Istat, i dati di marzo 2016: più fiducia dei consumatori, meno per le imprese

L’ Istat fa sapere che i dati del mese di marzo 2016, riportano un miglioramento per i consumatori, che rispetto alle imprese hanno più fiducia, nonostante i vari problemi che l’Italia sta attraversando.

Gli indici Istat, come riportano le notizie ufficiali, attualmente registrano un aumento dai 114,5 punti di febbraio a 115 per i consumatori, mentre invece a registrare un calo di non poca importanza, sono le aziende, che da 103,2 passano invece a 100,1.

Quelli dell’Istituto di Statistica sono dati che risalgono alle prime due settimane del mese di marzo 2016, dunque risalenti al periodo antecedente gli attentati di Bruxelles che purtroppo hanno improvvisamente cambiato l’opinione pubblica su molti aspetti dell’Europa e dell’Italia.

Istat: più fiducia nella manifattura

L’Istat fa sapere che la fiducia per le aziende, pare sia in aumento soltanto nel settore della manifattura, (l’aumento è lieve, da 102 a 102,2), mentre un calo molto più considerevole è rappresentato dal settore dei servizi (se i dati riportavano un valore di 106,5, ora i dati riportano 103,2).

Come testimoniano le recenti statistiche, pare che nelle imprese manifatturiere, abbiano più valore i giudizi sugli ordini: le stime riferite alla fiducia dei consumatori riguardo all’economia del presente, è in aumento, (rispettivamente, a 142,9 da 141,8, a 111,1 da 110,7 e a 120,6 da 120,4), mentre la componente personale registra una leggera flessione (a 105,7 da 105,8).

Migliorano sia i giudizi sia le aspettative sull’attuale situazione economica del Paese (a -34 da -37, e a 5 da 4, rispettivamente).

Per quanto riguarda invece i giudizi sui prezzi in riferimento alla situazione degli scorsi 12 mesi, e in riferimento a ciò che potrebbe accadere durante il prossimo anno, sono in calo: a -36 da -26 e a -30 da -20.

Istat: la disoccupazione continua a preoccupare gli italiani

Le attese di disoccupazione invece sono considerate sempre con lo stesso giudizio rispetto al mese precedente, il saldo rimane infatti stabile a 12; mentre i giudizi migliorano riguardo agli ordini nelle imprese manifatturiere (a -13 da -14), rimangono stabili le attese sulla produzione (a 9), mentre i giudizi sulle scorte passano a 4 da 3.

istat consumi

L’Istat riferisce che nelle costruzioni peggiorano i giudizi sugli ordini e/o piani di costruzione (a -37 da -35), mentre a rimanere stabili sono le attese sull’occupazione (a -7), nei servizi calano i giudizi e le attese sugli ordini (a -1 da 7 e a 2 da 7, i rispettivi saldi).

L’economia italiana pare invece sia oggetto di attenzione positiva dal momento che l’Istat ha registrato un miglioramento delle attese sul mercato nazionale (a 7 da 5), mentre nel commercio al dettaglio peggiora il saldo dei giudizi sulle attuali vendite (a 5 da 13), è invece in aumento il saldo delle vendite future, (a 28 da 19); in accumulo sono giudicate le scorte di magazzino (a 11 da 4).

I “gufi”: ecco la vacillante la considerazione sull’economia italiana

Chi sono i “gufi” e gli “anti-gufi”?: si tratta di simpatici termini legati all’economia italiana, e alla considerazione che i connazionali hanno della disponibilità di denaro all’interno del nostro Paese. Ad usare la prima metafora è stato il premier Matteo Renzi, per indicare tutte quelle persone che hanno una visione negativa dell’Italia, pensando che nel Paese, vada tutto molto male.

Come riporta La Repubblica, ai “gufi”, si possono contrapporre gli “anti-gufi”, poiché vi sono anche persone e statistiche che dell’Italia non parlano poi così male…ma il contrario.

La Repubblica riflette sui rapporti tra Renzi e la considerazione collettiva dell’Italia, infatti il premier penserebbe che la considerazione negativa nei confronti del Bel Paese, non sia tanto dovuta ai reali problemi che caratterizzano la nazione, come ad esempio il debito pubblico, che è il secondo più grande al mondo, o la presenza della malavita in alcune province, o la massiccia presenza di corruzione che si distingue tra i paesi occidentali.

Renzi sostiene che invece i “gufi” vogliano semplicemente parlare in continuazione male dell’Italia, solo per dare un’immagine negativa del governo, e per contestare tutte le decisioni che si intraprendono, per partito preso.

L’Istat è ad esempio una testimonianza di come l’Italia non sia sempre oggetto di feroci critiche e considerazione del tutto negative, i dati riportati sopra, per La Repubblica sono l’evidenza di come l’Istituto Nazionale di Statistica, come ente autonomo, funziona molto bene e serva a dare un’immagine diversa dell’Italia.

Istat: le famiglie italiane iniziano a considerare migliore la propria situazione economica

L’Istat ha fatto sapere che il numero di famiglie che considera la propria situazione economica cambiata in meglio o rimasta invariata negli ultimi dodici mesi, ha raggiunto una percentuale pari al 57,3% del totale.

Si tratta di un dato molto importante, poiché risulta essere il più alto degli ultimi 10 anni: infatti il pessimismo degli italiani, come riporta La Repubblica, ha raggiunto il suo punto più alto esattamente nel 2013, periodo in cui le famiglie che pensavano di vivere una situazione economica meno abbiente rispetto al passato, erano ben il 58,5%, un dato record che fortunatamente oggi si è abbassato.

Federconsumatori e Adusfeb si espongono sui dati Istat

Federconsumatori e Adusbef fanno sapere che la stabilità economica degli italiani si può raggiungere solo avviando un Piano Straordinario per il Lavoro che punti su investimenti di ricerca e sviluppo, senza tralasciare la valorizzazione dell’offerta turistica. La messa in moto di un mercato occupazione, la restituzione dei redditi e prospettive al Paese potrà cambiare, secondo Federconsumatori e Adusfeb, la situazione di depressione economica in cui Italia verte da troppi anni.