IMU: le Proposte. le Responsabilità

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L’IMU, specie quella sulla prima casa, è entrata in modo dirompente nel dibattito elettorale. C’è chi la considera come il male assoluto (Pdl), c’è chi la considera come l’ancora di salvataggio dell’Italia (Monti), c’è chi, invece, la considera utile ma modificabile (Pd).

L’unico modo per smascherare ogni strumentalizzazione è individuare gli effetti dell’IMU e i veri “mandanti” di questa gravosa imposta. L’Imposta Municipale Unica, questo è vero, garantisce un gettito enorme per le casse dello Stato: 24 miliardi all’anno nel suo complesso, 4 miliardi se si considera solo la prima casa. E’ un gettito che, in tempo di crisi del debito, è essenziale.

Le proposte per sostituirla e per modificarla, però, si stanno sprecando. Quella più singolare è stata avanzata da Silvio Berlusconi, che vorrebbe sostituire il gettito derivato dalla prima casa con l’aumento delle imposte sugli alcolici, il tabacco e i giochi. Ammesso – è tutto da dimostrare – che con i dati sul consumo attuali apporti veramente un gettito di 4 miliardi, è doveroso fare una precisazione: tradizionalmente, i consumi si contraggono quando vengono applicate delle nuove imposte (vedi Iva). Quindi, la contrazione del consumo di tabacchi, alcolici e giochi vanificherebbe parzialmente (si tratta pur sempre di dipendenze) l’aumento delle tasse.

Più sensata la proposta del Pd che, mantenendo i saldi invariati (i 24 miliardi di IMU rimarrebbero tali), vorrebbe modulare l’imposta in base al reddito, donandole caratteristiche di progressività. Insomma, l’intenzione del più grande partito italiano è quella di diminuire l’IMU sulla prima casa per chi ha il reddito basso, e di aumentare l’IMU in genere per chi ha a disposizione un reddito più alto.

Per discernere la buona fede dalle tattiche di campagna elettorale è bene conoscere l’origine dell’IMU. In verità, essa è stata creata dal Pdl e non da Monti. Come stabilito ai tempi del Governo Berlusconi, avrebbe fatto il suo esordio nel 2014, il “governo dei tecnici” ha solo anticipato il suo esordio. Per il resto, l’unica differenza sta nella destinazione del gettito: l’IMU berlusconiana sarebbe andata a gonfiare le casse delle amministrazioni locali, mentre quella montiana ha riempito le casse dello Stato.

Berlusconi non è solo l’autore dell’IMU, ma ne è anche il mandante morale. Monti ha dovuto inserire un IMU, in vero, più pesante di quella pensata dal Pdl per tappare i buchi creati dai governi precedenti. La sciagurata idea, concretizzata nel 2008, di eliminare l’ICI sulla prima casa, posta in essere per biechi motivi elettorali, ha creato un buco nel bilancio considerevole e ha chiuso il rubinetto per le Regioni.

Insomma, è chiaro di chi siano le colpe, ma è anche vero che i media italiani sono oggetto di una vera e propria occupazione da parte di alcuni personaggi politici, e ciò crea parecchi ostacoli nel far emergere la verità.