Figure di Continuazione e Inversione: Guida all’Analisi Tecnica

L’analisi tecnica è un’arma che tutti i trader dovrebbero imbracciare. La sua funzione è quella di aiutare l’investitore a comprendere il mercato e a prevedere i movimenti del futuro immediato. Lo scopo è sempre quello: redigere una strategia in grado di portare al profitto.

Esistono vari rami dell’analisi tecnica. Una, molto particolare, prende il nome di analisi grafica o chartismo. Questo tipo di analisi prende in considerazione solo il grafico e nello specifico il grafico a candele, il cui uso – almeno in questo caso – è obbligatorio. A fungere da indicatore non è lo stocastico o una media mobile, ma una o più candele.

Come funziona il chartismo? E’ molto semplice. Le candele possono susseguirsi secondo schemi significativi, chiamate figure. Il presupposto è quello tipico dell’analisi tecnica: la storia tende a ripetersi. Studiando il presente e conoscendo il passato, è possibile capire il futuro. Nella pratica, ciò si traduce nello studio delle figure, che replicano modelli in grado a loro volta di dare segnali.

Le figure sono classificate secondo il genere di segnale che producono. Esistono, per esempio, figure di continuazione e figure di inversione. Le prime suggeriscono il proseguimento del trend, le seconde una sua rottura.

Figure di continuazione

Le figure di continuazione si inseriscono nel bel mezzo di un trend consolidato e producono una situazione di stasi, una sorta di pausa prima del proseguimento del trend. Queste sono le figure di continuazione che possono essere individuate nel grafico.

Triangolo simmetrico. La particolarità di questa figura consiste nel comportamento dei massimi e dei minimi. Il prezzo si sviluppa “zigzagando”. I massimi diventano via via più bassi, i minimi diventano via via più alti, come se volessero convergere. Il triangolo simmetrico lancia il segnale quando il prezzo supera un minimo o un massimo iniziale. Se il trend originario è ascendente, a essere superato è il primo massimo. Se il trend originario è discendente, a essere superato è il primo minimo.

Triangolo ascendente. Anche qui la questione ruota attorno ai massimi e i minimi. I primi, però, rimangono immutati (o quasi) per tutta la durata della figura. Il prezzo “sbatte” in una retta di resistenza praticamente pianta. Più movimentati i minimi, che diventano via via più alte. Il segnale viene lanciato, molto banalmente, quando il prezzo sfonda la retta di resistenza. Si tratta di un segnale di continuazione del trend positivo.

Triangolo discendente. Analogo al triangolo discendente, ma opposto. Si apprezza una retta non di resistenza, ma di supporto. Dunque a rimanere “fermi” sono i minimi. I massimi si muovono, e tendono ad abbassarsi. Il segnale si ha quando il prezzo sfonda il supporto. Si tratta di un segnale di continuazione del trend negativo.

Rettangolo ascendente. Questa figura è caratterizzata dalla contemporanea presenza della retta di supporto e della retta di resistenza. I massimo e i minimi si ripetono quasi immutati. Il segnale è dato quando la resistenza viene rotta. Un segnale – è evidente – di continuazione del trend positivo.

Rettangolo discendente. Come il rettangolo ascendente, solo che a essere rotto è il supporto. Il segnale è di continuazione del trend negativo – dunque il trend originario era ribassista.

Rettangolo reversal. E’ una figura “bizzarra”, perché può durare anche mesi. E’ caratterizzata quindi da una grande incertezza. La sua particolarità, però, è data dalla discordanza di del trend originale con la direzione di uscita.

Figure di inversione

Sono più complesse delle figure di inversione, anche perché si sviluppano in archi di tempo solitamente più lunghi. Segnalano l’inversione del trend.

Testa e spalle. E’ probabilmente la figura di inversione più conosciuta e utilizzabile. E’ anche quella più efficace. Raramente viene smentita. D’altronde, le evidenze che mette a disposizione sono parzialmente visibili a occhio nudo. Il trend originario è rialzista. La testa è rappresentata da un massimo che può apparire eccessivo rispetto al trend – che è comunque positivo. Le spalle sono rappresentate invece dal massimo precedente a quello appena menzionato e poi da un massimo successivo allo stesso, che però si inserisce in un movimento del prezzo al ribasso. Le due “spalle” sono poste sullo stesso livello. Il segnale viene lanciato quando alla seconda spalla segue un altro movimento al ribasso che porta allo sfondamento di un livello di supporto (sempre inferiore al primissimo massimo visualizzato nella figura). Un segnale chiaramente di inversione.

Testa e spalle rovesciato. Analogo a “testa e spalle” normale, solo che è… Tutto al contrario. Non si parla di massimi, ma di minimi. Anche in questo caso il segnale è di inversione, da ribassista si passa a rialzista.

Doppio massimo. Il trend è rialzista, e continua a esserlo anche quando si formano due massimi relativa a breve distanza l’uno dall’altro, intervallato da una rapida e breve virata al negativo. Dopo il secondo massimo il movimento al ribasso si fa più intenso, fino a sfondare un supporto. Il segnale è lanciato solo se il secondo massimo si caratterizza per un calo dei volumi e la discesa per un aumento degli stessi.

Triplo massimo. Nonostante il nome, questa figura è più simile alla “teste e spalle”. L’unica differenza è che il massimo centrale è allo stesso livello degli altri due, come se spalla sinistra-testa-spalla destra fossero tutte sullo stesso piano. Fa fede l’analisi dei volumi. Affinché venga lanciato un segnale di inversione è necessario che subito dopo il primo massimo si evidenzi un calo dei volumi.

Spikes, o formazioni a V. Sono le figure meno utile, perché troppo rapide affinché il trader possa correre ai ripari. Servono comunque per prendere atto della inversione, come se fosse una sorta di conferma. Sono semplici da individuare: si tratta di una rapida inversione, accompagnata da un aumento altrettanto repentino (e significativo) dei volumi.