Iper ammortamento 2018: come funziona e a chi spetta

La Legge di Bilancio 2018 ha apportato alcune novità al c.d. iper ammortamento, introducendo una maggiorazione del 150% del costo rilevante per ammortamenti e canoni di leasing, attraverso una prorogato a tutto il 2018. Non solo: in presenza di ordini e di acconti pari ad almeno il 20% entro quest’anno, l’iper ammortamento sarà fruibile anche per tutto il 31 dicembre 2019. Nessun’altra variazione è invece prevista per le ulteriori condizioni utili per potersi avvalere del bonus.

Facciamo dunque un po’ di chiarezza, comprendendo a chi spetta questo beneficio e come funziona.

Chi può usufruire dell’iper ammortamento

Contrariamente a quanto il legislatore ha previsto per il super ammortamento, che si rivolge a imprese ed esercenti arti e professioni, la fruibilità dell’iper ammortamento risulta essere strettamente riservata ai soggetti titolari di reddito di impresa (in materia è intervenuto anche un successivo chiarimento dell’Agenzia delle Entrate, che ha escluso il beneficio per i liberi professionisti).

Detto ciò, possono avvalersi dell’agevolazione in questione le imprese di ogni tipologia e dimensione. Vengono inoltre resi ad agevolazione altresì gli impieghi che sono realizzati da imprese estere, a patto che il loro investimento sia compiuto da una stabile organizzazione in Italia.

Per quanto invece riguarda il caso più particolare di un’azienda concessa in affitto, l’incentivo, che si sostanzia in una maggior deduzione fiscale a titolo di ammortamento, è riconducibile alla figura dell’affittuario (o dell’usufruttuario) in tutti quei casi in cui non sia stata prevista contrattualmente una deroga all’obbligo di conservazione dell’efficienza dei beni ai sensi dell’art. 2561 del Codice civile. In tali fattispecie, di fatto, è il soggetto che ricopre il ruolo dell’affittuario a stanziare e dedurre le ordinarie quote di ammortamento, e di conseguenza – non essendo previsto esplicitamente niente di diverso – sarà così anche per l’iper ammortamento. Nel caso in cui sia invece presente una deroga, sarà il concedente a dedurre ammortamenti ordinari e iper ammortamento.

Quali sono i beni agevolabili con l’iper ammortamento

Stando a quanto stabilito dal legislatore, l’iper ammortamento spetta su beni strumentali nuovi compresi nell’elenco allegato A) alla legge 232/2016. Per quanto riguarda il requisito di “novità” appena accennato, lo stesso può estrinsecarsi nel fatto che i beni non devono essere mai stati utilizzati a qualunque titolo da altri soggetti.

Nel caso in cui per la realizzazione di un bene complesso siano stati impiegati anche dei beni usati, in questo caso il bonus spetta solo a condizione che il costo dei beni usati non sia prevalente rispetto al costo totale. Si tenga anche conto che l’iper ammortamento può spettare altresì nelle ipotesi di revamping di beni esistenti, al fine di fare ottenere le caratteristiche di beni 4.0 ma limitatamente al costo dei dispositivi, strumentazione e componentistica intelligente per l’integrazione, la sensorizzazione e/o l’interconnessione e il controllo automatico dei processi.

Per quanto poi attiene il requisito della strumentalità, la stessa deve essere ricondotta al fatto che i beni devono essere utilizzati direttamente dal possessore (proprietario o conduttore in forza di contratto di leasing finanziario). Nel caso di beni che invece vengono dati a noleggio, e dunque non sono utilizzati direttamente dal proprietario, l’iper ammortamento spetta all’impresa noleggiante solo se il noleggio costituisce la attività caratteristica di tale impresa, e non un attività secondaria non caratteristica. In ogni caso, dovrà essere comunque prodotta l’interconnessione, non essendo chiaro come tale requisito debba essere attestato da parte della concedente.

Ulteriormente, è previsto che i beni di cui all’allegato A), per essere considerati iper ammortizzabili, debbano possedere i cinque requisiti indicati dalla relativa circolare dell’Agenzia delle Entrate, ovvero controllo per mezzo di CNC e/o Plc (Programmable logic controller); interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program; integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica o con la rete di fornitura e/o con altre macchine; interfaccia tra uomo e macchina semplici e intuitive; rispondenza ai parametri di sicurezza, salute e igiene del lavoro.

Ulteriormente, dovranno essere verificate almeno 2 delle 3 caratteristiche riportate nella stessa circolare, al fine di renderli assimilabili a sistemi cyberfisici.

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