Investire in un titolo: meglio la cedola o il rendimento?

Conoscere il mercato finanziario per investire bene

Quanto conviene investire in un titolo oggi? Se il problema dell’investitore è scegliere fra una cedola oppure ottenere un buon rendimento è importante, prima di tutto, capire quale sia la differenza ed i vantaggi e rischi a cui si va incontro.

Per quanto il mercato finanziario tenda a semplificare il più possibile la comprensione di prodotti di investimento anche per coloro i quali poco o nulla conoscono la materia, capire bene il funzionamento di una cedola e come avere un buon rendimento richiede la massima attenzione.

Investire in un titolo
Investire in un titolo

Investire in un titolo: cosa è la cedola

Chi decide di acquistare un’obbligazione, meglio nota con il termine inglese bond, in effetti compra una parte del debito di una società o dello Stato diventandone creditore; ciò vuol dire che ad una scadenza prefissata l’investitore deve avere indietro il capitale investito ed anche gli interessi previsti dal contratto sottoscritto.

Fra le sue caratteristiche fondamentali vi è la cedola o coupon, che corrisponde all’interesse periodico che l’emittente paga ai suoi investitori (obbligazionisti); le altre sono:

  • Un valore nominale
  • Una scadenza
  • Un emittente.

Acquistare obbligazioni richiede che si conoscano le modalità di emissione della stesse, ossia:

  • Alla pari = valore nominale coincide con valore di emissione (es. v.n, 100 euro e investimento 100 euro (al netto delle commissioni);
  • Sotto la pari = prezzo di emissione minore del valore nominale (es. investimento 90 euro – alla scadenza si percepiscono 100 euro);
  • Sopra la pari = prezzo di emissione maggiore del valore nominale.

A loro volta esse possono essere a cedola fissa, variabile, senza cedola (zero coupon) o convertibili.

Investire in un titolo: come si calcola il rendimento

Il rendimento di un’obbligazione è dato dal rapporto tra la cedola annuale ed il prezzo di acquisto, moltiplicato per 100, quindi: R = C/P x 100, dove R è il rendimento, C la cedola annuale e P il prezzo di acquisto.

Come prima detto, di questi titoli ne esistono di varie tipologie (convertibili, a tasso, fisso, variabile, etc.) e se per alcuni di esse non è molto semplice effettuare un calcolo immediato, per quello a tasso fisso è possibile farlo con l’aiuto della suddetta formula.

Esempio:

Buono del Tesoro con scadenza a 10 anni

  • Valore nominale 100 euro
  • Prezzo di acquisto 100 euro
  • Valore di rimborso 100 euro

e per ciascun anno l’investitore riceve una cedola fissa pari a 10 euro, il rendimento sarà del 10%, ovvero, 10% = 10/100 x 100.

Nel caso in cui il valore nominale dell’obbligazione scendesse a 90 euro, essa potrà essere venduta ad un valore di mercato pari a 90 euro, ricevendo comunque ogni anno una cedola fissa pari a 10 euro; in questo caso il rendimento sarà pari all’11,1%, cioè, 11,1% = 10/90 x 100.

Questo vuol dire che il tasso di rendimento sale se il prezzo del titolo scende.

Naturalmente, nel calcolo non si è tenuto conto delle imposte sulla cedola (12,50%), delle commissioni bancarie e della differenza tra il valore di rimborso ed il prezzo di acquisto.

Scegliere di investire in questo senso, dunque, vuol dire ottenere un rendimento maggiore della cedola se esse sono emesse sotto la pari (meno di 100), minore se sopra la pari (più di 100) ed uguale se emesso alla pari (= 100).