Investimenti Americani in Italia

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Per centrare la tanto sospirata ripresa economica l’Italia necessita di attirare a sé capitali esteri e per farlo inevitabilmente necessita di riforme. Si tratta di qualcosa di irrinunciabile e irrimandabile, infatti prendendo in considerazione ad esempio una delle maggiori potenze mondiali, ossia gli Stati Uniti, si scopre che l’Italia è solo al ventiseiesimo posto nella loro graduatoria di investimenti diretti. I capitali americani nel bel paese dunque, seppur presenti in misura consistente, sono frenati da problemi di efficienza della macchina burocratica italiana e della poca fiducia verso i Governi che si stanno susseguendo, sempre sull’orlo di una crisi politica.

Aldilà di questi aspetti, la quantità di capitali investiti in Italia dagli americani resta ingente, aggirandosi attorno ai 335 miliardi di dollari (l’equivalente di circa 250 miliardi di euro). Nel complesso gli investimenti Usa rappresentano l’8,7% circa sul totale degli investimenti esteri realizzati in Italia.

I maggiori settori di investimento, sempre relativamente ai capitali statunitensi nel nostro paese, sono in primis quello manifatturiero (che porta circa 8 miliardi di $ l’anno), poi i settori della chimica, quello dei computer e dell’elettronica in genere, ma anche quello della meccanica. Diversi miliardi ogni anno arrivano anche dal settore finanziario / assicurativo, così come non sono da sottovalutare il commercio all’ingrosso e i servizi di informatica (che generano flussi d’investimento annui di 2/3 miliardi di $). (Fonte dati: Sezione studi ed elaborazione dati agenzia ICE New York).

Per quanto riguarda, invece, il ritorno economico negli Stati Uniti di tali investimenti, basti pensare alle attuali quotazioni borsistiche esageratamente basse rispetto al valore di molte aziende italiane, che vantano ben altro valutazioni, ma anche alle tante bellezze paesaggistiche, culturali e di eccellenza che l’Italia può offrire, così come tutta una serie di elementi che, se razionalizzati e resi efficienti, potrebbero portare ingenti guadagni nelle casse degli investitori Usa ed esteri in genere.

Vantaggi e svantaggi per l’Italia: i primi sono senza dubbio ragguardevoli e molto più importanti dei secondi, infatti capitali derivanti dagli Usa sostengono la nostra economia, portando occupazione e nuova ricchezza, ma anche know how tecnologico e manageriale, elementi davvero importanti nell’economia moderna. Gli svantaggi, viceversa, possono derivare dal fatto che ad esempio investitori esteri potrebbero avere meno a cuore l’identità italiana di un marchio o di un’azienda e la stabilità dei posti di lavoro, riuscendo anche ad ottenere grandi risultati economici, sfruttando le potenzialità presenti nel nostro paese, per poi ritirarsi altrove.

Tuttavia questa nostra analisi si chiude con la constatazione che nell’era della globalizzazione è fondamentale che i grandi capitali (gli Usa per primi) credano nel nostro paese, a beneficio di un domani più florido e meno incerto.