Inps: Boeri chiede contributi per i giovani, dalle pensioni più alte

L’Inps potrebbe accogliere il volere de presidente Tito Boeri circa il futuro economico dei giovani, che secondo il suo parere andrebbero aiutati per ottenere delle pensioni più alte.

La pensione rimane dunque un grande cruccio per tutti gli italiani, sia per chi già la percepisce, che per chi ancora è giovane ma purtroppo non vede di fronte a sé reali possibilità di cambiamento economico nonostante numerosi anni di lavoro.

Inps: ecco i dati sulle pensioni in Italia

L’Inps, riguardo alla situazione sulle pensioni, fa sapere che in Italia sono quali 475mila le pensioni liquidate prima del 1980, e dunque elargite da più di 36 anni. Tale informazione proviene dalle tabelle sugli anni di decorrenza delle pensioni includendo assegni di vecchiaia, anzianità, e superstiti del settore privato.

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Per quanto riguarda le pensioni di vecchiaia, l’età media alla decorrenza, ammonta a 54,9 anni, rigusrdo a quella dei superstiti, l’età è di circa 41,3 anni.

Da tale quadro statistico, sono esclusi i cosiddetti baby pensionati del pubblico impiego, che hanno abbandonato il lavoro prima dell’anno 1992, con almeno 14 anni di contributi.

Boeri: l’Inps deve favorire i giovani prelevando dalle pensioni più alte

Boeri, in qualità di presidente dell’Inps, ha spiegato a SkyTg24, che considerando le concessioni eccessive fatte in passato, e che ora pesano sulle spalle dei contribuenti, ritiene utile procedere per importi elevati, chiedendo un contributo di solidarietà dalle pensioni più alte, destinato ai giovani, e fare anche in modo che questa uscita flessibile, sia resa più facile a livello europeo.

Boeri ritiene necessaria una riforma che crei maggore flessibilità alle pensioni, in tempi anche relativamente stretti.

La richiesta giunta di recente al Governo, da parte dei sindacati, di intervenire prima del Def, Boeri l’ha accolta affermando che è importante che si intervenga, in modo da non rimandare a lungo qualcosa che ritiene particolarmente urgente e di notevole importanza.

Per Boeri, anche il mercato del lavoro, è un aspetto da riconsiderare, e su cui bisogna intervenire quanto prima, dal momento che l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro è ancora tutt’oggi una realtà molto ostacolata.

Pensioni: la soglia delle 750 euro è da confutare, nel luglio 2016 arrivano i dati attendibili

Riguardo alla statistica sulle pensioni degli italiani che non raggiungono le 750 euro mensili (6 pensioni su 10), Boeri, afferma che tale situazione potrebbe anche essere considerata meno grave, dunque meno urgente da risolvere. Boeri considera che bisogna guardare al dato medio del pensionato piuttosto che alla pensione media. Boeri afferma che in Italia, la situazione dei pensionati non è così drammatica come si voglia far credere, e che vi sono tanti pensionati che percepiscono più di un trattamento, portando dunque la singola persona a vivere dignitosamente piuttosto che in modo misero come spesso si crede.

Riguardo a tale situazione, Boeri ha dichiarato che i dati medi per pensionati per l’anno 2014, saranno resi disponibili entro il mese di luglio 2016, in modo da avere un quadro più chiaro della situazione, che possa far luce sulla realtà dei fatti.

Povertà: Boeri propone un riordino delle prestazioni esistenti

Boeri si scaglia contro la povertà esistente in Italia, affermando che bisogna impegnarsi a riordinare le prestazioni esistenti, oltre che pianificare quelle future. Il presidente dell’Inps si è espresso con queste parole, in una audizione alla Camera sul Ddl sulla materia, affermando che la transizione con l’attuale Ddl potrebbe anche essere molto lunga, un’evenienza non di certo a favore dell’economia italiana. Il completamento del riordino, potrebbe essere molto lungo, afferma Boeri, e pare che possa anche dilungarsi per circa 30 anni.

Nel riordino delle prestazioni di contrasto alla povertà, secondo Boeri non andrebbero comprese le pensioni di reversibilità, aderendo dunque ad un principio di equità.

Considerando che in Italia non esiste uno strumento valido e universale per combattere la povertà, Boeri ha dichiarato che Il ddl di contrasto alla povertà ”prospetta innovazioni sostanziali e appare un passo importante nella giusta direzione”.

I dati sulla povertà esistente in Italia, riportano che tra il 2007 e il 2014 la popolazione italiana che ha risentito del fenomeno, è raddoppiata passando dal 3% al 7%, con oltre un milione di minori che vivono purtroppo in povertà assoluta (si tratta del 10% del totale).