Investire nella propria impresa: intervista a Maurizio Mapelli

Oggi più che mai un’impresa per sopravvivere deve investire i suoi soldi in modo efficace e sicuro. La crisi attuale è soprattutto una crisi di liquidità (alla quale se ne aggiunge una di domanda) e dunque non è concesso “sbagliare” quando si impiegano le proprie risorse finanziarie.

Azimut aiuta a investire le imprese e in genere gli attori economici. Vista la sua vicinanza con il tessuto produttivo del paese, è utile conoscere il suo punto di vista. Può rappresentare un ottimo modo per tastare il polso della situazione economica. Per questo, abbiamo intervistato Maurizio Mapelli, promotore finanziario e partner di Azimut.

Da un ventennio attivo nel sostenere imprese e famiglie che intendono investire i propri risparmi o il proprio capitale, propone soluzioni che consistono nel reperimento di liquidità alternativa rispetto al tradizionale prestito bancario e nella ottimizzazione della struttura finanziarie e patrimoniale dei suoi clienti. Le sue parole d’ordine sono trasparenza, professionalità e passione.

Qual è il punto di forza di Azimut? Quale il suo tratto distintivo?

In realtà sono diversi i punti di forza ma elencherò solo i principali. Innanzitutto Azimut è una società indipendente da gruppi bancari/assicurativi o industriali. Questa caratteristica fa in modo che i gestori possano lavorare nell’interesse del cliente liberi da conflitti di interesse. Gli stessi gestori investono i loro risparmi nei fondi che gestiscono, elemento questo a maggior tutela dei clienti. Da marzo 2010 Azimut è stata inserita nel FTSE MIB tra le 40 maggiori società italiane quotate alla Borsa di Milano. Abbiamo molti tratti distintivi. In primo luogo siamo una vera Public Company (il 75% del capitale sociale è sul mercato mentre il 25% è rappresentato da un patto di sindacato di cui fanno parte tutti i dipendenti, manager, promotori finanziari partner Azimut).

In secondo luogo ci distinguiamo per una gestione pulita, infatti non abbiamo mai avuto a che fare con scandali finanziari come ad esempio, Lehman Brothers, Bond Argentina, Enron, Freddie Mac, Fannie Mae e Madoff. Un’attenta gestione del rischio ed un elevata professionalità dei promotori finanziari sono altri due elementi distintivi.

Azimut offre servizi per qualsiasi tipo di impresa: start up, società pronte a essere quotate, pmi, medie e grandi imprese. Per quali di queste categorie è propizio questo momento del mercato?

Questo momento del mercato è propizio per tutte le imprese che credono nelle loro capacità e decidono di investire malgrado il contesto nazionale e macroeconomico. Infatti è nel momento peggiore che si gettano le basi per il successo, se si sanno cogliere le opportunità che il mercato offre.

Cosa ne pensa dell’operato della Bce? Le misure di Draghi sono funzionali ad allentare la stretta al credito?

Purtroppo ritengo che le misure adottate da Draghi fino ad ora siano state insufficienti a stimolare la crescita. Solo le ultime misure caratterizzate all’obbligo delle Banche di concedere maggior credito alle imprese va nella direzione giusta. Purtroppo però tali aste al momento sono state un flop.

Quali sono i tre problemi più importanti che le imprese oggi devono affrontare?

La difficoltà nel reperire la manodopera specializzata, Il credit crunch (le banche non concedono prestiti), business troppo concentrato sul mercato italiano.

Quali sono le doti che una startup deve mettere in campo per crescere? E quelle che deve mettere un campo un’impresa già affermata per resistere alla crisi?

Ovviamente la Start Up deve mettere in campo innovazione. Un’impresa già affermata deve saper cambiare pelle e stare al passo con i tempi. I casi di aziende che non lo hanno fatto e sono scomparse sono numerosi, cito tra tutti la Nokia e la KodaK.

Nel vostro tour raccontate varie case history. Può raccontarci una storia di successo che secondo lei è la più emblematica?

Farò molto di più: lo farò raccontare direttamente dagli imprenditori che stanno partecipando al nostro Tour in giro per L’Italia. Allego il link a un video in cui vengono raccontate numerose storie di successo.

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In quale regione d’Italia è oggi più fecondo per fare impresa? C’è qualche sorpresa rispetto ai classici luoghi comuni?

Purtroppo non ci sono sorprese rispetto ai luoghi comuni. Infatti i dati Istat sono impietosi: tasso occupazione del nordest e nel nordovest al 70%, nel Mezzogiorno al 47,5%, nel Centro-Italia al 61%. Per chi volesse approfondire allego il Link all’ultimo rapporto dell’ente di statistica.

Quale sensazione ha ricavato dalle relazioni con le imprese? Queste nutrono fiducia per il futuro o prevale lo sconforto?

Ritengo che gli imprenditori italiani siano i migliori del mondo in quanto malgrado tutti i problemi riescono ad emergere in un contesto dove hanno contro praticamente tutto il sistema burocrazia-tasse-concorrenza e soffrono della sleale manodopera dei paesi est-europei ed asiatici.

Si prova rabbia a vedere che non si fanno le riforme necessarie ma vedo anche la volontà di lottare per difendere l’azienda creata con tanto sacrificio

Cosa direbbe a un giovane che vuole avviare una start up?

Gli direi di ponderare bene la cosa e se ritiene che la sua sia un idea originale di portarla avanti con tutte le sue forze senza scoraggiarsi e senza ascoltare le persone intorno che gli consigliano di lasciare perdere.

Maurizio Mapelli è disponibile per qualsiasi domanda attraverso questa pagina.