Irpef: taglio già nel 2017? Ecco chi ne beneficierà

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Enrico Morando, viceministro dell’Economia, si sta segnalando in questi giorni per un certo attivismo per ciò che riguarda le dichiarazioni. Prima l’annuncio sulla volontà del governo di pervenire a una riforma delle pensioni in tempi brevi, ora sul taglio dell’Irpef.

In linea teorica, la scelta di questo argomento non dovrebbe suscitare stupore, dal momento che se ne parla spesso. A generare un po’ di sorpresa è il contenuto dell’annuncio, che ha regalato una piccola grande rivelazione: il taglio dell’Irpef potrebbe essere anticipato al 2017, dal 2018 messo in cantiere.

taglio irpef 2017

Sommario

Taglio Irpef: una questione di classe

Enrico Morando ha rivelato che l’Irpef potrebbe essere tagliata già l’anno prossimo. Lo ho fatto durante una intervista alla nota testata online Affari Italiani. “L’impegno che ci siamo presi è quello di intervenire per la riduzione del cuneo fiscale sul lavoro e sull’impresa, quindi bisognerà dare anche sul versante dell’Irpef un profilo che sia in grado di ottenere questo risultato”.

Parole che non lasciano adito a dubbi ma che poco dicono sull’entità del taglio e sulle forme che assumerà. Per dettagli di questo tipo, è necessario affidarsi alle voci di corridoio, che suggeriscono un intervento piuttosto sostanzioso sui redditi medi. Ancora una volta, quindi, a essere premiata dovrebbe essere la fascia degli “80 euro”.

Il disegno è chiaro, per giunta già visto, ma non per questo efficace sotto tutti i punti di vista: puntare sul ceto con una capacità di spesa finalizzata all’acquisto di beni di consumi. Gli indigenti e le persone con un reddito basso utilizzerebbero il denaro per ripianare gli eventuali debiti, mentre i più facoltosi non noterebbero nemmeno la differenze, dunque non modificherebbero il loro profilo di consumatori. Di contro, questa strategia ha dimostrato di non rendere più di tanto, se non nel brevissimo termine.

Irpef 2017: le prospettive di realizzazione

A prescindere dall’atteggiamento, allo stesso tempo ottimista e prudente, di Enrico Morando, quante speranze ci sono di vedere un taglio dell’Irpef nel 2017? La questione è vincolata al contributo che apporterà la spending review, che di certo non sta procedendo secondo le aspettative. Sul tavolo, le trattative sul fronte della flessibilità portate avanti dall’Italia in contrapposizione ai soliti falchi dell’Unione Europea. A ispirare un po’ di fiducia in questo senso, le evidenze raccolta durante il G20, che sembrano porre in una posizione prioritaria gli investimenti rispetto alle discipline di bilancio (lo spettro di una nuova crisi economica desta grande timore).

Per quanto riguarda il contesto italiano, le risorse non saranno facili da trovare. Anche perché in ballo c’è la riforma delle pensioni, che rischia di pesare sulle casse dello Stato per almeno 5 miliardi. Senza contare il taglio dell’Ires, il cui taglio (di quattro punti percentuali) è già in programma per il prossimo anno.

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