Rimborsi Irpef 2014: accredito in busta paga di luglio (ma con qualche eccezione)

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Tempo di dichiarazione dei redditi per i contribuenti italiani, i cui consulenti fiscali sono alle prese con milioni di 730/2014 sui redditi maturati nel corso del 2013. Cogliendo lo spunto da alcune email giunte in redazione, cerchiamo dunque di chiarire quali sono i termini di ottenimento dell’atteso credito sulle proprie buste paga.

In linea di massima, e salvo le eccezioni di cui di seguito si farà un cenno, il credito maturato al termine della dichiarazione dei redditi verrà erogato in un’unica soluzione con la busta paga del mese di luglio, o nella prima busta paga utile dopo tale data. Ne consegue che i lavoratori italiani si vedranno riconoscere l’importo derivante dal credito su dichiarazione 2014 direttamente nell’emolumento di luglio, con separazione indicata delle voci di riferimento contabile.

L’eccezione è tuttavia rappresentata dall’ipotesi di elevati importi di credito Irpef, intendendo per tali i valori che superano la soglia dei 4.000 euro: ebbene, i beneficiari di tali importi non dovranno attendersi alcuna gradita erogazione nel corso del mese di luglio, perché il loro credito dovrà essere preventivamente assoggettato alla verifica dell’Agenzia delle Entrate, che dovrà valutare la congruità del diritto all’ottenimento del credito stesso. Per quanto attiene le tempistiche di tali controlli e della successiva erogazione, l’Agenzia delle Entrate ha promesso di rendere beneficiari i contribuenti che ne hanno diritto entro la fine dell’anno (la verifica avviene infatti entro 6 mesi, cui aggiungere i tempi tecnici di erogazione delle somme attraverso accredito su conto corrente, o mediante vaglia della Banca d’Italia).

La motivazione di tale “allungamento” dei termini per i crediti di imposta di valore significativo è chiaro, e a sancirlo è lo stesso art. 1 comma 586 della Legge di Stabilità, la l. 147/2013, secondo cui “al fine di contrastare l’erogazione di indebiti rimborsi dell’imposta sul reddito delle persone fisiche da parte dei sostituti d’imposta nell’ambito dell’assistenza fiscale, l’Agenzia delle entrate, entro sei mesi dalla scadenza dei termini previsti per la trasmissione della dichiarazione, ovvero dalla data della trasmissione, ove questa sia successiva alla scadenza di detti termini, effettua controlli preventivi, anche documentali, sulla spettanza delle detrazioni per carichi di famiglia in caso di rimborso complessivamente superiore a 4.000 euro, anche determinato da eccedenze d’imposta derivanti da precedenti dichiarazioni”.

Non a caso, nelle istruzioni del modello 730/2014 appare: “Da quest’anno l’Agenzia delle Entrate, entro il mese di dicembre (oppure entro sei mesi dalla data della trasmissione dello stesso modello, se questa è successiva alla scadenza del 30 giugno), effettua dei controlli preventivi, anche documentali, sulla spettanza delle detrazioni per carichi di famiglia in caso di rimborso complessivamente superiore a 4.000 euro, anche determinato da eccedenze d’imposta derivanti da precedenti dichiarazioni. Il rimborso che risulta spettante al termine delle operazioni di controllo preventivo è erogato dall’Agenzia delle Entrate (con le stesse modalità previste nel caso di 730 presentato dai contribuenti privi di sostituto d’imposta)”.

Pertanto, in estrema sintesi:

  1. I contribuenti che maturano un credito di imposta non superiore a 4.000 euro si vedranno riconosciuto l’importo nella prima busta paga utile dal mese di luglio
  2. I contribuenti che maturano un credito di imposta superiore a 4.000 euro dovranno attendere il controllo dell’Agenzia delle Entrate, che avverrà entro sei mesi.