Indicatore RSI: cos’è e come funziona nel trading

Cos’è un indicatore RSI? Come funziona un indicatore RSI? Cosa significa RSI? Il trading online sta interessando sempre più persone. Vuoi per gli strumenti tecnologici oggi a disposizione, come smartphone e tablet, che rendono l’accesso al trading molto più semplice e dovunque si sia. Vuoi per il successo di asset tecnologici come le criptovalute, su tutte il Bitcoin, con molti che ci stanno provando sulla scia dei numeri che ha macinato nel corso del 2017. Vuoi per la crisi economica, che crea in tanti la necessità di cercare nuove strade. E non è un caso che le keywords economiche più ricercate nel 2017 siano state proprio Bitcoin, bolla e mercati finanziari.

Come diciamo sempre, però, il trading online non è un gioco. Benché possa essere svolto su piattaforme dalla grafica user friendly e accattivante. E’ una cosa seria che va effettuata tramite Broker che abbiano regolare licenza CONSOB (massimo organo di vigilanza sui mercati finanziari), senza lasciarsi abbindolare da siti che millantano guadagni facili ed immediati. Occorre poi tanta formazione e continua, perché il mondo del trading è in continua evoluzione. E noi cerchiamo di dare il nostro contributo.

In questo articolo ci occupiamo di un indicatore tecnico usato proprio per analizzare i mercati finanziari: l’RSI. Ecco qualche dettaglio di seguito.

Sommario

Indicatore RSI cosa significa

Cosa significa RSI? L’indicatore RSI non va confuso con un altro acronimo, di tutt’altra natura: quello della Repubblica Sociale Italiana. RSI sta per Relative Strenght Index, traducibile in italiano in Indicatore di Forza Relativa. Nel vedere cos’è e come funziona RSI capiremo le ragioni del suo nome.

Tuttavia, è bene anche sottolineare quanto il termine “indice di forza relativa” sia improprio, generando confusione anche in chi lo utilizza regolarmente. Infatti, con “forza relativa” solitamente si intende un grafico lineare che mette in rapporto due differenti entità, come per esempio un’azione e il suo indice di appartenenza, due indici settoriali, una materia prima e un cambio monetario, ecc. Questo indice, invece, non misura alcuna di queste correlazioni, traendo quindi in inganno.

Indicatore RSI cos’è

Cos’è Indicatore RSI? Si tratta di un indicatore tecnico usato come detto per l’analisi dei mercati finanziari. Il suo compito è quello di rappresentare la forza (o di contro la debolezza) di un’azione o anche di un qualsiasi mercato (come quello Forex), basandosi sui prezzi di chiusura di un recente periodo di trading.

L’RSI è di fatto in tutto e per tutto un oscillatore, utile a misurare la velocità e la direzione dei movimenti di prezzo. Il Momentum è invece il tasso che indica la salita o la caduta del prezzo. L’RSI calcola proprio il momentum come rapport tra chiusure “alte” e chiusure “basse”. Ciò implica che le azioni (o gli altri mercati) che hanno avuto più modifiche positive, hanno di rimando un RSI più alto rispetto alle azioni che fanno registrare più o più forti cambiamenti di tipo negativo.

L’indicatore RSI è stato ideato da J. Welles Wilder, che ne parlò per la prima volta nel suo libro intitolato New Concepts in Technical Trading System, pubblicato nel 1978.

Indicatore RSI come funziona

Come funziona Indicatore RSI? Esso viene usato sui grafici bisettimanali, dove la forza viene misurata su una scala che va da 0 a 100, con massimi e minimi che si trovano in una forchetta che va da 70 e 30 rispettivamente. I timeframe più corti o più lunghi vengono come sempre utilizzati per previsioni o più corte o più lunghe. E’ ovvio che quando si finisce in territori maggiori di 80 o minori di 20, vuol dire che il momentum, vale a dire l’impulso del mercato, è molto più energica.

Secondo chi lo ha realizzato, vale a dire Welles Wilder, quando il prezzo si muove verso l’alto in maniera molto rapida, ad un certo punto questo prezzo entra in un’area che si chiama “Ipercomprato“. All’opposto, quando il prezzo fa registrare un continuo calo e pure molto veloce, è invece considerato “Ipervenduto“. In entrambe le situazioni, Wilder notò che subito dopo si riscontrava una reazione, vale a dire un’inversione imminente.

