Inps: i voucher sono la nuova frontiera del precariato

Dalla loro introduzione nel 2008 voluta dal Governo Berlusconi, il pagamento per mezzo dei voucher hanno avuto un incremento esponenziale, sono passati infatti da 400000 ai 1400000 secondo i dati Inps del 2015, peggiorando ulteriormente il lavoro precario grazie alla loro liberalizzazione prevista dal Jobs Act. Il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, sostiene che il milione di lavoratori in più derivi dal mercato nero, ma i dati raccontano tutt’altro, ovvero che nelle regioni meno ricche i voucher vengono utilizzati in minima parte, mentre in Veneto ed in Lombardia vengono impiegati maggiormente.

Abolire i Voucher

voucherI voucher hanno un valore di 10 euro dei quali 2,50 vanno nelle casse dello stato, in questo modo il salario minimo giornaliero viene stabilito a 7,50 euro al pari del Mozambico. L’imprenditore in questo modo può garantire alla sua azienda una prestazione di lavoro a basso costo che, sempre secondo i dati Inps, ammonterebbe a 500 euro netti all’anno per singolo lavoratore.

Il rapporto sul lavoro accessorio relativo ai primi sei mesi del 2016, ha rilevato 115 milioni di voucher venduti, ma il totale dei voucher riscossi dal lavoratore singolo è rimasto invariato dal 2012. Questo dato fa quindi pensare che, probabilmente il datore di lavoro per risultare in regola, attivi un voucher per nascondere le restanti ore di lavoro in “nero”.

Per risanare il mercato lavorativo, sarebbe pertanto necessaria l’abolizione dei Voucher, per i quali non è stata prevista dal governo nessuna modalità di controllo ed incentivare il rapporto di lavoro a contratto.

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