Istat: raddoppiate le emigrazioni

Negli ultimi cinque anni le emigrazioni dall’Italia sono più che raddoppiate, passando da 67mila a 136mila unità. Questo è quanto emerge leggendo il rapporto Istat su “Migrazioni della popolazione residente” pubblicato oggi.

I numeri

Il numero dei nostri connazionali che hanno preso la decisione di trasferirsi in un Paese estero è crsciuto dell’8,2% rispetto al 2013. Tale aumento, insieme alla contrazione degli ingressi (che ammontano a 29mila, 3% in meno del 2013), ha prodotto nel 2014 un saldo migratorio negativo, dei soli cittadini italiani, di 60mila unità.
L’aumento delle emigrazioni nel 2014 rispetto al 2013 (cancellazioni dall’anagrafe per l’estero) è dovuto soprattutto all’aumento delle cancellazioni di cittadini italiani (da 82 mila a 89 mila unità, pari a +8,2%) ma anche a quelle di cittadini stranieri (da 44 mila a 47 mila unità, +8,8%).
Nel 2014 si sono avute 278 mila iscrizioni in anagrafe dall’estero, l’89,5% delle quali ha riguardato cittadini stranieri. Le immigrazioni (iscrizioni dall’estero) negli ultimi cinque anni sono calate del 38%, passando da 448 mila unità del 2010 a 278 mila nel 2014. Nel 2014, è stata registrata una diminuzione di 30 mila unità rispetto al 2013 (-9,7%) e di 249 mila unità rispetto al 2007 (-47,3%), anno di allargamento della Unione Europea alla Romania e alla Bulgaria. Tale calo è soprattutto da imputare ai flussi che riguardano i cittadini stranieri.
Il saldo migratorio con l’estero nel 2014 è rimasto positivo (+141 mila unità) ma è calato del 22,2% in un solo anno. Tra i flussi in entrata nel corso del 2014 la cittadinanza più rappresentata è quella rumena (51 mila ingressi), seguita dalle comunità marocchina (18 mila), cinese (16 mila) e bengalese (13 mila). Rispetto all’anno precedente le iscrizioni di moldavi (-53%), ecuadoriani (-42%), peruviani (-36%) e ghanesi (-33%) sono state in forte calo. In crescita, al contrario, gli ingressi di cittadini pakistani (+23%) e bengalesi (+21%).

Mete degli emigrati

L’Istituto di Statistica sottolinea come le principali mete per gli italiani emigrati nel 2014 siano state la Germania (14mila emigrati), il Regno Unito (13mila), la Svizzera (10mila) e la Francia (8mila).
In rapporto al numero di residenti, le province da cui sono partiti i più rilevanti flussi in uscita sono soprattutto quelle siciliane e quelle al confine nord del Paese. Tra le prime troviamo le province di Agrigento, Enna e Palermo dove si riscontrano tassi di emigratorietà del 2,6, del 2,5 e del 2,4 per mille abitanti. Per quanto riguarda le zone di confine, si contraddistinguono le province di Imperia (3,5 per mille), Bolzano (3 per mille) e Trieste (2,9 per mille).
Nel 2014 i trasferimenti di residenza interni hanno coinvolto 1 milione 313 mila individui (in calo del 3,6% rispetto al 2013). Il numero dei movimenti tra Comuni italiani è il più basso degli ultimi cinque anni.
Nel 2014 si sono avuti 994 mila trasferimenti tra Comuni delle stessa regione (il 75,6% del totale), e 320 mila spostamenti tra regioni diverse (24,4%).
Rispetto al 2013, è cresciuto notevolmente (+18,6%) il numero dei laureati con più di 24 anni di età che sono rientrati dall’estero (7 mila unità); in leggero aumento (+3,4%) anche il numero di laureati italiani che nel 2014 hanno lasciato l’Italia (20 mila).

Fonte: Istat