Investire per figli e nipoti: una guida per il lunghissimo termine

Il futuro economico dell’Italia, ma anche del mondo, è molto incerto. Per la prima volta in oltre un secolo i giovani non hanno la certezza di riuscire a conquistare un tenore di vita migliore di quello dei genitori. Anzi, la prospettiva più probabile, per ora, è proprio quella inversa.

L’apprensione di genitori e nonni è tanta. Il loro desiderio, comprensibile, è quello di garantire un futuro ai propri ragazzi. Magari oltre a questo desiderio hanno anche del denaro da spendere. La domanda che si pongono, dunque, è la seguente: “dove posso investire il mio capitale in modo che nei prossimo venti o trent’anni sia cresciuto così tanto da rappresentare un sostegno per i miei figli (o nipoti)?

Il mensile Patrimoni ha cercato di dare una risposta. Con l’aiuto di esperti, ha cercato di capire quale fosse la via più facile per sfruttare al meglio il concetto di “lunghissimo termine”. La prospettiva, qui, è molto ampia. Si parla di venti o trent’anni.

La strada più saggia, ma non prova di insidia, è quella di cavalcare l’onda dei megatrend, ossia quelle tendenze che si sviluppano in più decenni ma che appaiono molto probabili. Alla fine, l’unico ostacolo tra l’investitore e l’aumento del capitale è rappresentato dalla necessità di predire il futuro. I megatrend, appunto, ci dicono come sarà il mondo tra trent’anni.

L’indagine di Patrimoni individua quattro megatrend e le rispettive opportunità.

Urbanizzazione ed effetti demografici

Una delle tendenze su cui tutti gli analisti concordano è che la popolazione della Terra è destinata ad aumentare. Un’altra riguarda invece il progressivo abbandono delle campagne. Tutto molto logico: fasce sempre più ampie della popolazione stanno uscendo dalla soglia di povertà e questo da un lato abbassa la mortalità infantile e dall’altro spinge le persone a conquistare il ceto medio che, si sa, sta in città e non in campagna.

Le stime parlano di un aumento della popolazione del 40% nei prossimi trent’anni.

Come sfruttare questa tendenza? La chiave sta nei consumi. Più persone vuol dire più acquisti, se poi quelle persone non appartengono ai ceti bassi, vuol dire “acquisti di lusso”. Dunque, meglio puntare, per il lunghissimo termine, su quei fondi che investono nei paesi emergenti. Non la Cina, il Brasile e l’India, che sono già “emersi”, bensì Filippine, Malesia, Thailandia. L’istituto che più degli altri volge lo sguardo a quelle latitudini è Credit Suisse.

Salute e invecchiamento della popolazione

Non solo saremo di più a dover condividere il Pianeta Terra ma saremo anche più vecchi. Questo megatrend, per altro per altro per consolidato nell’immaginario collettivo, apre scenari positivi per l’investimento.

Innanzitutto, qualche numero: nel 2050 per la prima volta nella storia dell’umanità, il numero degli over 60 sarà superiore al numero degli under. Insomma, più giovani che vecchi. Nell’Occidente avanzato si registrerà addirittura una sproporzione a favore dei più anziani: la percentuale degli inattivi sarà doppia rispetto a quella degli attivi. Cosa c’entra tutto ciò con l’investimento a lungo termine? C’entra, perché i prossimi decenni saranno quelli delle assicurazioni sanitarie privare. In un contesto di aumento del ceto medio (in termini quantitativi) e di aumento dell’età media, le società assicurative non potranno che generare profitti su profitti. Dunque, occorre puntare su quei fondi che investano in obbligazioni delle assicurazioni più importanti – ossia di quelle che operano a livello internazionale. Tra i protagonisti in questo senso spicca il Nordea Senior Generations Equity Funds di Nordea. Per lo stesso motivo (aumento dell’età media) giocheranno un ruolo cruciale anche le società farmaceutiche. In questa prospettiva, va segnalata Pictet Generics di Pictet, che investe in un portafoglio diversificato di azioni di società attive nel settore dei farmaci generici.

Cambiamenti climatici

Un’altra tendenza che si realizzerà consiste in uno stato di penuria cronico sul fronte delle materie prime. Saremo sempre di più, ci saranno sempre meno terreni coltivabili per via della crescente urbanizzazione. L’agricoltura rischia di non tenere il passo. “Le terre coltivabili diminuiscono a ritmo allarmante e l’urbanizzazione accelera, in particolare nei paesi emergenti. Gli attuali rendimenti agricoli dovranno pertanto raddoppiare nell’arco dei prossimi trent’anni solo per mantenere lo stesso livello di produzione che si registra oggi e garantire quindi l’odierno consumo medio di calorie giornaliere pro capite”. A dichiaralo è Di Patrizi, direttore generale di Pictet Asset Management.

Soprattutto, il rischio è quello che non ci sia abbastanza acqua per tutti. Non è un rischio da poco, dal momento che la produzione di cereali ma anche di carne richiede grossi quantitativi di acqua.

Fondamentale sarà l’opera di ottimizzazione del ciclo dell’acqua. Questo prevede sia un suo utilizzo più parco sia la capacità di riciclarla per mezzo di impianti di depurazione. Sono dunque attraenti quelle società, anche piccole, che fondano il loro modello di business nell’implementazione del sistema idrico. Quali fondi puntano su queste importanti realtà? La rivista Patrimoni suggerisce il Nordea Climate Investment Fund.

Tecnologia e sicurezza

Questo megatrend offre meno certezze degli altri perché non si basa su elementi naturali ma su una valutazione del presente che, per quanto attenta, prevede margini di errori. La digitalizzazione sembra però un dato di fatto. Mezzo miliardo di cinesi hanno accesso a internet e tra qualche decennio a connettersi saranno in almeno novecento milioni. Senza contare, poi, il progresso che va avanti sull’onda del cloud. Patrimoni dunque suggerisce di investire in quei fondi che si agganciano a realtà leader nell’innovazione digitale e soprattutto nel computing. Un occhio di riguarda è anche per quelle imprese il cui modello di business si basa invece sulla garanzia di privacy. Sicurezza e protezione dei dati per i cittadini ma anche per i Governi.

All’avanguardia, in questo senso, CS Equity Fund Global Security e Pictet Security.