Industria 4.0: l’Internet of Things che sta cambiando l’economia

In tempo di crisi, l’Internet delle cose (Internet of things) potrebbe ben presto cambiare la situazione economica dell’Italia. Il Bel Paese potrebbe infatti avvalersi di una nuova tipologia di industria, ovvero l’industria 4.0, caratterizzata da un insieme di processi produttivi in grado di agevolare il risultato finale del lavoro, garantendo tempi e metodi a dir poco efficienti, in un modo che ad oggi è molto raro, ma non impossibile.

Icam, un esempio di industria 4.0 che garantisce velocità, efficienza, risparmio e qualità

Un esempio di industria 4.0 è Icam, azienda dolciaria che si trova ad Orsengo, in provincia di Como. Icam esiste da 70 anni e ha un fatturato di 130 milioni di euro, è in grado di produrre ben 350 tipi diversi di cioccolato, basandosi ovviamente su diverse tipologie di ricette. Come è possibile tale risultato?: ovviamente la risposta è la tecnologia che influisce in tutti i processi produttivi, dalla fabbricazione vera e propria sino alle vendite, dalla logistica alla gestione del magazzino.

Presso l’azienda Icam, una rete di sensori e meter distribuiti du tutti l’impianto, è in grado di prevenire ad eventuali guasti alle macchine e di realizzare una completa tracciabilità dei prodotti, con la registrazione di dati importanti sulla pressione, la temperatura e l’umidità di ogni singolo lotto in fabbricazione.

Industria 4.0: ovvero la “quarta rivoluzione industriale”

Icam, è un’azienda italiana che rappresenta la “la quarta rivoluzione industriale”, ovvero l’essenza dell’industria 4.0, su cui economisti ed esperti di economia aziendale si sono soffermati per le interessanti analogie e differenze con la precedenti rivoluzioni industriali.

internet delle cose

La cosiddetta quarta rivoluzione industriale è caratterizzata dal’Internet of things, che soppianta la rivoluzione informatica del XX secolo, a sua volta succeduta alla seconda caratterizzata dall’elettricità, a sua volta succeduta alla prima con l’invenzione della macchina a vapore.

Ma che cos’è l’Internet delle cose?: il neologismo è in voga ormai da diverso tempo, dell’influenza di internet se ne parla dappertutto, e ormai tutti sanno che la rete è diventata necessaria per qualsiasi bisogno che si voglia soddisfare con estrema velocità.

L’Internet delle cose è la capacità di di connettere alla rete oggetti fisici reali, inclusi quelli sofisticati come i macchinari dell’industria.

Emergenze, input necessari, l’efficienza dei processi produttivi e il risparmio di energia, sono tutte qualità che l’Internet delle cose è in grado di assicurare.

Industria 4.0 e Internet of Things: ecco le aziende italiane che ne fanno uso

L’industria 4.0 e l’Internet of Things rappresentano dunque il futuro dei processi produttivi di lavoro, l’innovazione per eccellenza, di ultima generazione che stando allo studio di alcuni ricercatori della School of Management del Politecnico di Milano, è una soluzione adottata da diverse aziende italiane.

Un esempio oltre a Icam, è la Dallara Automobili, situata in Emilia e impegnata nella produzione di vetture da competizione e che ha saputo sperimentare un nuovo sistema digitale per la gestione dei rapporti con i fornitori.

In Trentino esiste invece Adige, un’azienda che produce sistemi di taglio a laser e che ha lanciato un visrtual shop 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, con cui ogni cliente può gestire gli ordini e i preventivi con autonomia.

Altre aziende più grandi sono AgustaWestland e Whirlpool, che adottano sistemi digitali per rendere più efficienti le linee produttive e prevenire eventuali guasti o difetti nei prodotti commercializzati. Riguardo a queste materie, i ricercatori del Politecnico di Milano parlano non solo di quarta rivoluzione industriale, ma anche di Smart Manufacturing.

Smart Manufacturing: la più innovativa modalità di produzione

Lo “Smart Manufacturing” è un nuovo modo intelligente di produrre caratterizzato da una serie di fattori: oltre all’Internet of Things, nell’industria 4.0 intervengono sono coinvolte altre tecnologie tra loro differenti, come il Cloud Computing, cioè la “nuvola informatica” che permette di archiviare e accedere a informazioni senza la necessità di doverle immagazzinare in dispositivi “fisici” come gli hard disk, ma utilizzando software e risorse disponibili sulla Rete.

Inoltre un altro tipo di tecnologia è quella dei Big Data, che consente la raccolta e l’analisi di una vasta gamma di dati, tramite procedure informatiche molto avanzate.

Tali tecnologie sono utilizzate insieme all’uso di altri strumenti avanzati quali, per esempio, le stampanti 3D o i dispositivi computerizzati wearable, come ad esempio sofisticati occhiali, orologi o sensori che possono essere indossati dai lavoratori con l’intento di raccogliere informazioni sull’ambiente circostante e sulle attività di produzione.