ISTAT: Disoccupazione in calo nel mese di febbraio all’11,5%, in calo anche quella giovanile

Dati istat febbraio 2017

SI tratta di un quadro stabile quello delineato dal Comunicato Stampa pubblicato sul sito nazionale dell’Istituto di rilevazione statistica: nel mese di febbraio la stima delle forze lavoro occupate è stabile rispetto al mese di gennaio, mantenendosi su livelli simili a quelli registrati nei quattro mesi precedenti. A marzo, inaspettatamente, è cresciuto il numero di donne occupate e calato quello degli uomini. L’occupazione è aumentata tra la popolazione attiva degli over cinquantenni e si è ridotta nelle restanti classi di età. E’ salito il numero di lavoratori a contratto a tempo determinato, mentre è calato quello dei lavoratori a tempo indeterminato, il numero di lavoratori autonomi ed indipendenti è rimasto stabile. Come riportato dal quadro tracciato dall’Osservatorio Istat, nei primi mesi dell’anno 2017, il saggio di occupazione è stabile al 57,5%.

Dati istat febbraio 2017

Il tasso di disoccupazione a livello nazionale è diminuito di 0,3 punti percentuali, attestandosi a quota dell’11,5%, e quello relativo alla disoccupazione giovanile è decrementato di -1,7 punti percentuali, attestandosi a quota del 35,2%: si tratta del dato più basso registrato dal mese di agosto 2012 ha affermato fiduciosamente il Ministro Poletti. Tuttavia, nonostante questo lieve calo della disoccupazione, i numeri sul mercato del lavoro non soddisfano le associazioni dei consumatori: in particolare, Federconsumatori e Adusbef ritengono che la diminuzione della disoccupazione sia “ancora marginale“. Incentivare e favorire la crescita dell’occupazione è sinonimo di rimettere in sesto investimenti per lo sviluppo e la crescita del Paese.

Si tratta di una strategia che deve puntare a ricostruire la fiducia e le prospettive del nostro Paese, spiegano le associazioni. Comunque, il dato sulla disoccupazione giovanile è sempre allarmante, nonostante gli incentivi occupazionali varati dal Governo per rimettere in moto le forze lavoro tra i giovani, in particolare per quelli di fascia d’età compresa tra i 15 e i 29 anni. Sulla disoccupazione giovanile, poi, c’è un dato statistico assai critico: al Sud, in alcune aree, supera addirittura la soglia del 60%.

Per quanto concerne la soglia degli inattivi, ovvero la quota di persone che non fanno parte delle forze di lavoro, ovvero quelle che non sono classificate come occupate o disoccupate: la fascia della popolazione tra i 15 e i 64 anni nell’ultimo mese è in crescita (+0,4%). L’aumento che si concentra soprattutto tra gli uomini, mentre sono calate leggermente le donne, coinvolge tutte le classi di età ad eccezione degli over cinquantenni. Il tasso di inattività è pari al 34,8%, in aumento dello 0,1% rispetto al mese di gennaio.

Su base annua, il Comunicato sulle Forze occupate e disoccupate conferma la tendenza all’aumento del numero di occupati (+1,3%), in particolare, la componente riguarda sia i lavoratori dipendenti, in misura più contenuta gli indipendenti. La crescita occupazionale è particolarmente accentuata tra gli ultracinquantenni (+402 mila) e in misura più ridotta tra i giovani 15-24enni (+15 mila). Nello stesso arco di tempo della rilevazione sono calati sia i disoccupati (-0,6%) sia gli inattivi (-2,7%).

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