Il livello dell’RSI quindi, serve a misurare la recente forza del mercato. La quantità di moto (Momentum) dell’RSI è pertanto direttamente proporzionale alla velocità del cambiamento del trend. La distanza fatta dall’RSI è quindi proporzionale alla grandezza del movimento.

Come per tutti gli strumenti di analisi dei mercati finanziari, anche per l’indicatore RSI vale la regola che da solo esprime solo parzialmente una determinata situazione. E va quindi integrato con altri strumenti di analisi.

Indicatore RSI storia

Come nasce Indicatore RSI? La storia dell’Indicatore RSI parte nel 1978, quando venne menzionato per la prima volta in un libro speciale di analisi tecnica, intitolato “New concepts in technical trading systems”. Un testo a dir poco rivoluzionario, giacché sarebbe stato destinato a cambiare il modo stesso di studiare i mercati finanziari. A pubblicarlo Welles Wilder, un ex ingegnere meccanico che agli inizi degli anni ‘70 aveva lasciato il suo lavoro per dedicarsi ai mercati finanziari e alla loro analisi.

Egli comprese precocemente una cosa che poi divenne fondamentale nella analisi dei mercati finanziari: il fatto che occorreva cambiare il modo di fare analisi costruendo degli indicatori che fossero matematici. Ma che al contempo cercassero di descrivere ciò che l’analista osserva visivamente e ciò che l’esperienza dei mercati finanziari insegna a coloro che sono esperti nel settore.

Il risultato delle ricerche di Welles Wilder portarono quindi alla nascita di uno strumento che ebbe presto una grandissima diffusione, che prese il nome di Relative Strength Index. Meglio conosciuto con l’acronimo RSI.

J. Welles Wilder Jr chi è?

Chi è J. Welles Wilder Jr. , fondatore dell’indicatore RSI? J. Welles Wilder Jr., nato negli anni ’30, è un ingegnere meccanico americano, divenuto sviluppatore immobiliare, diventato analista tecnico, meglio conosciuto per il suo lavoro nell’analisi tecnica. Wilder è il padre di diversi indicatori tecnici che sono ora considerati come indicatori chiave nel software di analisi tecnica. Tra questi ricordiamo: Average True Range, appunto il Relative Strength Index (RSI), Average Directional Index e Parabolic SAR.

Per i suoi lavori, Wilder ha ottenuto numerosi riconoscimenti:

  • Forbes Magazine nell’ottobre ’80 individuò il signor Wilder come “il principale trader tecnico di quel decennio”
  • Barron’s (luglio ’84) affermò che: “Nel 1978, la base dell’analisi matematica fu ampliata quando J. Welles Wilder, Jr. pubblicò il suo libro New Concepts in Technical Trading System
  • Financial World (luglio ’85) disse che “Nel corso degli anni, Wilder ha sviluppato sistemi e concetti di negoziazione delle merci più precisi di qualsiasi altro esperto”

Citazioni più famose di Wilder:

  • “Lasciare che le tue emozioni prevalgano sul tuo piano o sistema è la più grande causa di insuccesso”
  • “Alcuni trader sono nati con una capacità innata, la maggior parte deve impararla nel modo più duro”
  • “Se non puoi controllare le tue emozioni, meglio che esci dal trading”

Indicatore RSI come viene rappresentato graficamente

Come si rappresenta graficamente indicatore RSI? Esso è formato da un grafico che si trova solitamente posto sotto il grafico principale del prezzo (poi ovviamente dipende anche da dove siamo noi ad inserirlo). L’indicatore ha una linea superiore sul livello di 70 ed una linea inferiore che si trovare a 30. La barra mediana si trova a metà strada, ovvero sul livello 50. Chi ha inventato il Relative Strenght Index, ossia come detto il succitato Welles Wilder, suggerisce di utilizzare indicatore RSI con gli ultimi 14 periodi.

Il periodo “standard” utilizzato dall’RSI è infatti 14, ma è comunque personalizzabile. Più si aumenta il numero di periodi, più avremo un indicatore meno reattivo. Vale a dire con curve meno marcate. Diversamente, impostando valori inferiori, l’indicatore RSI sarà quindi più “reattivo” sul grafico. Utilizzarlo con periodi troppo alti o troppo bassi è comunque sconsigliabile, giacché aumenta il numero di falsi positivi.

