ISEE precompilato: novità in arrivo. Cosa cambierà?

Dopo la dichiarazione dei redditi precompilata, ecco in arrivo anche il modello ISEE precompilato: l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente utile per l’accesso alle prestazioni sociali agevolate che sarà predisposto da INPS e Agenzia delle Entrate.

Si tratta di un’interessantissima novità annunciata e prevista dal Decreto Fiscale collegato alla Legge di Bilancio (Stabilità 2017) in ottica di “sburocratizzazione” e di semplificazione normativa. Secondo rumors, si tratterebbe di una vera e propria “rivoluzione” che nasconde una doppia finalità: quella di rafforzare i controlli patrimoniali sui contribuenti italiani.

La novità, in effetti, è già nell’aria da diverso tempo e vedrà coinvolte ben 4,165 milioni di nuclei familiari italiani e di ben 13 milioni di contribuenti e cittadini italiani, i quali hanno un ISEE in corso di validità (21% della popolazione nazionale).

Novità in vista: ecco l’ISEE Precompilato

Dopo il 730 e la Dichiarazione redditi Precompilata, ecco una nuova rilevante riforma, quella dell’ISEE Precompilato e nuova DSU.

Tanti i benefici ed i vantaggi ma, in realtà, si è ristretta la platea di soggetti beneficiari che potranno fruire delle prestazioni sociali agevolate.

Si sa, qualche “sorpresina” il Fisco la cela sempre: dal rilevamento automatico dei dati conservati presso i database aggiornati ed in possesso dell’Anagrafe fiscale da inserire nelle DSU, al rafforzamento dei controlli sui patrimoni mobiliari dei soggetti contribuenti, ecco la necessità da parte dell’Amministrazione tributaria italiana di lottare e monitorare i conti e i patrimoni degli italiani.

Non a caso, il vice ministro all’Economia Casero, in occasione della partecipazione alla seconda giornata di lavori dell’Assemblea nazionale dei Giovani Commercialisti, presso la Stazione Marittima di Napoli, svoltosi nel mese di aprile, ha ricordato l’importanza dei professionisti (Commercialisti ed operatori del settore) nell’aiutare le imprese nei momenti di crisi e nella lotta all’evasione fiscale che il Governo sta conducendo contro le frodi.

Con il debutto della stessa ISEE Precompilata, il Governo punta a ridurre ulteriormente il fenomeno delle dichiarazioni non veritiere, con omissioni o difformità, con l’obiettivo di beneficiare di “sconti fiscali” e/o prestazioni sociali agevolate.

Quando debutterà l’ISEE Precompilato?

L’ISEE precompilato debutterà a partire dal 1 settembre 2018 ma, per i beneficiari richiedenti, sarà disponibile farne richiesta e fruirlo con almeno sei mesi di anticipo.

Si tratta di una “fase sperimentale” che consentirà ai soggetti contribuenti italiani di “familiarizzare” con il nuovo ISEE Precompilato.

Per quanto concerne le novità in vista, si prevede che muti anche il periodo di validità dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, che avrà validità dal momento di presentazione della DSU (il modulo attraverso il quale si richiede l’ISEE), fino al 31 agosto dell’anno seguente.

Il Consiglio dei ministri lo scorso giugno, su proposta del Ministro del lavoro Giuliano Poletti, ha approvato, in via preliminare preliminare, un decreto legislativo di attuazione della Legge sul contrasto della povertà, per il riordino delle prestazioni di natura assistenziale e il rafforzamento del sistema degli interventi e dei servizi sociali (legge 15 marzo 2017, n. 33).

Lo stesso Decreto prevede, a decorrere dal 1° gennaio 2018, il Reddito di inclusione (ReI), quale unica misura per il contrasto alla povertà ed all’esclusione sociale.

Il ReI è una misura economica che prevede l’adesione, da parte dei richiedenti, ad un progetto “customizzato” di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa finalizzato alla validazione della condizione di povertà.

Il ReI viene riconosciuto a tutti i soggetti che rispondano a determinati requisiti relativi alla situazione economica: il valore dell’ISEE, in corso di validità, non superiore a 6.000 euro e un valore del patrimonio immobiliare non superiore a 20.000 euro.

Compilazione e rilascio DSU

La DSU dovrà essere compilata direttamente dall’INPS in cooperazione con il Fisco italiano, sulla base dei dati presenti all’interno degli archivi tributari, indicando anche i saldi e le giacenze medie del patrimonio mobiliare della famiglia del soggetto richiedente.

Dovranno essere autodichiarate altre voci, oltre a quelle precompilate. Inoltre, il contribuente può accettare la DSU senza apportarvi modifiche o procedere con le dovute integrazioni.

La DSU verrà messa a disposizione direttamente attraverso i servizi telematici del sito dell’Istituto di Previdenza, a partire dalla data ufficiale fissata per il mese di settembre 2018.

Nel frattempo, si sta attendendo un decreto ministeriale attuativo che sancirà la decorrenza precisa del periodo “sperimentale” di almeno sei mesi antecedenti al 1 settembre 2018.

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