Investimenti sicuri nel 2018: ecco quali scegliere

Quali sono gli investimenti sicuri nel 2018? Quali investimenti sicuri scegliere nel 2018? In un mercato finanziario sempre più incerto e altamente influenzato anche dalla minima notizia, non è facile orientarsi e capire quali siano gli investimenti più sicuri. Sia chiaro. Non esiste un investimento con rischio pari a zero. Anche il più sicuro in assoluto, come i titoli di Stato, hanno comunque un minimo margine di rischio costituito dal possibile crac finanziario di uno Stato. L’unica cosa che un investitore può fare è ridurre al minimo tale rischio informandosi al meglio e non intraprendere strade finanziarie irte di ostacoli, pericoli ed incertezze.

Vediamo dunque quali sono gli investimenti sicuri nel 2018.

Investimenti sicuri 2018, i buoni fruttiferi postali

Buoni fruttiferi postali cosa sono

I Buoni fruttiferi postali sono tra le forme di investimento più diffuse in Italia. In quanto, alla scadenza, si ha la certezza di vedersi restituito il capitale investito più un certo importo di interessi. I quali però, è bene dirlo, proprio per la loro sicurezza, si mantengono comunque bassi.

Buoni fruttiferi postali per minorenni come funzionano

I Buoni Fruttiferi Postali possono essere intestati anche ad un minore. Basta recarsi al più vicino ufficio postale ed esibire:

  • carta di identità del genitore o di chi ha la patrià potestà
  • tessera sanitaria del bambino

Non resterà poi che compilare il modulo di apertura del buono, che potrà poi essere riscosso dal minore (o cambiato in altro tipo di buono postale) una volta che avrà compiuto i 18 anni, ovvero la maggiore età.

Il tasso di interesse di questi BFP matura fino al raggiungimento del 18° anno della persona a cui è stato intestato.

Il rendimento è variabile per quanto riguarda la durata, mentre è fisso per quanto concerne il tasso di interesse applicato. Per il 2018, ecco i rendimenti dei Buoni Fruttiferi Postali dedicati ai minori, ordinati per durata dell’investimento:

  • 1 anno e 6 mesi, 0,25%
  • 2° anno, 0,25%
  • 3° anno, 0,25%
  • 4° anno, 0,30%
  • 5° anno, 0,40%
  • 6° anno, 0,50%
  • 7° anno, 0,60%
  • 8° anno, 0,70%
  • 9° anno, 0.85%
  • 10° anno, 1,00%
  • 11° anno, 1,05%
  • 12° anno, 1,10%
  • 13° anno, 1,15%
  • 14° anno, 1,20%
  • 15° anno, 1,25%
  • 16° anno, 1,30%
  • 17° anno, 1,40%
  • 18° anno, 1,50%

Il rimborso può avvenire in ogni momento, purché la procedura venga autorizzata dal giudice tutelare. Per i buoni postali dematerializzati è possibile chiedere la restituzione totale o parziale dello stesso senza sostenere alcun costo extra.

Buoni fruttiferi postali tassazione

Occorre poi sapere che un vantaggio dei Buoni fruttiferi postali è la più bassa tassazione rispetto ad altre forme di investimento. Se infatti vige il 26% sui conti di deposito e il 20% sui conti correnti, i Buoni Fruttiferi Postali hanno invece una tassazione agevolata del 12,5%. La quale viene calcolata solo sugli interessi maturati, non sulla somma investita.

Quindi, se a titolo di esempio l’importo versato è di mille euro e ottengo cento euro di interesse, 12,5 euro vanno direttamente nelle casse dello stato. Mentre a noi resterà la differenza (87,5 euro).

L’imposta di bollo dovrà invece essere pagata per buoni del valore superiore ai 5mila euro.

Perchè i buoni fruttiferi sono sicuri? In quanto sono emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti e sono quindi garantiti dallo Stato Italiano.

Buoni fruttiferi postali tipi

Ci sono vari tipi di Buoni Fruttiferi, a seconda delle proprie esigenze:

  • per minori
  • a tasso fisso e di breve durata (fino a 3 anni)
  • a tasso fisso e di lunga durata
  • a tasso fisso più una componente indicizzata all’inflazione
  • a tasso variabile

Pur avendo una scadenza, i Buoni Fruttiferi Postali non sono vincolati. Pertanto, l’importo investito può essere sempre ritirato. A cambiare però sono gli interessi maturati, in quanto saranno sommati alla cifra iniziale soltanto se sarà passato un periodo di tempo minimo. Il quale varia a seconda del tipo di Buono fruttifero postale:

  • 6 mesi per i buoni fruttiferi postali a 18 mesi
  • 12 mesi per i buoni ordinari
  • 18 mesi, per i buoni indicizzati all’inflazione
  • 18 mesi per i buoni dedicati ai minori

Buoni fruttiferi postali come funziona cointestazione

Come funziona la cointestazione di un Buono fruttifero postale? Un Buono fruttifero postale può essere anche cointestato fino a 4 persone. Ognuna di essa può ottenere la propria quota (detta rimborso disgiunto), almeno che in fase di sottoscrizione tale possibilità sia stata esplicitamente vietata. A dispetto del singolo BFP, in quello cointestato tutti devono essere maggiorenni. La possibilità della cointestazione ad un minorenne è stata vietata a partire dal 5 ottobre 2003.

