Imprese sempre più indebitate: i dati Allianz sul 2012

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Le imprese italiane sono sempre più indebitate. Non è una novità, si potrà ben dire, ma è pur sempre utile il conforto sviluppato da Euler Hermes Italia (gruppo Allianz), che ha scattato una fotografia sull’esposizione passiva delle attività imprenditoriali italiane nel corso del 2012.

Stando a quanto affermato dal report ora ricordato, nel corso dell’ultimo anno i debiti non onorati puntualmente all’interno del mercato italiano sarebbero cresciuti del 15 per cento rispetto a quanto rilevato nel precedente 2011, mentre l’importo medio dei mancati pagamenti sarebbe diminuito del 3 per cento su base annua. Opposte le considerazioni se, dal novero locale, ampliamo il contesto ai mercati internazionali: qui la frequenza dei mancati pagamenti è calata del 3 per cento, mentre l’importo medio dei pagamenti non onorati sarebbe cresciuto del 16 per cento.

A spiegarci le motivazioni è stato il responsabile della Regione Paesi Mediterranei, Africa e Medi oriente, “i mancati pagamenti in Italia proseguono il trend di crescita. Il forte rallentamento dei consumi privati, le condizioni di accesso al credito restrittive, insieme a una struttura finanziaria molto indebitata delle imprese, stanno alimentando sul mercato interno la crescita dei debiti non onorati tra aziende”.

Per quanto attiene la ripartizione territoriale degli indebitamenti, l’incremento – afferma il report – avrebbe riguardato tutte le regioni italiane con la sola eccezione di Trentino Alto Adige e Calabria. L’incremento della frequenza dei mancati pagamenti e dell’importo medio degli stessi, sia per piccole e medie imprese che per grandi aziende, si è invece concentrato prevalentemente in Piemonte, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Molise.

Infine, conclude l’analisi della società del gruppo Allianz, per quanto attiene i vari settori merceologici, quello alimentare e quello dei trasporti sembrano essere due tra i comparti in maggiore difficoltà. Piuttosto “scontati” sembrano essere i problemi del settore auto, che continua a pagare un continuo calo della domanda. A “salvarsi” sono soprattutto le imprese che esportano, visto e considerato che – spiegano da Eules – “si evidenzia un trend migliore per la numerosità dei mancati pagamenti, ma cresce in modo preoccupante l’importo in alcuni settori trainanti del Made in Italy quali la meccanica, la chimica e la siderurgia”.

E per il 2013? La situazione, nel breve termine, non dovrebbe subire importanti miglioramenti. Sono tuttavia attesi rallentamenti della crescita dei debiti non onorati rispetto a quanto è avvenuto nel recente 2012. Sarà vero?