RSI, cos’è Ipercomprato e cos’è Ipervenduto

Wilder arrivò a teorizzae che gli swing “falliti” sopra i 70 e sotto i 30 dell’RSI siano forti indicatori di inversioni di mercato. Mettiamo il caso a titolo di esempio che l’RSI tocchi gli 80, ritorni indietro a 75, risalga successivamente a 77 e poi ritorni su ancora a 79. Se il livello tornasse di nuovo sotto i 75, ciò significherebbe per Wilder uno swing “fallito” sopra i 70.

Secondo Wilder le aree di supporto e di resistenza potevano essere individuate molto meglio grazie all’RSI rispetto al grafico dei prezzi normale. La linea centrale per l’RSI è come detto stabilita su 50, ed è sovente usata come area di supporto e resistenza da parte dell’indicatore.

Se l’indicatore RSI si trova sotto i 50, ciò vuol dire che le perdite del mercato sono più grandi dei guadagni. Se invece si trova sopra i 50, esprime il fatto che i guadagni sono più alti delle perdite.

Quindi ricapitolando:

  1. Ipercomprato: fase in cui gli indicatori stessi raggiungono i loro massimi. E ciò si verifica quando il prezzo stesso si è spinto, secondo i calcoli matematici, verso i suoi limiti in ascesa e quindi è destinato ad invertire il suo corso. In questa fase, si potrebbe aprire una posizione di acquisto sull’asset. Vale a dire occorre osservare che la linea dell’indicatore scenda al di sotto del valore di 30.
  2. Ipervenduto: l’RSI giunge più o meno al suo massimo, indicando che il prezzo ha raggiunto un’area limite al ribasso e potrebbe presto generarsi una reazione rialzista da parte del mercato. A sua volta potrebbe verificarsi una inversione ribassista nel caso in cui il mercato si trovi nell’area limite dell’ipercomprato. Difficilmente il mercato potrà sostenere quei ritmi e quindi potrebbe verificarsi presto l’inversione, nel momento in cui la linea dell’RSI si trova sopra il valore di 70.

Quando il prezzo si porta in una di queste 2 aree limite, le indicazioni operative offerte dall’analisi del mercato con l’RSI si palesano con una chiarezza a dir poco impareggiabile.

Indicatore RSI come si calcola

Come si calcola indicatore RSI? Esistono due diverse formule per calcolarlo:

1. RSI = 100 – 100 / 1 + (Gp/Gn)

Dove:

  • Gp: indica il numero dei giorni positivi
  • Gn: il numero dei giorni negativi

2. RSI= 100 – 100 / 1 + (GpM/GnM)

Dove:

  • GpM è la media dei giorni positivi
  • GnM è la media dei giorni negativi

La variabile X esprime il numero di periodi che vogliamo utilizzare per calcolare l’RSI. Il parametro è anche personalizzabile, sebbene il valore generalmente più usato è 14.

Il valore dell’indice di forza relativa che calcoleremo sarà compreso tra i valori di 0 e 100. Questo indicatore può essere utilizzato per ogni tipo di timeframe e potrà quindi considerare tanto i prezzi di chiusura di candele giornaliere, quanto di quelle orarie, settimanali, ecc.

Come detto, buona parte degli analisti economici per dare significatività all’indicatore RSI pongono i livelli di attenzione tra 70 e 30 e tra 80 e 20.

Molto più rari sono i casi in cui i parametri di attenzione vengono impostati su livelli che vanno tra i 90 e i 10. I quali, sebbene evitino la quasi totalità dei falsi segnali che l’RSI finisce per evidenziare, sono difficilmente raggiungibili da parte del sottostante su cui applichiamo il nostro indicatore.

