Istat: in aumento la disoccupazione giovanile

Nella giornata di ieri è stato pubblicato il rapporto periodico redatto dall’Istat, sullo stato della salute del mercato del lavoro nazionale. Il numero degli occupati è rimasto stabile rispetto al mese di dicembre, il 2016 si era concluso infatti con 242 mila occupati in più, di cui 11 mila con contratto a tempo indeterminato.

Nonostante l’andamento positivo, l’Istat ha segnalato un nuovo picco negativo riguardante il tasso di disoccupazione giovanile che attualmente ha raggiunto il 40,1%, ottenendo il terzultimo posto su base internazionale, dietro l’Italia restano soltanto Spagna con il 42,9% e Grecia con il 44,2% ( i dati sono però fermi ad ottobre 2016), mentre la Germania registra un tasso di disoccupazione del 6,6% nella fascia under 25.

Tornano a crescere i contratti a termine

Dall’analisi delle fasce d’età dei dati aggiornati Istat, l’incremento dell’occupazione riguarda gli over 50 per via dell’innalzamento dei requisiti pensionistici, mentre la fascia 25 – 49 ha subito una contrazione per effetto della crisi industriale soprattutto nel settore manifatturiero. In aumento i contratti a termine con 155 mila temporanei in più e diminuiscono i lavoratori autonomi che raggiungono quota -24mila.

Per la prima volta, l’Istat fornisce anche i dati della componente demografica e dell’influenza che esercita sull’andamento dell’occupazione, ad esempio la fascia di età tra 15 – 49 anni ha registrato un calo di 168 mila occupati, tuttavia il dato è soggetto alla diminuzione della popolazione appartenente questa fascia, basandosi su questo parametro la performance occupazionale risulta positiva con +76 mila unità.

Dal monitoraggio dell’Istat è emerso che a due anni di distanza dall’approvazione del Job Act, il mercato del lavoro italiano, si sta muovendo ma troppo lentamente.

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