Buoni fruttiferi postali titolare residente estero

Cosa deve fare un titolare di un Buono fruttifero postale che risiede all’estero? Per poter ottenere il rimborso dei suoi titoli deve rivolgersi al Consolato Italiano del paese ove risiede. Deve pertanto compilare un modulo di “delega speciale per riscuotere il Buono Fruttifero Postale”.

L’ufficio Postale emetterà poi un assegno vidimato non trasferibile in favore del possessore del buono. Oppure emetterà un bonifico estero di accredito direttamente sul conto corrente bancario del beneficiario.

Investimenti sicuri 2018, i conti deposito

Conti deposito cosa sono

Tra gli investimenti sicuri nel 2018, una voce meritano sempre i conti deposito. Sebbene ormai i loro rendimenti siano crollati. Qualche offerta in giro ancora valida c’è, che arriva ad un rendimento lordo anche del 2,50%.

Conti deposito come sceglierli

Per scegliere il miglior buono deposito, occorre calcolare queste 3 variabili:

  • Rendimenti
  • Costi di apertura del conto
  • Durata minima dell’eventuale vincolo

Migliori conti deposito vincolati

Ecco la classifica dei migliori conti deposito 2018. Ricordiamo però che noi riportiamo solo il tasso loro, mentre le altre specifiche tecniche dovrete vederle sul sito ufficiale della Banca. Inoltre, si tratta di conti deposito vincolati, il che significa che nel caso in cui se ne dovesse aver bisogno prima del tempo, si rischiano penali e/o la perdita degli interessi maturati. Quindi, paradossalmente, si rischia pure di ottenere meno di quanto inizialmente investito:

  • Wibida, 2,00%
  • Santander, 1,80%
  • Vincolo Facto, 1,75%
  • ContoInCreval, Credito Valtellinese, 1,60%
  • Vincoto Facto Plus, 1,55%
  • FCA Bank, 1,50%
  • InMediolanum, Banca Mediolanum, 1,25%
  • Che Banca!, 2,50%
  • YouBanking, 1,00%
  • Fineco, 0,50%

Di solito, i vincoli sono di 3 tipi:

  • A 3 mesi
  • A 6 mesi
  • A 12 mesi
  • A 18 mesi (più rari)

Maggiore è la durata del vincolo e più alta sarà la remunerazione, l’interesse, a cui si ha diritto.

Conti deposito non vincolati

Se invece si vuole optare per conti deposito non vincolati, allora si può scegliere tra queste Banche, ma che offrono un tasso lordo di interesse più basso:

  • Hello! Money, 0,75%
  • Conto Deposito Deutsche Bank Easy, 0,25%

quindi a vedere i costi dei conti di deposito, ovvero quanto mi costa aprire e mantenere un conto di risparmio.

Conti deposito costi

Ecco invece i costi solitamente da sostenere per aprire un conto deposito:

  1. Spese di apertura e mantenimento del conto
  2. Imposta di bollo: Per legge sui conti di deposito occorre pagare l’imposta di bollo annuale, pari al 2 per mille della somma depositata. Questo costo dovrebbe essere pagato dal correntista. A primo impatto può sembrare una spesa di poco conto, ma si tratta di 2 euro ogni 1.000 euro depositati
  3. I rendimenti: E’ davvero difficile trovare dei conti di deposito i cui tassi di interesse superano di molto l’1%, mentre la maggior parte sono al di sotto di questa percentuale. Pertanto, i conti deposito vengono visti più come strumenti di risparmio che di investimento
  4. Capitalizzazione degli interessi, cioè quando vi vengono accreditati gli interessi sul conto. Può essere ogni 3 mesi (trimestrale), ogni 6 mesi (semestrale) o ogni anno (annuale), addirittura alcune banche la offrono in anticipo (come Che Banca!). La differenza, alla fine, è notevole perché se gli interessi vengono capitalizzati ogni 3 mesi, ad esempio, si vanno ad aggiungere al capitale disponibile e, a loro volta, genereranno interessi.
  5. La tassazione degli interessi. In Italia sono previste tre fasce di interessi sulle remunerazioni da interesse: 26% per i conti di deposito, 12,5% per BTP e BFP, 20% per il libretto postale.
  6. Sicurezza della banca: meglio sempre scegliere banche solidi, anche alla luce di tutto quanto successo ultimamente con le Banche popolari. Nomi come Banca Mediolanum, Che Banca (che fa parte del gruppo MedioBanca), Intesa San Paolo, Unicredit o Deutsche Bank sono sinonimo di affidabilità.

