Investimenti all’estero: conviene acquistare casa fuori dall’Italia?

Sono sempre di più gli italiani che scelgono di acquistare casa al di fuori dell’Italia. Secondo quanto afferma un ultimo report condotto da Scenari Immobiliari, infatti, nel corso del 2013 sarebbero oltre 42.300 le abitazioni acquistate dalle famiglie italiane, con un incremento del 6,3% rispetto all’anno precedente, e con prospettive di forte crescita anche per il 2014, esercizio nel quale le compravendite dovrebbero toccare quota 45 mila unità.

Ma quale è la tendenza degli italiani all’estero? E in quali Paesi si concentra il maggior numero di operazioni di acquisto immobiliare?

Partiamo con ordine, e facciamo chiarezza sul primo punto. Appare infatti oramai evidente che gli italiani stanno acquistando proprietà immobiliari all’estero per cercare di monetizzare in maniera efficiente i propri risparmi, evitando di tradire il “mattone”, ma modificando la destinazione territoriale del proprio impiego. A costoro si aggiungono inoltre gli italiani che scelgono di acquistare una casa all’estero per scopo strettamente personale: non sorprende assistere a un continuo incremento di nostri connazionali che scelgono di vivere all’estero, o accompagnare il proprio figlio in un nuovo Paese. Aumenta anche il fenomeno dei pensionati italiani che scelgono una destinazione internazionale per godersi la terza età, individuando un Paese dove il costo della vita è meno elevato di quello italiano e dove, sostanzialmente, appare possibile conciliare un miglior tenore con la pensione tricolore.

Per quanto attiene invece le destinazioni territoriali degli investimenti, tra le preferite risultano essere ancora New York, Parigi, Londra e altre grandi capitali globali: in queste metropoli è molto facile mettere a reddito dei piccoli appartamenti, e il ritorno economico è più che assicurato. Nell’area mediterranea cala l’interesse per la Grecia mentre, dopo la crisi di settore degli ultimi anni, sembra ritornare quello per la Spagna.

E sotto il profilo della convenienza? Al di là della necessità di acquistare case con le proprie risorse monetarie, tutte le proprietà immobiliari detenute all’estero sono soggette al pagamento dell’imposta sul valore degli immobili situati all’estero (Ivie), introdotta nel mese di dicembre del 2011 dal decreto Salva Italia e, successivamente, modificata in correzione di alcuni profili giudicati critici. Una sorta di Imu riservata agli italiani che detengono una casa all’estero, e che potrebbe contribuire a pregiudicare la convenienza di un investimento straniero sul mattone, se tale impiego non viene effettuato con una logica di (almeno) medio termine, e in destinazioni dalla probabile convenienza economia.

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