Incentivi GPL: ritorna il finanziamento per la trasformazione

Negli ultimi mesi è tornata alla ribalta il tema delle polvere sottili. (anche alla luce di alcuni scandali recenti, come quello Volkswagen). Alcune città hanno fatto registrare un livello di inquinamento allarmante, certamente sostenuto dalla circolazione di un numero troppo elevato di automobili. Anche perché poche di queste possono vantare un impatto ambientale basso. In questo panorama si inserisce il ritorno degli incentivi GPL e metano, che agevolano la trasformazione delle vetture. Si tratta, tuttavia, di un ritorno niente affatto completo. Ciò risulta evidente dalla cifra messa a disposizione dal Governo: appena 1,8 milioni di euro (niente a che vedere per esempio con gli ecoincentivi per la rottamazione). Con queste cifre, nella migliore delle ipotesi potranno essere trasformate non più di 4.500 automobili.

Incentivi GPL
Incentivi GPL 2016, la situazione

Incentivi metano e Gpl: l’iniziativa

L’istituzione di un fondo così piccolo per gli incentivi GPL trova la sua ragion d’essere nella storia dell’Iniziativa Carburanti a Basso Impatto. E’ stato creato nel 2000 e successivamente rifinanziato nel 2005 con 20 milioni di euro. Da allora non sono giunte più notizie. Fino a qualche giorno fa: è stato scoperto un residuo di 1,8 milioni di euro che, non si sa per quale motivo, non era stato utilizzato. La riapertura della linea di finanziamento è quindi appare come una conseguenza naturale.

Gli incentivi GPL e metano variano a seconda della tipologia di intervento. In caso di trasformazione in GPL, il finanziamento consiste in 500 euro. In caso di trasformazione in metano, si parla di 750 euro. Alle officine è destinato un contributo di 150 euro, esigibile sotto forma di sconto fiscale. Discorso a parte per i veicoli commerciali leggeri, per i quali è previsto un 50% in più (quindi rispettivamente 750 e 1000 euro).

Trasformazione in Gpl e Matano: i requisiti

I requisiti sono abbastanza stringenti. Inevitabile, se si pensa all’entità del finanziamento. Possono essere oggetto del finanziamento solo le auto di tipo Euro 2 ed Euro 3 immatricolate dopo il 1° gennaio 1997. Ma non è tutto: il proprietario deve essere residente in uno dei 674 comuni che partecipano all’Accordo di Programma tra il Ministero dell’Ambiente e la Convinzione dei Comuni. Un calcolo veloce rivela che sono meno del 10% sul totale.

Fortunatamente, accedere al finanziamento non è difficile, se si posseggono i requisiti. Occorre rivolgersi a una officina convenzionata, ricevere il codice di prenotazione e attendere la comunicazione circa la data dell’intervento. La graduatoria dei beneficiari viene stilata utilizzando il mero criterio cronologico. Fa riferimento l’invio della domanda.

L’unica nota veramente positiva è data dalla copertura degli interventi “dual-fuel”. Con questo termine si indica la trasformazione di una vettura nell’ibrido GPL (o metano) – motore diesel. E’ una soluzione sperimentale, che in passato non era consentito. Questa tecnologia cattura l’attenzione per la capacità di coniugare prestazioni e basse emissioni, le quali verranno comunque testate a breve.