Investimenti sicuri 2018, Obbligazioni statali

Trattasi di titoli di debito emessi dallo stato italiano che garantiscono un certo rendimento a scadenza. La sicurezza deriva dal fatto che lo stato italiano, nonostante la crisi economica, è solido e ha pochissime possibilità di fallire. Anche perché ha le spalle coperte dell’Unione europea, che pur di rimpilzarlo di prestiti, non potrebbe permettersi il fallimento di uno stato membro. Un po’ quanto accaduto alla Grecia.

Ecco quali sono le obbligazioni statali:

  • i BOT (acronimo di Buoni Ordinari del Tesoro) hanno una durata breve, non oltre 12 mesi e sono titoli a zero coupon, che vengono dunque acquistati sotto la pari (ad esempio a 96) e rivenduti alla pari (ad esempio a 100). Furono lanciati tra gli anni ’70 e ’80 dai governi dell’epoca (sempre guidati dalla Democrazia cristiana, con l’ausilio di socialisti e altri partitini) con l’obiettivo di reperire soldi per coprire i debiti ritenuti, all’epoca, temporanei. Proprio in virtù della breve scadenza, i BOT furono accolti con grande interesse dall’investitore medio. Il vero successo dei BOT dell’epoca era però legato al rendimento: dal 15% al 25% annuo. Oggi una chimera. Tanto che sono da considerarsi solo come un deposito sicuro per i propri soldi, ma non certo un investimento vero e proprio.
  • i BTP (acronimo di Buoni del Tesoro Poliennali) hanno una durata di oltre un anno e il rendimento è calcolato mediante applicazione di un tasso di interesse. Gli interessi odierni sono al 1° febbraio 2018 il 4,5% e per il 1° marzo 2019 a 4,5%. In questo particolare momento storico, siamo in una situazione completamente opposta a quella ideale per investire in BTP, considerando che i tassi di interesse sono al minimo e l’inflazione è molto bassa, al punto che si parla di inflazione ferma.
  • i CCT (acronimo di Certificati di credito del tesoro) hanno una durata di 7 anni e il loro rendimento dipende da quello dei BOT e da quello di un tasso variabile (come l’Euribor). Investimento minimo richiesto è di 1.000 euro. Da marzo 1991 vengono emessi con durata settennale, in precedenza vi sono state emissioni con scadenze molto diversificate (tra i due e i dieci anni). Vengono assegnati con asta marginale la quale si tiene di solito con cadenza mensile e sono generalmente riaperture della precedente emissione dello stesso titolo. Solitamente, con cadenza annuale vi è un’asta di emissione di nuovi titoli. Nel 2010 i CCT sono stati affiancati dal CCTEu. La differenza è che, sebbene il tasso sia sempre variabile, esso è indicizzato al tasso di interesse interbancario Euribor 6 mesi più uno spread che varia dallo 0.6 per il breve periodo all’1.0 per le emissioni con scadenza più lontana.
  • i CTZ (acronimo di Certificato del tesoro zero-coupon) hanno una durata di 2 anni. Investimento minimo 1.000 euro. I CTZ sono soggetti a riaperture che possono ridurne la durata originaria. Inoltre, la data di scadenza coincide sempre con un giorno lavorativo. Sui mercati secondari possono essere scambiati presso il Mercato telematico delle obbligazioni e dei titoli di Stato (MOT) (per tagli di 1.000 € o multipli) e presso il segmento MTS (per quantità superiori ai 2,5 milioni di euro).

Investimenti sicuri 2018, obbligazioni societarie

Naturalmente, a parte le obbligazioni statali, le obbligazioni possono essere emesse anche da società private. Le quali decidono di finanziarsi emettendo dei titoli di debito piuttosto che nuove azioni. Il loro rendimento può essere sia a tasso fisso che variabile, così come a cambiare in base al tipo è la durata (lunga o breve), così come la loro provenienza (italiane o straniere).

Rispetto alle obbligazioni emesse dallo Stato, quelle societarie chiaramente sono legate all’andamento di una società. E potreste ritrovarvi con carta straccia tra le mani se la società privata finisce per fallire. Pertanto, prima di sottoscrivere una obbligazione societaria, consigliamo vivamente di informarvi bene sulla società che le emette. Quindi sullo stato di salute finanziario, economico e patrimoniale della società. Oltre che ovviamente sulla sua storia recente e passata.

