Inps: 6 pensioni su 10 non raggiungono le 750 euro

L’Inps rivela dati sconcertanti riguardo alle pensioni: in Italia 6 persone su 10 percepiscono una pensione che non raggiunge le 750 euro mensili.

I nuovi risvolti sulle pensioni, stanno decisamente mettendo in crisi, considerando le lamentele di molti, chiunque debba entrare in pensione: i numeri relativi all’età di pensionamento, al reddito e tasse fanno molto discutere, e mettono in seria difficoltà anche i giovani, che ormai da anni non hanno fiducia nel governo e nel mondo di lavoro, rinunciando spesse volte ad opzioni burocratiche che andrebbero ad agevolare negli anni a venire, la propria futura pensione.

Inps: le pensioni degli italiani non fanno che dimostrare la precarietà economica da cui il Bel Paese non riesce ad uscire

I dati che l’Inps ha reso pubblici riguardo alle pensioni, non fanno che alimentare le insicurezze degli italiani: già il 1 gennaio 2016 si era saputo che le pensioni vigenti sono 18.136.850 di cui 14.299.048 di natura previdenziale, cioè prestazioni che hanno avuto origine dal versamento di contributi previdenziali (vecchiaia, invalidità e superstiti), durante il periodo in cui il pensionato ha lavorato, mentre le restanti, si riferiscono alle prestazioni erogate dalla gestione degli invalidi civili (comprensive delle indennità di accompagno) e alle pensioni e assegni sociali, di natura assistenziale, ovvero prestazioni erogate per sostenere una situazione di invalidità congiunta o meno a situazione di reddito basso. L’importo complessivo annuo risulta pari a 196,8 miliardi, di cui 176,7 miliardi sostenuti dalle gestioni previdenziali.

inps pensioni
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Come fanno sapere i dati Inps, oltre la metà delle pensioni è in carico alle gestioni dei dipendenti privati, tra le quali fa parte anche il Fondo pensioni lavoratori dipendenti, che gestisce ben il 49,2% dell’insieme delle pensioni erogate, e il 61,8% degli importi di pagamento. Il Fondo pensioni lavoratori dipendenti è dunque la gestione di maggiore rilievo sul territorio italiano.

Tra le prestazioni di tipo previdenziale il il 66,1% è caratterizzato da pensioni dalla categoria vecchiaia, di cui poco più della metà (55,4%) sono erogate a soggetti uomini, per il 7,4% da pensioni della categoria invalidità previdenziale di cui il 48,8% viene erogato sempre a soggetti di sesso maschile, e per il 26,5% da pensioni della categoria superstiti che presentano un tasso di mascolinità pari all’11,9%.

Al crescere dell’età media, il pensionato vedrà inoltre incrementare la percentuale delle pensioni nuove liquidate ai superstiti e di invalidità, mentre a diminuire sarà la quantità relativa alle pensioni di vecchiaia.

Insp: i dati rivelano che le prestazioni assistenziali sono in aumento

I dati Inps riportano che la percentuale di prestazioni assistenziali sul totale, dimostra una tendenza a crescere, mentre la loro età media alla decorrenza, crescente fino al 2007 (70,1 anni), risulta invece diminuire iniziando dal 2008 e arrivando nel 2014 ad attestarsi fino ai 68,1 anni.

Nel 2015, si è registrato un aumento dell’età media delle prestazioni assistenziali, arrivata a 68,4 anni con inversione di tendenza; mentre l’età media delle pensioni previdenziali ha dimostrato invece inversione di tendenza opposta arrivando a calare da 66,2 anni nel 2014 a 65,7 nell’anno 2015.

L’Italia settentrionale conta la maggior parte delle prestazioni pensionistiche in pagamento al 1 gennaio 2016; infatti il 48,1% delle pensioni viene percepito dai residenti al Nord, mentre il 19,2% viene erogato al centro, il 30,5% in Italia meridionale e isole; e il restante 2,3% (416.369 pensioni) viene erogato a soggetti residenti nei Paesi stranieri.

I pensionati hanno un’età media di 73,6 anni , le percentuali rivelate dall’Inps presentano una differenza tra i due generi di 4,5 anni (71 anni per gli uomini e 75,5 anni per le donne).

Pensioni della categoria Vecchiaia: ecco le percentuali in Italia

Vi sono poi le pensioni della categoria Vecchiaia, in cui si osserva un 23% delle pensioni che viene erogato a persone di età compresa fra 65 e 69 anni: si tratta di una percentuale che riesce ad innalzarsi fino al 24,1% per i pensionati uomini. Questo avviene perchè si registra un elevato numero di pensioni di anzianità liquidate negli anni passati.

Il 49,9% dei titolari di sesso maschile delle pensioni di invalidità previdenziale hanno età compresa fra 50 e 69 anni, mentre i soggetti di sesso femminile che percepiscono la pensione della della stessa categoria, hanno per il 59,6% un’età superiore o uguale a 80 anni.

Inps: meno di 750 euro al mese per il 63,4% dei pensionati italiani

Purtroppo il dato più preoccupante fornito dall’Inps riguarda l’importo inferiore a 750 euro del 63,4% delle pensioni erogate in Italia, si tratta di una percentuale che per le donne raggiunge il 77,1%.

Molti pensionati italiani sono titolari di più prestazioni pensionistiche o di altri redditi: delle 11.502.471 pensioni con importo inferiore a 750 euro, soltanto il 45,4% (5.216.940) beneficia di prestazioni legate a requisiti reddituali bassi, come l’integrazione al minimo, maggiorazioni sociali, pensioni e assegni sociali e pensioni di invalidità civile.

Considerando questo caso, in Italia esiste un divario tra i due generi maschile e femminile: gli uomini pensionati che rappresentano la percentuale di prestazioni con un importo inferiore alle 750 euro mensili scende al 45%, mentre se si tiene in considerazione la situazione della categoria vecchiaia si nota che la percentuale scende al 24%, e di queste solo il 24,2% è costituito da pensioni in possesso dei requisiti a sostegno del reddito.

Sempre per gli uomini, l’Inps ha registrato oltre un terzo delle pensioni di vecchiaia aventi un importo compreso fra 1.500 e 3.000 euro.