Indicatore RSI vantaggi

Quali sono i vantaggi di utilizzare indicatore RSI? Sostanzialmente due:

1. Molto utile nel Trading intraday: il trading intraday è una tecnica di investimento che consente di aprire e chiudere posizioni tutte nell’arco della stessa giornata. Ciò permette di conseguire profitti quotidiani e di poter riorganizzare giorno dopo giorno la tua attività di trading nella maniera migliore. In tal modo si avrà sempre il bilancio di entrate ed uscite in aggiornamento, passo dopo passo, a beneficio della redazione di una pianificazione migliore e una migliore soddisfazione che scaturisce proprio dalla propria operatività giornaliera

2. Risparmio: fare trading con RSI rappresenta una soluzione concreta da applicare per chiunque, specie per i neofiti del trading. Fare trading con l’indicatore RSI consente di risolvere almeno la metà dei propri problemi, in quanto consente innanzitutto un risparmio di soldi. In che modo? Nel trading anche evitare le perdite significa risparmiare. Pertanto, in virtù di ciò, quando si può sfruttare un indicatore che ci consente di indirizzare nel modo migliore i nostri investimenti sul mercato in maniera automatica, risparmieremo del denaro per il semplice fatto che incasseremo sempre meno perdite rispetto a quegli investitori principianti che non usano indicatori per l’analisi dei mercati finanziari.

Indicatore RSI consigli su come usarlo

Consigli su indicatore RSI? Occorre innanzitutto dire che ampi e improvvisi movimenti di prezzo possono creare falsi segnali di acquisto o di vendita quando lo si utilizza. È dunque consigliato usarlo con un certo filtro sulla sua applicazione o, come già consigliato in precedenza, usarlo combinato con altri indicatori.

Per ovviare a ciò, alcuni trader, usano i valori RSI più estremi come segnali di vendita o di acquisto. Nei quali un valore sopra 80 indica un territorio di ipercomprato e un valore inferiore a 20 indica un territorio di ipervenduto.

L’indicatore RSI viene sovente utilizzato combinato ad altre linee di trend, dato che le trendline di supporto o di resistenza spesso sono uguali ai livelli di supporto o di resistenza individuati sull’indicatore RSI.

Un altro buon metodo per avere una rappresentanza ancora più realistica, è quello di individuare la divergenza vigente tra il prezzo e l’indicatore RSI. La divergenza si verifica quando un sottostante registra un nuovo minimo o un massimo nel prezzo. Ma l’RSI non fa altrettanto in corrispondenza.

Una divergenza ribassista si verifica quando il prezzo segna un nuovo massimo, ma l’RSI non indica un segnale di vendita. Una divergenza rialzista si verifica nel momento in cui un nuovo minimo mostra un segnale di acquisto sul prezzo, ma il valore dell’RSI non svolge la medesima cosa.

Usare Indicatore RSI insieme a Media mobile

Un consiglio a parte merita quello relativo all’utilizzo combinato tra Indicatore RSI la Media mobile. Questa necessità deriva dal fatto che non sempre situazioni di overbought o oversell sono sinonimo di inversione. Di frequente l’istinto porta a prendere la decisione affrettata di vendere se ci troviamo in ipercomprato, giacché abbiamo la certezza che il trend potrebbe subire un cambiamento immediato. E non possiamo sapere quando ciò si verificherà. La situazione di overbought potrebbe durare pure per giorni o settimane, e il trader finirebbe per perdere denaro prezioso andando nella direzione opposta del cross.

Per ovviare a ciò possiamo usare l’indicatore RSI in combine con la Media mobile. Per inserire quest’ultima su un grafico MetaTrader (piattaforma molto utilizzata per l’analisi tecnica dei mercati finanziari), dobbiamo trascinare l’indicatore standard “Moving Average” al di sopra dell’indicatore RSI, già inserito nel grafico. Successivamente, selezionare la voce “Apply to: First Indicator’s Data” nella maschera di proprietà dell’indicatore per ritrovarci un moving average disegnato sull’oscillatore.

Quando l’RSI perfora al ribasso la media mobile, il nostro cross diminuisce di valore ed è quindi consigliato aprire posizioni short. Di contro, quando la media mobile viene attraversata verso l’alto il cross sale di prezzo ed è il momento di andare long. Ogni volta che il nostro RSI taglia la media mobile, viene a formarsi un segnale. Mettiamo il caso che il cross EUR/USD sta continuando un periodo bearish e l’Euro va ad indebolirsi nei confronti del dollaro. In questo caso, è consigliato spostare lo stop loss qualora avessimo posizioni long già aperte. O, di contro, aprire nuove posizioni short.

Altro passaggio che possiamo fare, è quello di inserire l’incrocio tra medie mobili, al fine di ottenere segnali più forti ed una certezza maggiore.

