone con disabilità, famiglie e infanzia, esclusione sociale, etc.) che si trovano in situazioni di crisi finanziaria. Le politiche di intervento in favore dei poveri rientrano principalmente nel campo degli strumenti di sostegno al reddito di particolari categorie di popolazione. L’assistenza mira infatti a far diminuire “l’esposizione al rischio di povertà delle persone sole e delle coppie senza figli, specialmente in età avanzata, ma è meno in grado di sostenere le coppie con figli minori e le famiglie numerose con almeno cinque componenti“.
E non è tutto. Ai fini del contrasto alla povertà e della protezione sociale dei soggetti deboli il BelPaese spende meno della media europea. La percentuale di spesa pubblica destinata a questo scopo ammonta infatti al 10,4% del totale della spesa sociale, mentre la media Ue è del 28 per cento.

Il problema dei soggetti senza fissa dimora

L’Istituto di Statistica ha affrontato anche il tema degli individui senza dimora. Nel 2014 ben 50 mila 724 persone hanno usufruito, nel corso dei mesi di novembre e dicembre, di un servizio di mensa o di accoglienza notturna nei 158 comuni in cui è stata fatta l’analisi. Si tratta del 2,43 per mille della cittadinanza legittimamente registrata nei comuni presi in esame, numero in crescita rispetto al 2011 quando ammontava al 2,31 per mille (pari a 47 mila 648 individui). Circa il 56% dei senza fissa dimora si muove nelle regioni di Nord Italia. Analizzando i dati per aree scopriamo che, rispetto a tre anni prima, c’è stato un calo nel Nord- Est (dove si è passati dal 19,7% al 18%), mentre si è avuto un incremento al Sud (dall’8,7% all’11,1%). Per quanto riguarda, infine, la tipologia di persone si evidenzia che sono principalmente uomini (85,7%), stranieri (58,2%), con meno di 54 anni (75,8%) e con basso titolo di studio.