Investimenti sicuri nel 2018, le azioni

Possono essere le azioni investimenti sicuri per il 2018? qualcuno potrebbe storcere il naso, eppure sembrerebbe di sì. Secondo alcuni studi elaborati in un lungo lasso di tempo, il mercato azionario è risultato essere, sul lungo periodo (almeno 10 anni), quello più sicuro di tutti, oltre che quello con i rendimenti più alti. Ma su quali azioni puntare? Sembra che le migliori soddisfazioni arrivino dalle azioni emesse dalle banche italiane e, immancabilmente, delle società quotate in borsa che si occupano di Hi-tech. Un settore che sembra non conoscere crisi, anche nel periodo tremendo post-2008. Ma attenzione anche alle azioni delle società cinesi.

Premettiamo però che le nostre sono previsioni e consigli. Ma non spingiamo ad investire in questo o quel titolo. Informatevi sempre con più fonti indipendenti, anche perché lo scenario che potrebbe esserci quando leggete, potrebbe essere molto diverso rispetto a quello che c’era quando abbiamo redatto l’articolo.

Vediamo di seguito su quali azioni puntare nel 2018.

Azioni delle banche italiane

Una Banca che pare essere in buona salute è la BPER, Banca Popolare dell’Emilia Romagna, che lo scorso anno ha ricevuto un rating buy con prezzo obiettivo 4,85 euro ad azione. L’istituto di Modena è impegnato nell’acquisto di una delle good bank nate dopo il salvataggio di CariFerrara, CariChieti, Banca Marche e Banca Etruria.

Sembra che BPER abbia deciso di investire fino a 80 milioni di euro per acquistare Banca Etruria, che al momento è capitalizzata circa 450 milioni di euro.

Altra banca interessante sembra essere il Credito Valtellinese, che lo scorso anno presentava un prezzo obiettivo di 55 centesimi ad azione. In questo caso l’investimento in azioni è consigliato perché la banca ha un eccesso di capitali e può beneficiare della stabilizzazione dei tassi di interesse.

UBS conferma che la situazione di queste due banche è migliore rispetto a quella di altri istituti di credito bancari italiani, tra cui MPS (Monte dei Paschi di Siena) alle prese con una forte crisi economica.

Le due banche italiane hanno altresì una solida base di capitali grazie ad un Cet1 fully loaded del 12% (BPER si trova al 14%).

Nel 2017, UBS ha assegnato un rating “neutral” a Banca Carige e Credem. In questo caso il prezzo obiettivo della singola azione è rispettivamente di 0,35 euro e di 5,55 euro. Entrambe le azioni si trovano con dei rendimenti inferiori alla media europea, che però dovrebbero migliorare grazie ad una stabilizzazione dei ricavi core e un taglio moderato dei costi.

Azioni delle società Hi tech

Per quanto riguarda il settore Hi tech, si distinguono le seguenti società:

a) NVIDIA Corporation (Nasdaq: NVDA) è uno dei primi titoli da considerare, in odore di boom nel 2018. Nel 2017, le azioni NVIDIA sono quasi raddoppiate in valore grazie ad una quota di mercato sempre crescente da parte dell’azienda, che si occupa di elaborazione grafica e schede grafiche per i personal computer. NVIDIA deve fare i conti con la rivale Advanced Micro Devices (NASDAQ: AMD), anche se sembra stia battendo la concorrenza. Gli investitori e gli analisti si dicono soddisfatti dalla crescita dei ricavi della società, ma anche delle sue prospettive, dato che si sta espandendo verso altri mercati. Nel 2018, quindi, potrebbe dare belle soddisfazioni.

b) Facebook

Facebook, il Re dei Social network, è sempre da tener presente. Sebbene sia nato nel 2004, solo da pochi anni è quotato in Borsa ma è un titolo destinato a crescere. Oggi l’azienda è una delle più solide nel settore tecnologico. Tra le prospettive più promettenti, il fatto che stia lavorando da un pò alla Realtà Virtuale (VR, in inglese) con “Oculus” VR, una startup che ha acquistato per 2 miliardi di dollari. Inoltre, i suoi ricavi che pervengono dagli annunci pubblicitari, sono in crescita. E ciò è motivo di buona salute.

c) Alphabet Inc (Google)

La Realtà Virtuale sembra essere il maggiore terreno di scontro per le società Hi tech nel 2018, tanto che si stima che esso potrà arrivare a valere 30 miliardi di dollari entro il 2020. del resto, l’incredibile successo del gioco Pokémon Go, ha aumentato l’interesse verso questo settore. La voglia di fuggire dalla realtà è ormai un aspetto che i mercati Hi tech tengono conto. A partire da oltre una decina di anni fa con Second Life. Google ovviamente non può non essere della partita, e lo fa con Alphabet Inc (Google). Del resto, Big G si è già affermata come una delle principali aziende di tecnologia VR, e il suo valore azionario crescerà sempre più. Google Cardboard (https://vr.google.com/cardboard/) è il primo approccio a questa realtà. Questa tecnologia ha un forte potenziale di ritorno degli investimenti, considerando che è pure agli inizi.

d) BYD Company Ltd.