Indicatore stocastico

L’Indicatore RSI può essere facilmente confuso con l’Indicatore stocastico. Cos’è? L’indicatore Stocastico misura il momentum attraverso i prezzi di chiusura minimi e massimi degli ultimi n periodi, dove n è un numero variabile. E’ costituito da 2 linee, %K e %D, che indicano la posizione relativa all’ultima chiusura rispetto alle chiusure precedenti. Quando l’indicatore raggiunge livelli massimi significa che ci troviamo in un trend positivo. Altrimenti, quando le linee scendono a livelli bassi o minimi, si parla di periodo di downtrend.

Pertanto, se ci troviamo in un trend di tipo bullish, i prezzi di chiusura tendono a somigliare al prezzo massimo della giornata. Viceversa, in un trend di tipo bearish, i prezzi close si avvicinano al prezzo minimo. Bearish e Bullish, tradotti in italiano come Orsi e Tori, sono rispettivamente due modi di chiamare l’approccio ribassista e quello rialzista. Bearish può essere un trend o l’approccio di un trader ribassista, al contrario Bullish indica il movimento rialzista.

Sul grafico le due linee dell’indicatore vengono rappresentate con colori diversi. La linea %K viene solitamente raffigurata in azzurro e rappresenta la posizione in percentuale della chiusura attuale. Determinata in base al range di prezzi raggiunti negli ultimi n periodi.

Si calcola così:

%K = 100 [(C-Ln) / (Hn – Ln) ]

C rappresenta il prezzo di chiusura più recente, Ln il minimo storico delle n sessioni precedenti, Hn il massimo storico degli ultimi n periodi.

La linea %D viene invece raffigurata in rosso e misura la media mobile di n periodi di %K. I periodi possono essere personalizzati, ma di solito per %K vengono presi in esame gli ultimi 14 o 15 periodi e per %D gli ultimi 3 periodi.

Anche le due linee dello stocastico oscillano in un range che varia da 0 a 100. Se entrambe si trovano in una forbice tra 0 e 20, è probabile che continui il trend ribassista.

Se tale livello viene superato, è possibile un’inversione del trend. La fascia tra 20 e 80 viene considerata una zona “neutra”, nel quale prosegue il trend in corso. Il range 80–100 viene raggiunto durante un trend bullish e i prezzi raggiungono nuovi massimi.

Se le due linee si trovano sopra livello 70, vuol dire che ci troviamo in una situazione di ipercomprato. Se invece si trovano sotto i 30, il mercato è in ipervenduto. In una situazione di ipercomprato potrebbero verificarsi segnali di vendita. Viceversa, in situazioni di ipervenduto, potrebbe verificarsi un reversal con segnali di acquisto.

Infine, un altro modo per individuare un’inversione del trend è quella di guardare i prezzi che oscillano tra i livelli 20 e 80. Qualora risultassero tagliati, vuol dire che è probabile che ci si trovi in una situazione definibile di reversal.

RSI e Stocastico funzionano similmente. E non a caso sovente vengono usati nsieme, per dare maggior sicurezza agli obiettivi di trading. Una funzione in più dell’RSI, molto efficace, però è quella di confermare un trend in atto. Se nel grafico pensiamo di aver individuato la formazione di un trend, RSI ci aiuta a darcene conferma.

Ci poniamo questa domanda: il mercato ha preso una direzione ribassista, ma continuerà questo trend? E qui entra in aiuto l’indicatore RSI, poiché assume esso stesso un trend short e tagliando a ribasso il livello intermedio dell’oscillatore. Attestandosi su di un livello medio 50.

Bande di Bollinger

Un altro strumento simile all’indicatore RSI per l’analisi dei mercati finanziari sono le Bande di Bollinger. Il loro scopo è quello di studiare la volatilità del mercato per poi andare ad individuare i migliori punti di ingresso per investire.

Le Bande di Bollinger sono costituite da due bande (di qui il nome), una superiore ed una inferiore, più una media mobile centrale, comunemente fissata con un periodo pari a 20. Una delle caratteristiche principali di questo strumento è la posizione equidistante che assumono rispetto alla media centrale. Si possono verificare però anche delle eccezioni, caratterizzate da momenti di estensione e momenti di contrazione delle bande stesse.

Ne consegue che quando si restringono, si verifica una diminuzione della volatilità. Ciò per effetto dei prezzi in fase laterale. Trattasi comunque di una fase temporanea, e presto i prezzi assumeranno una posizione di tipo rialzista o di tipo ribassista netta.

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