Ingovernabilità e Rischio Contagio: quanto c’è di vero

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Ingovernabilità. E’ questa la parola che viaggia di bocca in bocca, in Italia come nel mondo, e che fa paura ai politici e agli economisti.

L’Italia si è scoperta divisa al day after, e ingovernabile. A queste condizioni, a meno di sorprese dell’ultimo minuto, non ci sono i presupposti per creare un governo. E allora i timori montano, timori circa una nuova crisi finanziaria, circa la morte dell’euro sotto i colpi della speculazione. I primi segnali sono già visibili: lo spread viaggia a 340 punti, le borse italiane ed europee sono sprofondate (per poi comunque assestarsi qualche giorno dopo). Fa paura l’ascesa di Grillo, al timone di una forza considerata “antieuropea”, per nulla intenzionata a proseguire le politiche di austerity che l’Europea detta. Si parla, soprattutto, di rischio contagio. Proverbiale il pessimismo paventato da Moody’s, agenzia di rating, che ha dichiarato: “La situazione di incertezza nella terza economia europea può contagiare le economie deboli di Spagna e Portogallo e potenzialmente riaccendere la crisi del debito nell’area euro”. Seguita a ruota dal Guardian che addirittura ipotizza: “Una crisi finanziaria globale”.

Ma quanto c’è di vero? Il mondo rischia a causa dell’Italia, e nella fattispecie a causa dell’esito del voto alle elezioni politiche? Giorgio Napolitano, presidente della Repubblica, ha cercato di rassicurare nei giorni scorsi tutto l’enstablishment europeo e statunitense: “Per contagiare prima bisogna prendersi una malattia e noi per il momento non abbiamo preso nessuna malattia”.

In effetti, il rischio contagio, almeno teoricamente c’è. Un contagio che sa tanto di effetto domino. La situazione è la seguente: l’Italia ha contratto debiti con Francia e Germania (in prevalenza). Se l’Italia si proclama insolvente, le banche di Francia e Germania “cadono”. Ma Francia e Germania hanno contratto debito con gli Stati Uniti, e se la Germania si rivela insolvente, le banche degli Stati Uniti crollano. Insomma, l’apocalisse.

Ma se si vanno a spulciare le dichiarazione delle agenzie di rating e degli addetti ai lavori, si parla semplicemente di ingovernabilità. In buona sostanza: non importa chi governa l’Italia, è sufficiente che il governo sia stabile. Solo l’élite dell’Unione Europea parla di rischio “populismo”. Un problema risolvibile: prima o poi, qualcuno dovrà pur formare un esecutivo (con Grillo o senza Grillo non importa).

In verità, a far paura è un altro tipo di contagio. Il contagio politico. Molti, fuori dai confini italiani, stanno cominciando a intravedere velleità rivoluzionarie (e non solo di protesta) nel Movimento 5 Stelle. La paura, quindi, è che altre forze politiche di questo tipo si formino altrove, e intacchino i sistemi di potere europei.