Investire in immobili: come investire 500mila euro

Bisogna capire qual è il nostro obiettivo

Per chi possiede un discreto capitale, investire in immobili è sempre una valida soluzione. Il cosiddetto investimento nella mattonella. In quest’articolo ci occuperemo di una cifra consistente, che merita più di una riflessione. In quest’articolo parleremo infatti di come investire 500mila euro in immobili, cercando di prendere in considerazione le proprie ambizioni e il proprio istinto imprenditoriale.

Investire in immobili 500 mila euro: ottenere una discreta rendita

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Investire in immobili è ancora una valida alternativa

Tecnocasa, agenzia immobiliare con una pluridecennale esperienza in questo campo, ci viene in soccorso con qualche consiglio. Innanzitutto bisogna capire quali sono le motivazioni che ci spingono ad investire in immobili. Se vogliamo ottenere una rendita discreta senza doverci eccessivamente scervellare su dove e come investire, potremmo acquistare dei bilocali o un taglio più grande nelle zone universitarie. Queste ultime in genere garantiscono un discreto rendimento, dovuta alla continuità della locazione che le caratterizza. Se è vero che negli anni anche le iscrizioni alle Università hanno subito vistose flessioni, tutto sommato di iscritti ce ne sono ancora, soprattutto in grosse città come Roma e Napoli che attirano anche molti studenti fuorisede dalle regioni del centro-sud, o città notoriamente universitarie come Bologna o Perugia. Queste aree urbane hanno garantito rivalutazioni immobiliari superiori al sessanta percento.

Investire 500mila euro in attività commerciali

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Acquistare una casa vacanza è un ottimo investimento

Per chi invece sente di avere un certo fiuto per gli affari e un discreto spirito imprenditoriale, può anche azzardare la cifra ipotetica di 500mila euro in un appartamento in centro o in zone semicentrali in città ad alta vocazione turistica come Roma o Firenze. O, ancora, avviare una struttura come un Bed and Breakfast o un Agriturismo sempre in zone turistiche. Del resto, questa seconda ipotesi, è preferibile alla prima alla luce della tassazione sempre più alta che i governi susseguitisi hanno riservato le seconde case ad uso turistico. Tuttavia, ci sarebbe un’altra possibilità: acquistarla per sé ed utilizzarla quando si può e si vuole, per poi fittarla negli altri periodi, così da trarci comunque un’entrata. Da giugno a settembre per le case al mare o da novembre a febbraio per quelle in montagna. I mesi sono tanti e mediamente le case in vacanza le utilizziamo solo un paio di settimane continue e qualche weekend sporadico. Perchè lasciare un capitale dormiente quando potrebbe divenire redditizio?