Intervista a Giuseppe Romeo: “Imprese italiane favorite dalla crisi del franco”

Giuseppe Romeo è titolare dello Studio di Consulenza “GAR CONSULTING & PARTNERS” e consulente manageriale per le PMI presso Medelsohn Srl, società con sedi a Bari e Roma. Dedito da anni alla ricerca di soluzioni finanziarie e di investimento per le famiglie e per le piccole imprese, insegna all’Istituto Studi Bancari di Lucca, presso il quale è Senior Teacher and Consultant in Tecnica & Legislazione Bancaria ed in Finanza Ordinaria & Straordinaria. Inoltre è consulente di RES Consulting Group per l’Area Banche e Confidi e si occupa di convegnistica seminariale in ambito economico-giuridico-finanziario per Enti, Scuole, Associazioni e Università.

Nel suo ruolo di docente e formatore partecipa al progetto Master University, per il quale tiene tre corsi dedicati alle tecniche di vendita e di comunicazione efficace con il Cliente, dedicati a chi lavora nell’Area Banking, Financing, Credit ed Insurance. Il 19 gennaio scorso ha ricevuto comunicazione dal noto Network di comunicazione e formazione in ambito strettamente finanziario di essere il finalista vincitore per l’anno 2015 del Premio “PF AWARDS 2015” che gli sarà consegnato il 29 gennaio al Palazzo delle Stelline a Milano, alla presenza di tutta la Comunità Finanziaria Milanese e Italiana, nell’ambito della manifestazione “PF EXPO 2015”.

Partiamo dalla stretta attualità. La Svizzera ha deciso di “sganciarsi” dall’euro. Gli analisti stanno facendo a gare a descrivere le conseguenze di questo evento. Concretamente, per i cittadini italiani cambierà qualcosa?

Beh, certamente. Anzitutto non risulterà più conveniente andare “avanti e indietro” a fare il pieno di carburante per i frontalieri italiani. Paradossalmente le nostre Imprese potranno vendere più efficacemente i loro prodotti in Svizzera, mentre non altrettanto efficacemente la Svizzera piazzerà i suoi orologi e le sue cioccolate. Non vedo, al momento, grossi mutamenti nelle “situazioni micro”. Da valutare invece i riflessi interni (sulla Svizzera stessa, intendo) su retribuzioni, cambi e moneta.

Un altro evento di portata rilevantissima sarà la realizzazione del Quantitative Easing. Questa politica segnerà veramente un punto di svolta? Per le famiglie e le imprese italiane rappresenta un’opportunità?

Dipende tutto dall’accoglienza dei mercati. La forza e la determinazione della Bce in questa operazione è coerente con gli obiettivi di stabilità. Lo spauracchio della deflazione e la mina vagante dei debiti pubblici, (soprattutto del sud Europa) impongono una certa celerità, tuttavia. Attraverso la recente decisione della Corte di Giustizia, che ha confermato la piena autonomia della Bce rispetto agli altri organi Istituzionali comunitari, non dovrebbero avere ragione di esistere altri freni inibitori verso il Qe.

Matteo Renzi ha dichiarato che le famiglie italiane si stanno arricchendo. E’ vero? Se sì, ciò dipende da un aspetto culturale (gli italiani tendono a risparmiare) o deriva da un ipotetico miglioramento della situazione economica?

Né l’uno né l’altro. L’arricchimento, certo, dipende dal potere di acquisto e la deflazione in questo senso consente di acquistare oggi più di quello che con cento euro acquistavo due mesi prima. Tuttavia l’influenza sulla filiera consumi-risparmi-investimenti di queste “sensazioni” è di impercettibile entità. Per cui, oltre la semplice propaganda ed operazioni di puro marketing politico, non vedo altro in queste dichiarazioni che, per esempio, non tengono conto della disoccupazione preoccupante in crescita percentuale ed assoluta almeno fino a tutto lo scorso mese di Dicembre.

Se dovesse a bruciapelo consigliare a una famiglia italiana (con un po’ di risparmi ovviamente) un asset sul quale investire nel 2015, quale proporrebbe?

Mai un solo asset! Importante diversificare. Per il 2015 mi sembra interessante il Forex, meno appetibili le commodities e con una certa prudenza attraverso una buona attività di stock biking mi riavvicinerei a i mercati azionari domestici ed esteri.

Considera il “mattone” un investimento ancora sicuro e profittevole? Quali sono le sue previsioni per il settore immobiliare?

Se il compratore ha liquidità disponibile è sicuramente tempo d’investire a prezzo conveniente oggi, soprattutto in alcune Aree Metropolitane del nostro Paese, dove l’esecuzioni mobiliari in corso e le successive aste di vendita della casa pignorata offrono vere e proprie occasioni a prezzo di saldo!

Come giudica la situazione delle banche italiane?

Tutto sommato, come sempre, meglio delle Banche Americane e tra le migliori cinque in Area Euro.

Una ricerca di Mutuionline certifica l’incredibile aumento delle surroghe del mutuo. E’ un evento positivo oppure rivela una debolezza di fondo del sistema bancario e della situazione finanziaria degli italiani?

Aumenta la percezione concreta da parte dell’investitore/acquirente di un immobile dell’Importanza della Consulenza. Surrogare un mutuo significa aver avuto nel concreto la possibilità di confronto tra tassi e condizioni. Questo significa che il mondo dell’Intermediazione sta crescendo il proprio potenziale “culturale”.

A che livello è la fiducia degli italiani? Secondo lei sono ancora pessimisti o stanno vedendo la classica luce in fondo al tunnel?

Non parlerei proprio di luce, ma di lumicino. La vera risposta è, da qui a tre anni, l’impatto complessivo delle riforme (in particolare quella sul lavoro e sulla snellezza della Pa) per un riassetto del Paese, fermo da più di 20 anni. Non saranno operazioni di puro maquillage (come ad esempio l’Expo) a farci uscire dal tunnel. L’economia globalizzata è interdipendente ed interconnessa, per cui sono importanti i piani di sviluppo e crescita che, anche con “la buona complicità” di un prossimo settennato di provvidenze comunitarie sapremo o meno attuare con il contributo di tutti. Occorre, al di là delle fazioni, un concerto di tutte le forze datoriali e lavorative per ammodernare questo meraviglioso Paese.

Tutelare il patrimonio per un PF è oggi più difficile di quanto non lo fosse prima della crisi? Quali sono le maggiori differenze tra le due “epoche”?

Non credo. La tutela Patrimoniale, in senso tecnico, si realizza attraverso meccanismi ed istituti di pura derivazione giuridico-fiduciaria. La voluntary disclosure non so quali effetti otterrà per le casse del nostro Erario, ma certamente qualche piccolo “tesoretto” rientrerà per effetto di questo “condono” di prossima attuazione. Per quanto riguarda la diversità tra le due epoche, direi che è, certo, il momento (soprattutto per le categorie a reddito fisso) di riequilibrare le spese, privilegiando quelle che sono più in grado di ridare fiato ad un economia ingessata e paurosa, come quella degli ultimi 5/6 anni….ma in particolare degli ultimi due. Ma occorre dare luogo a quelle riforme nella politica dei redditi e redistributive che non consentano più di far divenire (come negli ultimi 25 anni)i “ricchi sempre più ricchi” ed “i poveri sempre più poveri”.