Occhio poi alle azioni di BYD, considerate “abbastanza buone” per il Guru del trading Warren Buffett. BYD è uno dei principali produttori al mondo di batterie al litio e negli ultimi cinque anni le azioni hanno guadagnato oltre il 160%. Del resto, sono le batterie che alimentano i nostri inseparabili smartphone e tablet. Ma le azioni di BYD sono destinate a salire in quanto le batterie al litio troveranno un nuovo mercato: quello delle auto elettriche. Per ora ancora di nicchia, ma destinate all’uso di massa nel giro di 10 o massimo 20 anni. Da abbattere due problemi: la ancora scarsa diffusione di colonnine per la ricarica e il costo alto di ogni vettura.

e) Under Armour Inc

Le azioni di Under Armour Inc. (NYSE: UA) hanno perso quasi metà del loro valore nell’aprile 2016. Il titolo è stato scambiato intorno a 40 dollari, ma le previsioni sono positive. Under Armour è all’avanguardia in un nuovo importante trend: quello della tecnologia indossabile. UA è pronta a sfruttare l’onda di domanda, realizzando abbigliamenti “intelligenti”: si pensi al potere, in una giornata calda e umida, avere una camicia che regola automaticamente la temperatura, così da sentirsi immediatamente a proprio agio. I capi di abbigliamento Under Armour sono altresì in grado di monitorare la frequenza cardiaca, il controllo delle calorie bruciate e tutta una serie di altre funzioni che attualmente richiedono l’uso di accessori extra. Stiamo parlando di una società rilevata da Apple. E abbiamo detto tutto.

Acquistare azioni cinesi quotate a Hong Kong

Il mercato cinese, in ascesa da decenni, non può di certo essere snobbato. Le aziende cinesi che sono quotate nelle principali borse cinesi (come Shanghai o Shenzhen) sono chiamate A-shares, denominate in yuan cinesi e molto attraenti per gli investitori locali. Inoltre, alcune compagnie dovrebbero essere lanciate anche sulla borsa di Hong Kong: si tratta di azioni che rientrano all’interno della giurisdizione cinese ma che sono quotate in dollari di Hong Kong. Proprio come accade ad ogni altra azienda quotata su questo mercato. Tali azioni sono chiamate H-shares e possono essere acquistate anche da investitori stranieri. Anzi, ad oggi, rappresentano uno dei modi migliori per poter investire in Cina.

Perché conviene investire in azioni H-shares rispetto alle A-shares? Prendendo ad esempio l’anno 2014, si nota infatti che dopo un periodo di trading ad un valore leggermente scontato rispetto alle H-shares sono salite di prezzo e sono oggi quotate ad un valore mediamente superiore del 25% rispetto allo stesso prezzo di quotazione che, sempre le stesse azioni, hanno sulla Borsa di Hong Kong. Ciò potrebbe essere dovuto al fatto che gli investitori che si rivolgono alle azioni A-shares sono differenti rispetto a quelli delle H-shares. Nel primo caso si parla di persone cinesi che hanno denaro da investire, nel secondo di investitori internazionali. I primi in genere sono pronti ad acquistare in massa e vendere in seguito in maniera “rampante”. Sul mercato di Hong Kong, invece, troviamo per lo più investitori istituzionali, che mettono in pratica un “sali-scendi” molto più limitato.

Ma a parte i sentiment di mercato, dobbiamo prendere in considerazione anche fattori prettamente tecnici. Si pensi alle difficoltà collegate al cosiddetto “cross-border trading” tra la Cina mainland e Hong Kong. Risulta infatti complicato per un investitore straniero riuscire ad investire nelle borse della Cina mainland, considerando il fatto che il paese asiatico restringe in maniera notevole il flusso di denaro da e per il paese, cosa che rende operazioni come l’arbitraggio molto difficili da fare (e sicuramente più onerose). E non a caso, la Cina ha messo fuori legge le Ico prima e le criptovalute poi. Con la preoccupazione che dietro questi strumenti virtuali si nascondano investimenti stranieri. Come del resto stava di fatto accadendo.

Poi ci si mette pure il fatto che il dollaro di Hong Kong è legato a quello americano (il cosiddetto “peg”). Cosa che non troviamo ovviamente per lo yuan cinese. Infine, troviamo differenze di regolamenti tra le borse di Hong Kong e quelle cinesi.

