Investimenti cinesi in Africa, previsioni di grande crescita per il 2014 – 2015

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Stando a quanto affermava pochi giorni fa l’American Enterprise Institute, la Cina ha “colonizzato” finanziariamente l’Africa mediante una massiva campagna di investimenti, in corso di continuo sviluppo. Nel corso del biennio 2014 – 2015 la presenza asiatica (e soprattutto cinese) nel continente africano dovrebbe crescere con ottimi ritmi, garantendo a Pechino un ruolo di grande riferimento nella corsa all’emersione dell’economia della macro area.

Simbolo di questa presenza – finora, alternativamente invasiva – sono le maxi città che stanno sorgendo nel continente. Tra i casi più emblematici rileviamo quello di Nova Cidade de Kilamba, una città a 30 km da Luanda, in Angola, formata da 750 fabbricati di 5, 8 e 11 piani, identici nella tipologia e in grado di occupare un territorio di 5.000 ettari. L’arricchimento di aree verdi, parcheggi e servizi completa la gamma di principali peculiarità di tale nuova città, costata 2,2 miliardi di sterline e, ad oggi, praticamente vuota. I prezzi delle case in Nova Cidade partono infatti da 100 mila dollari, e la quantità di proprietà immobiliari invendute tocca il 90%.

L’obiettivo della China International Trust and Investment Corporation, realizzatrice di Kilamba, era indurre almeno mezzo milione di persone a ruotare intorno ai servizi cittadini. Un obiettivo finora lontano dall’esser realizzato, visto e considerato che la popolazione non ha mai abbracciato questo avveniristico progetto. La classe media angolana sembra infatti esser ben lontana dall’emersione e, in ogni caso, anche i pochi abbienti non hanno mostrato un significativo interesse per l’acquisto di case in una macro zona nel quale mancano le principali attrattive.

Kilamba rischia così di diventare il simbolo, suo malgrado, di un’attività espansionistica cinese quanto mai pressante e incisiva oltre che – ammettiamo – non sempre sostenibile.  Rimane a questo punto aperta un’altra ipotesi, sempre più probabile: che Kilamba, così come molte altre città “fantasma”, sia stata costruita per ospitare i flussi migratori dalla Cina, in odor di colonizzazione (questa volta, non solo finanziaria), del continente africano.