Inflazione rallenta il suo decorso nel mese di marzo nella zona Euro

Inflazione mese di Marzo 2017

Gli indici europei e le principali Borse europee chiudono questa mattinata all’insegna della debolezza, con l’attenzione dei broker concentrata sull’andamento dell’inflazione. Stamattina Eurostat ha comunicato ufficialmente che i prezzi nel mese di marzo nell’Area Euro sono saliti solo dell’1,5% vs il +2% del mese di febbraio, contrariamente alle previsioni di fine anno 2016.

Usa: dopo 5 anni inflazione Pce al 2,1%

Negli Usa gli investitori hanno gli occhi puntati sul deflatore Pce (la misura di crescita dei prezzi), salito al 2,1%. La misura preferita dalla Federal Reserve per calcolare l’inflazione, il dato Pce (Personal Consumption Expenditures Price Index), ha registrato un incremento dello 0,1% a febbraio su base mensile, mentre su base annuale, è salito del 2,1%. La componente principale dell’indicatore è salita dello 0,2% su base mensile e dell’1,8% su base annuale, ai livelli massimi dall’anno 2012. Il valore Pce e’ contenuto nel dato diffuso dal dipartimento del Commercio e relativo ai redditi personali e alle spese ai consumi.

Inflazione mese di Marzo 2017

Istat: comunicato prezzi al consumo mese di marzo

Parimenti, anche sulla Penisola italiana come nel resto del Vecchio Continente europeo, l’inflazione nel mese di marzo ha rallentato il suo corso, dopo l’impennata registrata nel mese di febbraio.

Lo conferma l’Istat, che ha pubblicato proprio oggi i dati preliminari dei prezzi al consumo relativi al corrente mese che oramai ha le ore contate: l’indice dei prezzi al consumo non varia su base mensile e registra un aumento dell’1,4% rispetto al mese di marzo 2016. L’incremento tendenziale dell’indice generale continua ad essere determinato principalmente dai Beni energetici non regolamentati (+11,5%) e dagli Alimentari non lavorati (+6,1%), la cui crescita è in attenuazione rispetto al mese precedente quando era pari a +12,1% per i primi e a +8,8% per i secondi. A rafforzare l’inflazione si aggiunge la dinamica dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+2,5%, in lieve accelerazione da +2,4% di febbraio).

Di conseguenza, l'”inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, sale di un solo decimo di punto percentuale (+0,7%, da +0,6% del mese precedente), mentre quella al netto dei soli Beni energetici scende a +1,1% da +1,3% di febbraio. La stabilità su base mensile dell’indice generale è il risultato di variazioni nulle dei prezzi di buona parte delle tipologie di prodotto. Fanno eccezione i prezzi dei Beni alimentari non lavorati, che diminuiscono del 2,8%, a cui si contrappone l’aumento dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+1,1%).

Su base annua la crescita dei prezzi dei beni segna un rallentamento (+1,7%, da +2,0% di febbraio), mentre il tasso di crescita dei prezzi dei servizi accelera di poco (+1,0%, da +0,9% del mese precedente). Di conseguenza, a marzo il differenziale inflazionistico negativo tra servizi e beni si ridimensiona portandosi a meno 0,7 punti percentuali (da meno 1,1 di febbraio). L’inflazione acquisita per il 2017 è pari a +1,1%. I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona diminuiscono dello 0,9% su base mensile e registrano un aumento del 2,3% su base annua (era +3,1% a febbraio). I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto scendono dello 0,5% in termini congiunturali e registrano una crescita su base annua del 2,6%, da +3,2% del mese precedente.

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