Dunque, questo “sconto” del 25% sulle azioni delle stesse società quotate a Hong Kong anziché a Shanghai o Shenzhen, è un’anomalia da sfruttare. Ma come? Dato che potrebbe essere difficile per i trader privati investire direttamente sui mercati istituzionali, la migliore soluzione potrebbe essere quella di scegliere dei broker italiani per investire in azioni, che consentono di acquistare anche quote di azioni grazie alla leva finanziaria. Come consigliamo sempre, scegliete Broker che abbiano regolare licenza da parte della CONSOB. Massima autorità garante sui mercati finanziari. E che prevedano di fare trading mediante i Contratti per differenza, i CFD.

Investimenti sicuri 2018, gli immobili

Il mito del mattone non muore mai. Cosa alquanto vera oggi come oggi, con un mercato finanziario in continua fibrillazione. Ovviamente occorre sempre scegliere l’immobile giusto da comprare. La scelta migliore sarebbe quella di acquistare un immobile che ricada in una zona facilmente affittabile (specie una zona turistica, vicino al mare o in montagna dove d’inverno cade la neve) o che sia veloce da vendere qualora ci sia il bisogno di venderla subito. Oltre al mercato italiano, si può anche optare per mercati stranieri. Specie quelli che non adottano l’Euro (Paesi dell’est Europa come la Polonia, la Bulgaria o l’Albania ad esempio, dove peraltro stanno andando a vivere molti italiani). O che rientrano nell’Eurozona ma che offrono ottimi vantaggi fiscali (come Portogallo o Irlanda) o andando oltre l’Europa come la Thailandia.

Se proprio non vogliamo spostarci troppo anche la Svizzera può essere una ottima soluzione. O la capitale europea più importante: Londra. Vediamo come fare.

Comprare un immobile in Svizzera

Gli italiani non residenti in Svizzera possono comunque acquistare un immobile, ma va da sé che ci sono zone più proibitive di altre. La Svizzera è grosso modo tutta ricca, ma la zona che forse conviene di più agli italiani è proprio il cantone italiano: il Canton Ticino, in maniera particolare la bella città di Lugano. Quest’ultima, a parte per la sua bellezza, è consigliabile sia perché è facile affittare l’appartamento o la casa ai turisti, sia perché la si potrà rivendere in futuro realizzando anche un discreto margine economico. Lugano è molto vicina alla Lombardia, quindi molto frequentata da italiani ai quali si potrebbe fittare facilmente casa senza troppi problemi di lingua.

Come funziona per le case in Svizzera? I 26 cantoni in cui il paese è diviso sono sovrani, il che significa che ognuno di essi ha una sua legislazione tributaria. Una casa di proprietà nel Canton Ticino, viene tassata circa l’1,4 per mille sul suo valore. Da non dimenticare che, se si affitta l’immobile, occorrerà pagare le tasse anche sul valore locativo. Se poi si è residenti in Italia, la situazione peggiora in quanto occorre fare i conti anche col Fisco italiano. Che manco a dirlo impone tasse molto più alte.

Come funziona per acquistare casa in Svizzera? Queste in linea di massima le regole:

  • i cittadini UE domiciliati in Svizzera hanno esattamente gli stessi diritti come i cittadini svizzeri;
  • i cittadini UE che vogliono comprare una casa per le vacanze e non sono domiciliati in Svizzera, hanno bisogno di un’autorizzazione che si ottiene dall’autorità competente (come un registro fondiario o l’ispettorato dello stesso)

In conclusione, il trend economico della Svizzera è in crescita, dato che il paese ha risentito davvero poco della crisi economica mondiale. Ciò significa che attira ancora molti lavoratori italiani (frontalieri e non, quelli cioè che fittano case) oltre che turisti. Unico freno potrebbe però essere il fatto che la Banca Nazionale Svizzera dal gennaio 2015 ha preso una decisione epocale: ha “sganciato” il franco svizzero dall’euro. Ciò ha fatto sì che l’Euro perdesse terreno nei confronti del franco svizzero e quindi i rapporti con la Svizzera sono diventati più “cari” per noi italiani.

Comprare un immobile a Londra

Il mercato immobiliare londinese sta vedendo un trend rialzista dei prezzi inarrestabile dal 2005. ciò soprattutto dovuto al fatto che la capitale inglese continua ad attrarre lavoratori immigrati e studenti da altri Paesi del Mondo. Compresa l’Italia. Anzi, la comunità italiana a Londra è una delle più numerose. Dunque, acquistare un immobile a Londra potrebbe rivelarsi un investimento sicuro. E se è vero che fare questa operazione è sicuramente una cosa molto cara, è anche vero che la sterlina dopo la Brexit si è deprezzata rispetto all’Euro. E quindi ciò controbilancia l’onerosità dell’operazione.

