Indicatori più importanti per l’analisi Forex

L’analisi tecnica è quella più apprezzata dai trader di forex. Il motivo risiede nel fatto che il margine dedicato all’interpretazione è minimo, dunque è possibile procedere con la redazione della strategia godendo del supporto di certezze matematiche.

A tal proposito va specificato che l’analisi tecnica, pur essendo codificata in procedimenti stabili e rigidi, non garantisce il successo. Questo perché i postulati sui quali si basa possiedono una validità empirica ma non scientifica. Il primo postulato ha a che fare con la ciclicità: gli eventi nel mercato tendono a ripetersi, dunque sono prevedibili. Il secondo ha a che fare con un principio che può essere definito “tecno-centrista”: tutto ciò che occorre sapere a fini strategici è già presente nei grafici, dunque è inutile volgere lo sguardo oltre, nell’economia reale.

L’analisi tecnica si fonde sullo studio di alcuni indicatori, i quali non sono altro che elaborazioni di dati grezzi. E’ possibile ricavare gli indicatori attraverso un calcolo manuale ma si tratterebbe di una fatica inutile: la maggior parte delle piattaforme di trading offre strumenti in grado di offrire indicatori già pronti per l’uso. Ovviamente, occorre leggerli e per farlo occorre studio ed esperienza.

Gli indicatori più utilizzati sono il MACD, le Bande di Bollinger e la Serie di Fibonacci.

MACD

L’indicatore MACD si basa sulle medie mobili. Per media mobile si intende una media ricavata prendendo in considerazione un numero determinato di periodi precedenti al periodo di riferimento. Il termine mobile sta a indicare che, con il passare del tempo (quindi delle sessioni) il periodo più remoto “scala” di uno.

MACD è un acronimo che sta per Mobile Average Convergence Divergence. Il nome dice tutto. Dichiara, innanzitutto, l’importanza delle medie mobili (mobile average) ed evidenzia la crucialità del concetto di divergenza e convergenza. Questo indicatore informa circa l’andamento del mercato quando una media mobile diverge o converge rispetto a un’altra.

Il MACD prende in considerazione tre medie mobili: una veloce, che consiste in 9 periodi; una “normale”, che consiste in 12 periodi; una lenta, che consiste in 26 periodi.

Quando la media mobile veloce converge e poi diverge (quindi supera) la media normale, allora siamo di fronte a un segnale importante: se si apprezza un movimento dal basso vero l’alto, si registra una situazione di iper-comprato, e dunque occorre acquistare; se si apprezza un movimento dall’alto verso il basso, si registra una situazione di iper-venduto, e dunque occorre vendere.

Se lo stesso avvenimento coinvolge la media veloce e la media lenta (anziché quella normale) allora il segnale è identico per contenuto ma è molto più intenso.

L’indicatore MACD è molto apprezzato per la facilità di lettura ma anche perché è personalizzabile. In base al momento che il mercato sta vivendo, è utile modificare il numero dei periodi. Sicché la media veloce può essere più veloce, quella lenta ancora più lenta e così via.

Bande di Bollinger

Questo indicatore prende il nome da James Bollinger, un trader che lo ideò sul finire degli anni ’70. Graficamente, le bande appaiono come due fasce che tagliano orizzontalmente il grafico. Queste vengono formate a partire da tre linee. La prima è ricavata da una media mobile (in genere a 20 periodi); mentre la linea superiore è ricavata aggiungendo la deviazione standard e la seconda sottraendo la deviazione standard.

Il concetto di deviazione standard appartiene alla statistica. Non è questa la sede per illustrarne il funzionamento ma basti sapere che tale parametro rivela la variabilità di un insieme dei valori (quindi dei valori dell’asset) rispetto alla media degli stessi.

Le informazioni diffuse dalle Bande di Bollinger vengono ricavate analizzando l’interazione tra il valore dell’asset e queste tre linee. In genere, le evidenze che possono essere registrate sono le seguenti:

Quando una sessione si chiude al di fuori delle bande, si apprezza un segnale di continuazione:

  • Quando una sessione si trova al di fuori delle bande ma poi inverte la rotta, si prevede un movimento che punta alla banda opposto e infine al raggiungimento di un supporto.
  • Quando le bande si restringono – ossia le linee tendono ad avvicinarsi le une alle altre – si apprezza un segnale di volatilità e si profilano buone opportunità di guadagno.

I valori in genere seguono una delle due bande. Quando a essere seguita è la banda superiore, allora si dice che il mercato è forte, quando a essere seguita è la banda inferiore si dice che il mercato è debole.

Rintracciamenti di Fibonacci

Questo indicatore procede da un’evidenza matematica molto interessante: scoperta nel 2012 da uno scienziato italiano, Leonardo Pisano detto il Fibonacci, consiste in una serie di numeri che ricorrono in vari ambiti della natura e, in generale, dell’esistenza umana, vegetale e animale. I numeri della serie sono legati da un rapporto strano: ognuno corrisponde alla somma dei due numero che lo precedono.

Questa serie funge da schema interpretativo per comprendere l’andamento di un mercato, soprattutto se il mercato è liquido. Quindi è ottimo per il forex (apprezzato per la sua imprevedibilità).

Seguendo il principio di Fibonacci e stabilendo un massimo e un minimo, la piattaforma di trading che mette a disposizione questo indicatore, divide il grafico in varie fasce. Ogni fasce inizia in corrispondenza di una determinata percentuale (ognuna di queste è basata sulla serie di Fibonacci): 38%, 50%, 62%, 92%.

Le informazioni diffuse dai rintracciamenti di Fibonacci sono del tutto simili a quelle rilasciate, invece, dalle Bande di Bollinger. Si può affermare che le fasce ricavate da Fibonacci “si leggono” come le fasce ricavate dall’indicatore di Bollinger. Ovviamente, l’intensità del segnale è direttamente proporzionale all’altezza del rintracciamento coinvolto.