Isee 2015, tutto quello che cambia

Isee

Il Governo ha varato qualche tempo il nuovo Isee 2015. Sono tanti i cambiamenti ma non tutti vanno nella direzione auspicata dalla popolazione. Certamente il nuovo sistema è più efficiente, ma se una direttrice di intervento si è rivelata essere la lotta all’evasione fiscale, l’altra direttrice – apprezzabile in sottotraccia – sembra dirigersi verso un inasprimento della pressione fiscale. In buona sostanza, la situazione economica di alcune famiglie rischia di essere valutata diversamente, causando la perdite delle agevolazione.

Le modifiche più importanti sono due. In primo luogo, lo spazio dedicato all’autocertificazione si è ridotto notevolmente. I dati che verranno dichiarati dal contribuente stesso sono pochi; la maggior parte del lavoro verrà realizzata dall’anagrafe tributarie. Un giro di vite importante sul fronte della lotta all’evasione fiscale. Secondariamente, sono stati ritoccati i “pesi”. I patrimoni, per esempio, peseranno molto di più: si è passati da un settimo a un quinto. Per alcuni questo cambiamento è visto come un attacco al concetto stesso di ricchezza.

Cosa pensano italiani dell’Isee 2015? I pareri sono contrastanti, ma sono meno negativi del previsto. E’ quanto emerge da una ricerca recente realizzata dal Ministero del Lavoro. E’ stata posta la seguente domanda: “ritieni il nuovo sistema più svantaggioso del precedente?”. Due terzi degli intervistati hanno dichiarato che i cambiamenti non hanno avuto nessun impatto negativo, mentre il restante terzo ha espresso preoccupazione in merito.

Questa statistica riflette l’impatto del nuovo Isee sulle varie fasce di popolazione. Le modifiche apportate, infatti, rischiano seriamente di danneggiare una determinata categorie di contribuenti, ossia coloro che fino all’anno scorso si sono posizionati a cavallo tra la possibilità di avere le agevolazioni e la certezza di non poterne usufruire.

Ad ogni modo, il Ministro del Lavoro Poletti ha espresso soddisfazione per il nuovo Isee, vantandone l’ottimizzazione e l’efficacia. Ha inoltre respinto le accuse che vedrebbero l’Isee 2015 come uno strumento sofisticato per aumentare le tasse. Per farlo, ha citato due dati: è vero che la media generale aumenta dell’8%, ma per il la mediana della popolazione (ossia quella fascia che separa il 50% degli italiani più dal 50% degli italiani più ricchi) i valori addirittura scendono. In questi numeri si apprezza l’obiettivo di fondo: far ripartire il ceto medio.

Anche se i risultati più importanti si registreranno, secondo l’esponente del Governo, sul fronte della lotta agli evasori fiscali: “Particolarmente soddisfacenti sono i risultati in termini di emersione di valori precedentemente sottodichiarati o non dichiarati del tutto, in particolare per quanto riguarda la disponibilità di risorse finanziarie, allocate in conti correnti o altri tipi di deposito. Sembra quindi che i “furbetti” del welfare abbiano vita meno facile con le nuove regole”.

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Giuseppe Briganti, 1987. Nato a Reggio Calabria, blogger, laureato in Scienze della Comunicazione e Comunicazione Istituzionale e d’Impresa, sempre con il massimo dei voti. Appassionato di politica, economia, narrativa, ho cominciato a scrivere quando ho realizzato che pensare non mi bastava. Concepisco la scrittura come dialogo, battaglia tra idee e visioni del mondo. Consapevole che una verità unica ed eterna non esiste, mi piace persuadere il prossimo e, quando un’idea altrui mi conquista, farmi persuadere. Nella mia vita professionale ho scritto di qualsiasi argomento, ma trovo particolare piacere a scrivere di economia. Sono un attivista politico e ho collaborato durante la campagna elettorale con il candidato sindaco di Reggio Calabria per il centrosinistra.

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