Ovviamente Londra è una city molto vasta e con vari tipi di quartieri, ognuno con la propria peculiarità. Dove conviene investire? Vediamolo di seguito:

  • Croydon: un tempo considerata fuori moda, ora ha visto lievitare i suoi prezzi. Dal 2016 al 2017, ad esempio, del 13,1%. Nel 2011 fu protagonista di pesanti rivolte da parte di immigrati di colore ghettizzati, ma oggi è diventata una mecca della vendita al dettaglio, con due grandi centri commerciali che si divideranno i residenti. Vanta anche una propria Tech City che è stata definita come la “Silicon Valley del sud di Londra”. A riprova della sua continua evoluzione i tanti cantieri che non sfuggono al visitatore. Specie nella zona est. Ad oggi il valore medio delle case a Croydon è di £ 309.488
  • Ealing Broadway: l’arrivo del Crossrail, previsto proprio quest’anno, ha fatto di Ealing Broadway un’area molto appetibile per gli investitori. Si fa apprezzare per i suoi tanti parchi, spazi aperti e scuole. Il che rende questo quartiere ideale per le famiglie. E’ altresì relativamente conveniente rispetto ad aree come Hammersmith. Il centro di Ealing ha poi beneficiato dell’approdo di tanti negozi indipendenti. Valore medio delle case a Ealing Broadway: £ 696.256
  • Hackney Wick: questo quartiere non deve considerarsi un’area dove possono vivere solo gli artisti. Si tratta di un’area ex-industriale che ha moltiplicato il suo valore dopo le Olimpiadi del 2012. I prezzi sembrano destinati a salire mano a mano che ci saranno migliori collegamenti con i mezzi di trasporto. Il fatto che sia situata vicino a Shoreditch, area più sviluppata, fa sì che gli acquirenti di nuove case guardino più lontano, rendendo quindi Hackney Wick un’opzione attraente e meno costosa. Almeno per ora. Ma le prospettive di crescita sono ottime. Valore medio delle case a Hackney Wick: £ 613.547
  • Camberwell: è un quartiere londinese che vanta una crescita enorme negli ultimi tempi. Un tempo considerato uno dei quartieri più malfamati, oggi vive di migliore credenzialità. La zona è di fatto un ritrovo per gli studenti provenienti dal Goldsmiths College, Camberwell College of Arts e Kings College. Ma sta attirando sempre più pure le famiglie che hanno bambini alle scuole primarie. Inoltre, dovrebbe beneficiare ulteriormente dell’apertura della metropolitana proveniente da Bakerloo. Quindi, si trasformerà ancora di più in una valida opzione residenziale. Valore medio delle case a Camberwell: £ 451.345.
  • Twickenham: nel 2017 ha ospitato la Coppa del Mondo di rugby, il che gli ha dato enorme visibilità internazionale. Questo quartiere è un buon mix di case vittoriane, in stile edwardiano e di nuova costruzione. Ma ciò che rende la zona invidiabile è la vicinanza alla M3, i treni veloci fino a Waterloo e l’aeroporto di Heathrow. Dunque anche ottimamente collegata. Valore medio delle case a Twickenham: £ 666.716.
  • Bayswater: è il quartiere che incarna al meglio il trambusto del centro di Londra. Trattasi di una delle aree a maggior potenziale di sviluppo e rigenerazione di Londra. Combina molto bene quartieri di lusso e caffè bohémien, tanto che qualcuno lo vede come il prossimo Notting Hill di Londra. Questo quartiere offre varie opzioni residenziali: dalle terrazze georgiane fino a piccoli studio flat. La vicinanza a Oxford Circus e Paddington l’ha resa popolare tra le persone più benestanti. Insomma, capirete che i prezzi qui raddoppiano rispetto ai precedenti, ma se avete denaro da spendere, è un investimento sicuro. Valore medio delle case a Baywater: £ 1.276.477
  • Whitechapel: negli anni ha beneficiato di alcune realizzazioni, come quella di Barratt Homes che ha sviluppato una torre alta 27 piani al 35 di Whitechapel High Street, dove si vendono 170 appartamenti di lusso. Aldgate Place è invece un’area che include ben 500 appartamenti, oltre a negozi, ristoranti e un nuovo spazio pubblico. Anche qui troviamo un buon mix tra case vittoriane e appartamenti di nuova costruzione. Si trova a 25 minuti dal centro di Londra. I prezzi non sono esorbitanti, eppure ci troviamo tutti i crismi del centro londinese. Valore medio delle case a Whitechapel: £ 645.293
  • Nine Elms: il quartiere più riqualificato di Londra. Considerando che stiamo parlando di una ex area rifiuti e oggi sede di tutta una serie di sviluppi. Nel 2010 la svolta: il Nine Elms Vauxhall Partnership ha realizzato 16.000 nuove case, tra cui 3.000 a prezzi accessibili, in 20 siti di sviluppo. Qui ha sede anche l’ambasciata degli Stati Uniti e il New Covent Garden Market, oltre a due nuove stazioni della metropolitana. Quindi le prospettive di crescita ci sono tutte. Valore medio delle case a Nine Elms: £ 658.266
  • Hither Green: una volta considerata la cugina povera di Lewisham, oggi presenta caffè alla moda, bar, boutique eleganti e l’accesso al centro di Londra. Anche qui ci troviamo un buon mix di case vittoriane e nuove costruzioni. Valore medio delle case a Hither Green: £ 410.158
  • Manor Park: quartiere ottimo per i trasporti. Il Crossrail dovrebbe essere completato entro il 2018. Il che dovrebbe portare tutto quanto si trova sulla sua linea a salire di prezzo fino al 50%. ma già oggi Manor Park vede un buon afflusso di giovani professionisti e famiglie. Valore medio delle case a Manor Park: £ 304.258

Migliori investimenti 2018, i Fondi comuni di investimento (PAC)

Si tratta di fondi gestiti da società costituite proprio per lo scopo. Funzionano così: una serie di investitori danno i loro soldi a queste società (di qui il nome di “fondi comuni”), le quali li investono in diversi mercati cercando di diversificare quanto più possibile il proprio portafoglio (minimizzando così i rischi), garantendosi poi il ritorno economico più elevato possibile.

Investimenti sicuri nel 2018, i fondi pensione

Li possiamo paragonare ai fondi comuni di investimento, con la differenza che il loro scopo primario sia quello di andare ad integrare la pensione statale. Sono ottimi per artigiani e lavoratori autonomi, che prendono una pensione molto bassa nonostante il lavoro svolti negli anni. Il vantaggio più importante di questo investimento garantito è legato alle agevolazioni fiscali.

Investimenti sicuri 2018, i servizi offerti dalla banca

Anche le banche propongono ai loro clienti tante opportunità di investimenti sicuri. Si pensi alle succitate obbligazioni, ai succitati fondi comuni di investimento e ai già citati conti di deposito. Alla luce di quanto fatto ultimamente da diverse banche italiane (dal colosso Monte dei Paschi di Siena alle banche popolari e territoriali come Banca Etruria o la Popolare di Vicenza) consigliamo vivamente sempre di leggere attentamente quello che le banche propongono. Magari facendovi aiutare da un esperto. La Banca d’Italia e la Consob hanno dimostrato di essere inefficaci nei controlli preventivi.

Investimenti sicuri 2018, i servizi offerti da Poste italiane

Ormai da anni anche Poste italiane offre tanti servizi finanziari, al pari di una banca. Di seguito riportiamo i più interessanti, avendo già parlato dei Buoni fruttiferi postali.

Libretti di risparmio

Come i conti di deposito, anche i libretti di risparmio garantiscono un certo interesse annuo, oltre che la restituzione del capitale investito. Ciò in quanto non c’è praticamente rischio e la sicurezza di questi investimenti è alta (possiamo davvero metterla uguale al 100%) il rendimento è minimo.

Una soluzione più remunerativa da un punto di vista degli interessi pagati è quella del libretto postale Smart, che grazie all’offerta SuperSmart permette anche di bloccare delle somme per 90 o 180 giorni e “godere” di tassi di interesse ancora migliori.

Certificati di deposito

Si tratta di contratti che garantiscono un certo rendimento alla scadenza. Tale guadagno viene calcolato, a seconda del tasso di interesse, in tre diversi modi:

  • tasso fisso, quando il rendimento non varia fino alla scadenza
  • tasso variabile, quando il tasso di interesse legato all’investimento segue, in maniera proporzionale, un tasso di riferimento (come l’Euribor)
  • zero coupon, se si acquista un certificato di deposito sotto la pari e si ha un rimborso alla pari. Ad esempio, lo si acquista a 95 e se ne ottiene il rimborso a 100). In questo caso il lucro, il guadagno, è dato dalla differenza tra prezzo pagato e valore incassato.

La durata di questi buoni varia da 3 mesi a 5 anni. Se la durata prevista è maggiore di 18 mesi, dopo tale periodo scatta comunque la rimborsabilità.

Investimenti sicuri 2018, le monete rare ed antiche

Anche nel 2018, investire in monete rare è un investimento sicuro. Parliamo ovviamente di monete antiche o comunque fuori emissione. Anche le vecchie lire italiane rare possono avere un mercato fino a 15.000 euro. Occhio anche agli euro correnti che presentano errori di conio (ecco qui una lista).

Bitcoin è un investimento sicuro nel 2018?

Purtroppo dobbiamo rispondere di No, in quanto le criptovalute sono asset particolari che patiscono un’alta volatilità. Quindi, se da un lato possono far conseguire al trader alti guadagni, dall’altro sono montagne russe sulle quali bisogna saper stare.

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